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Studi e fonti per la Storia della scultura

Statue vestite. Prospettive di ricerca

editore: Pisa University Press

pagine: 276

Il volume – esito di un incontro tra studiosi di diversa specializzazione e nazionalità, a conclusione di un progetto di ricerca promosso dall'Università di Pisa – offre una molteplicità di punti di vista sulla realtà del vestire le statue: dall'identità artistica dei manufatti ai loro aspetti devozionali, dalla riflessione antropologica ai modi della loro musealizzazione. Ad uno sguardo privilegiato sulla Toscana nord-occidentale si aggiunge – oltre alla presenza di interventi di più generale contestualizzazione – quello su due aree particolarmente significative per questo fenomeno culturale, quali la Spagna e la Basilicata. I singoli saggi si devono a Elisa Acanfora, Paola Antonella Andreuccetti, Manuel Arias Martinez, Clara Baracchini, Francesca Barsotti, Isabella Botti, Antonella Capitanio, Marco Collareta, Fabio Dei, Gabriele Donati, Francesca Fabiani,Daria Gastone, Valeria E.Genovese, Antonella Gioli, Sonia Lazzari, Paola Martini,Francesca Pisani, Michele Rak, Paola Refice, Cinzia Maria Sicca, Barbara Sisti, Nicola Zilio.  
27,00

Vestire le statue

Arte, devozione e committenza nella Toscana Nord-occidentale

editore: Pisa University Press

pagine: 218

Frutto della convergenza di studiosi di diverse generazioni, il volume affronta l’affascinante tema delle “statue vestite”, una categoria di immagini sacre ancora largamente trascurate dagli studi storico-artistici. L’ambito territoriale della ricerca è quello della Toscana nord-occidentale, ma in questo universo apparentemente circoscritto tra i monti, il mare e la piana dell’Arno si riflettono aspetti e problemi largamente diffusi nella pratica religiosa dell’intera ecumene cristiana. Dà conto di ciò la struttura stessa del volume, che ad una prima parte di saggi affianca una seconda parte di catalogo. Mentre qui lo sguardo si concentra su trentatré opere analizzate in dettaglio, lì sei punti di vista diversi suggeriscono altrettante proposte di sintesi dei molti dati raccolti. È allegato al libro un documentario nel quale la complessa realtà delle statue vestite s’esprime col linguaggio delle immagini in movimento e del connesso sonoro, offrendo un ulteriore stimolo alla conoscenza ed all’apprezzamento di quei particolarissimi manufatti.  
30,00

I del Testa di Pisa

Una famiglia tra memoria privata e pubblica rappresentazione

di Cinzia M. Sicca

editore: Pisa University Press

pagine: 160

Plinio il Vecchio narra come le famiglie conservavano per generazioni le maschere di cera modellate sul viso dei defunti e decoravano di ritratti in medaglioni gli alberi genealogici che esibivano nell’atrio delle loro case. A partire dal Cinquecento il genere del ritratto andò sempre più affermandosi e gli allestimenti nei palazzi testimoniano la vitalità della tradizione classica esibendo in una stessa sala grandi alberi genealogici e ritratti di membri della famiglia, spesso alternati a quelli dei principi di cui godevano il favore. Questa prassi fu praticata nel XVIII secolo da Francesco ed Alessandro Del Testa, cavalieri pisani riusciti a consolidare le precarie fortune familiari attraverso il matrimonio (1761) tra Francesco e Giovanna Cataldi, figlia del ricchissimo Ottavio, appaltatore del gioco del Lotto prima nel Granducato e poi in tutto l'Impero Asburgico. E’ grazie a questo matrimonio che la famiglia raggiunse l'apice della propria fortuna economica, con un elevatissimo train de vie che si concretizzò nel rifacimento della sontuosa villa di Crespina, nel palazzo fiorentino di via Ghibellina - arredato con oggetti tanto preziosi quanto 'moderni' come le porcellane di Doccia - e l'ottenimento del titolo comitale e della carica di Granciambellano. Questo rinnovato fasto domestico doveva essere supportato da una memoria genealogica altrettanto illustre. Il volume si propone quindi di indagare il ruolo svolto dai ritratti, conservati grazie al lascito Savi De Filippi del 1895, nella ricostruzione dell'ethos domestico. Nel 1768 l'ultimo primogenito, il cavalier Alessandro († 1784), avviò infatti una sostanziale riorganizzazione della memoria familiare procedendo da un lato alla sistemazione dell'archivio e dall'altro al confezionamento di alberi genealogici e all'identificazione dei ritratti di famiglia. Archivio, alberi genealogici e ritratti costituiscono così un unicum genealogico perfettamente collegato. Il volume ricostruisce le strategie di auto-rappresentazione attuate da una famiglia del patriziato a partire proprio dall'allestimento delle dimore e dall'uso dei ritratti che gli inventari testimoniano aver avuto una funzione strategica fondamentale sia come strumento di rappresentazione verso l'esterno, sia per l'autodefinizione della famiglia dall'interno.  
15,00

Andrea Guardi. Uno scultore di costa nell'Italia del Quattrocento

di Gabriele Donati

editore: Pisa University Press

pagine: 432

Andrea di Francesco Guardi (1405 circa - 1476) fu uno dei più precoci ed entusiasti seguaci della nuova scultura rinascimentale, quale veniva scaturendo dalla bottega congiunta di Donatello e Michelozzo. Originario di Firenze, egli fu forse attivo giovanissimo a Padova, per poi dare la prima grande prova di sé nella partecipazione al cantiere del sepolcro di Ladislao di Durazzo in Napoli; dopo un ritorno in patria, e due tappe adriatiche ad Ancona ed Ascoli Piceno, il restante corso della sua lunga carriera interessò l’intero arco tirrenico, dalla Sicilia fino a Genova, passando per Napoli, Roma, Piombino, Pisa, Lucca, Carrara. Il significato storico del largo raggio della sua attività risiede nell’aver saputo sfruttare anche commercialmente le rotte marittime di diffusione del pregiato marmo apuano, divenendo così protagonista di un’autonoma area d’influenza costiera. Oltre ad un catalogo completo delle opere, il testo propone un ampio saggio interpretativo che getta nuova luce sull’intero percorso professionale dell’artista, finora conosciuto quasi soltanto nella sua fase matura.
30,00

Inventari e cataloghi

Collezionismo e stili di vita negli stati italiani di antico regime

di Cinzia M. Sicca

editore: Pisa University Press

pagine: 384

Il volume analizza da diverse angolazioni gli inventari ed i...
25,00

Giovanni Baratta e lo studio al baluardo

Scultura, mercato del marmo e ascesa sociale tra Sei e Settecento

di Francesco Freddolini

editore: Plus - Università di Pisa

pagine: 184

Il saggio è focalizzato sulla ricostruzione della storia della bottega dello scultore carrarese Giovanni Baratta (1670-1747),
20,00

Uno studio e i suoi scultori

Gli inventari di Domenico Guidi e Vincenzo Felici

di Cristiano Giometti

editore: Plus - Università di Pisa

pagine: 144

Nel corso del Seicento la produzione di scultura a Roma subì un incremento considerevole, tanto da assumere portata quasi indu
20,00

Scultura a Pisa nell'età moderna

Le sepolture dei docenti dello Studio

editore: Plus - Università di Pisa

pagine: 192

Detentori di un ruolo di primo piano nella società di antico regime, i docenti universitari costituirono una prestigiosa élite
24,00

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