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F.A.AD. CITY

F.A.AD. CITY
titolo F.A.AD. CITY
sottotitolo Città Friendly, Active, Adaptive
autori ,
argomento Ingegneria civile Architettura Human Factors & Technological Design Innovation
editore Pisa University Press
formato Libro
pubblicazione 04/2018
ISBN 978-88-3339-0543
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Abstract

Il libro precisa l’importanza e la centralità dell’approccio User-Centered nell’osservazione delle relazioni che si stabiliscono tra uomo, sistemi tecnologici e ambiente costruito, per progettare in funzione sia delle esigenze anatomiche e metriche (visione antropometrica) che di quelle connesse alla sfera della percezione, dei processi cognitivi e dalla sfera sociale (visione antropocentrica). Questa concezione dell’ambiente progettato,...
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Il libro precisa l’importanza e la centralità dell’approccio User-Centered nell’osservazione delle relazioni che si stabiliscono tra uomo, sistemi tecnologici e ambiente costruito, per progettare in funzione sia delle esigenze anatomiche e metriche (visione antropometrica) che di quelle connesse alla sfera della percezione, dei processi cognitivi e dalla sfera sociale (visione antropocentrica). Questa concezione dell’ambiente progettato, se pur declinabile alle varie scale progettuali assume particolare interesse se rapportato al tema del progetto degli spazi aperti delle nostre città e alla loro capacità di favorire le funzioni vitali di coloro che ne usufruiscono. Una visione capace di ricostruire una proficua riconnessione tra salute, pianificazione urbana e progettazione ambientale in linea con le attuali testimonianze e ricerche intorno al passaggio culturale e organizzativo dal Public Health all’Urban Health.
La necessità di avere cura dell’uomo, dell’ambiente e delle risorse, comporta una nuova resposabilità per la progettazione ambientale che non si limita alla realizzazione di smart object e smart city ma è capace di incidere sui comportamenti delle persone affinché le stesse siano smart e attive, per costruire una consapevolezza sul singolo, sulla collettività e sul contesto, che porti a cambiare lo stile di vita. Alla luce di questa connotazione più ampia di benessere dell’uomo, lo scopo della progettazione ambientale è oggi prevalentemente quello della salute, intesa come stato di benessere fisico, mentale e sociale. Tale attenzione si trova nella relazione tra salute e progettazione friendly, active e adaptive degli spazi aperti della città che diventano il mezzo attraverso il quale valutare le condizioni di salute e sicurezza che la stessa è in grado di offrire ai suoi abitanti, e sui quali intervenire per migliorare il livello di vivibilità.
 

Biografia degli autori

Cristiana Cellucci

Cristiana Cellucci, Architetto e Dottore di ricerca in Tecnologia dell’Architettura, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara e professoressa a contratto presso la Scuola di Ingegneria, Dipartimento D.E.S.T.eC. dell’Università di Pisa. È autrice e coordinatrice di ricerche incentrate sul ruolo
del “fattore umano” come parte fondamentale del processo di progettazione e sull’implementazione dei requisiti di flessibilità, reversibilità, inclusività e benessere psico-fisico attraverso soluzioni che migliorino le interazioni fisiche e psicologiche degli utenti con i luoghi, le attrezzature e le tecnologie che li circondano.

Michele Di Sivo

Michele Di Sivo, Architetto e professore ordinario di Tecnologia dell’Architettura presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara e presso la Scuola di Ingegneria, Dipartimento D.E.S.T.eC., dell’Università di Pisa, autore di numerosi saggi e libri e coordinatore di numerose ricerche sulla politica tecnica in Italia, sulla cultura
manutentiva e della sicurezza dell’ambiente confinato e costruito e sui temi dell’innovazione tecnologica. Attualmente, svolge attività di ricerca applicata sui temi dell’Habitat e la domotica come ausilio per l’utenza debole, sull’innovazione delle degenze ospedaliere e le sale operatorie.

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