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Gianrico Ranaldi

Gianrico Ranaldi
autore
Pisa University Press
Gianrico Ranaldi è professore associato di diritto processuale penale all’Università di Cassino e del Lazio
Meridionale. È membro del Comitato di redazione di Archivio Penale ed è responsabile dell’Osservatorio
sulla responsabilità penale della medesima rivista. Ha insegnato diritto processuale penale alla scuola
di specializzazione per le professioni legali istituita presso la Facoltà di Giurisprudenza della “Sapienza” –
Università di Roma. Ha conseguito il dottorato di ricerca in diritto processuale penale interno, internazionale
e comparato presso le Università di Teramo, Perugia ed Urbino. È autore di numerosi articoli e note
a sentenza in materia processuale penale ed ha pubblicato le monografie Il procedimento di estradizione
passiva (2012), Lineamenti di procedura penale militare (2012) ed, insieme ad Alfredo Gaito, sia la monografia
Esecuzione penale (Milano, 2000, 2005, 2016), che la voce Esecuzione penale sull’Enciclopedia del
diritto (2000). Inoltre, è autore delle voci, pubblicate sul Digesto delle discipline penalistiche, Estradizione
(2005), Impugnazioni (2008), Richiesta di procedimento del comandante di corpo (2011) ed ha partecipato a
numerose opere collettanee.

Libri dell'autore

La riforma delle impugnazioni penali

Semplificazione, deflazione, restaurazione

editore: Pisa University Press

pagine: 520

Il volume – che esamina i cambiamenti disciplinari introdotti, in materia di impugnazioni penali, dalla l. 23 giugno 2017, n. 103 e dal d.lgs. 6 febbraio 2018, n. 11 – si compone di cinque parti tematiche: disposizioni generali; appello; ricorso per Cassazione; mezzi di impugnazione straordinari; archiviazione e rimedi processuali. Le singole modifiche sono esaminate secondo una logica di contesto, tenendo conto delle indicazioni interpretative promananti dalla giurisprudenza e dalla dottrina: l’obiettivo è cogliere, ove esistente, il denominatore comune dei cambiamenti ed individuare le linee di tendenza prospettica nella materia dei rimedi processuali, nella consapevolezza che non potrebbe ritenersi ammissibile un intervento riformatore ovvero meramente razionalizzatore, che consolidasse la tendenza – che sembra oramai invalsa a ridurre – al di là di qualsivoglia bilanciamento- la giurisdizione all’efficienza giudiziaria.
35,00
 

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