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Gianni Pozzi

Gianni Pozzi
autore
Pisa University Press

Insegna Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. A partire dall’organizzazione del ciclo di mostre Made in Florence (1983 – 1986)  alla più recente rassegna Start point, porta avanti da sempre pratica curatoriale e una riflessione sull’arte contemporanea incentrata sulla sua percezione e il suo insegnamento. Si è occupato  di critica d’arte ma anche di politica culturale per giornali e riviste, da “Le Arti News” a “Paese Sera”, dove ha collaborato a lungo con F. Menna;  da “L’Unità” a “Italia Oggi” a “Il Sole 24 Ore”. Con L. Pistoi e S. Ficara ha partecipato alla realizzazione della rassegna La Più bella Galleria d’Italia ( 1990 – 1994) e  per il Museo Marino Marini ha curato la mostra I corpi incantati.l’eros, il desiderio e l’assenza nella pittura di Piero Nincheri (2002); per l’Accademia di Firenze il convegno Formazione, conservazione e comunicazione dell’arte (2007). Ha pubblicato studi sui falsi Modigliani ( Teste a sorpresa, 1989 ), su Andrea Pazienza ( 1991 ), Schiele ( 1996 ) e Chagall (1997); una collana di cataloghi / conversazioni con artisti (da Salvo a Gilardi, Accardi o Pozzati, G. Chiari, Ontani ) tra il 1994 e il 1999, mentre, più recentemente, ha collaborato a alcune esposizione nel Giardino di Boboli a Firenze ( Ivan Theimer, 2008 e Roberto Barni, 2009 ).

 

Libri dell'autore

Figure del dono

Dispendio, reciprocità e impegno nella pratica artistica contemporanea

di Gianni Pozzi

editore: Pisa University Press

pagine: 344

  La celebre performance del 1965 nella quale Beuys racconta la storia dell’arte a una lepre morta che tiene amorosamente in braccio;  l’altra, dieci anni dopo, dove Marina Abramovic si offre a un pubblico autorizzato a fare di lei ciò che vorrà. E poi i mucchi di caramelle di Gonzalez-Torres, pari al peso del corpo dell’artista, a disposizione di chiunque e le grandiose feste urbane di un meno noto artista fiorentino, Mariotti. E ancora,  Alfred Jaar che raccoglie fondi per associazioni benefiche, Garutti che installa invece montagne di semi per gli uccelli o Zhang Huan che come un Buddha pietoso offre il proprio corpo agli insetti. E’ questo,  insieme ai tantissimi altri casi,  il materiale  – corpo vivo di un preciso modo di operare - che permette all’autore di riconsiderare nell’ottica nuova del dono alcune pratiche dell’arte contemporanea. Gesto costitutivo di un legame e quindi di una comunità, il dono permette infatti di riunire atteggiamenti spesso separati di questo agire: relazionalità, impegno sociale e ambientale, gioco, festa e partecipazione al sistema di scambio della rete. Ma permette anche di stabilire, in un confronto serrato tra arte, filosofia e antropologia, inedite connessioni tra l’artista e il filosofo; due figure che proprio all’interno di questa comunità ideale, sfuggente per parodia o opposizione alle logiche del modo senza grazia dell’utilitarismo, trovano spazio. Con una Postfazione di Sergio Givone
15,00
 

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