Negli ultimi anni la magistratura ha certificato l’esistenza di un’Italia unita nel segno delle mafie. Nell’immaginario collettivo l’espansione mafiosa è il prodotto recente di un contagio che da Sud avrebbe investito l’intero paese. Dopo anni di sottovalutazioni, però, le inchieste svelano un fenomeno più datato, mosso anche da spinte locali e da un tardivo riconoscimento delle istituzioni, mostrando così la diffusione al Centro-Nord di modelli di azione requirente antimafia già sperimentati da trent’anni al Sud. La maggiore mobilità dei magistrati e il coordinamento nelle indagini sono tra i fattori esaminati nel volume, alla base di una nuova risalita della palma: quella dell’antimafia
Negli ultimi anni la magistratura ha certificato l’esistenza di un’Italia unita nel segno delle mafie. Nell’immaginario collettivo l’espansione mafiosa è il prodotto recente di un contagio che da Sud avrebbe investito l’intero paese. Dopo anni di sottovalutazioni, però, le inchieste svelano un fenomeno più datato, mosso anche da spinte locali e da un tardivo riconoscimento delle istituzioni, mostrando così la diffusione al Centro-Nord di modelli di azione requirente antimafia già sperimentati da trent’anni al Sud. La maggiore mobilità dei magistrati e il coordinamento nelle indagini sono tra i fattori esaminati nel volume, alla base di una nuova risalita della palma: quella dell’antimafia
Salvatore Sberna, ricercatore in Scienza Politica (RTD/A) presso l’Università di Pisa, si occupa di corruzione politica e organizzazioni di stampo mafioso, di violenza criminale e delle politiche pubbliche di prevenzione e contrasto dei due fenomeni.
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