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Gabriele Tomei

Gabriele Tomei
autore
Pisa University Press

Gabriele Tomei è ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, dove insegna Sociologia dello Sviluppo e Sistemi Sociali Comparati. Svolge attività di ricerca nell’ambito della valutazione delle politiche sociali, delle dinamiche di esclusione sociale ed impoverimento, delle teorie migrazione e dei processi di sviluppo.

Libri dell'autore

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Migrazioni, comunità, sviluppo

Analisi dei progetti di cosviluppo sostenuti da Regione Toscana (2017-2019)

di Gabriele Tomei

editore: Pisa University Press

Sono oramai oltre venti anni che il termine cosviluppo circola nei saggi scientifici e nei documenti di polic
Gratuito

Migrazioni, comunità, sviluppo

analisi dei progetti di cosviluppo sostenuti da Regione Toscana (2017-2019)

editore: Pisa University Press

pagine: 406

Sono oramai oltre venti anni che il termine cosviluppo circola nei saggi scientifici e nei documenti di policy per indicare il numero sempre maggiore di pratiche che intendono coniugare positivamente flussi migratori e sviluppo. La connessione tra questi due fenomeni ha così avuto modo nel tempo di accumulare esperienze e raffinare modellizzazioni, consegnando alla riflessione globale uno specifico e innovativo dominio tematico. La presente pubblicazione raccoglie le riflessioni e gli studi di caso che sono state realizzati sul programma pilota di cosviluppo promosso da Regione Toscana e da essa realizzato tra il 2017-2019 in collaborazione con alcune organizzazioni di terzo settore dotate di comprovata esperienza in azioni di cooperazione con le comunità di migranti.
18,00
Pdf

Se venti mesi vi sembran pochi

Gli effetti del programma ENAin provincia di Pisa

di Gabriele Tomei

editore: Pisa University Press

Gli sconvolgimenti politici e sociali avvenuti all’inizio del 2011 nei paesi della sponda sud del mediterraneo hanno det
Gratuito

Partecipazione, advocacy e volontariato

Una ricerca tra aree territoriali della Toscana

editore: Pisa University Press

pagine: 144

Il ruolo di advocacy delle associazioni di volontariato nel contesto sociale e territoriale della Toscana è il tema della ricerca presentata in queste pagine. Advocacy è qui considerata come un’azione collettiva volta a reclamare a favore di soggetti discriminati la difesa e la realizzazione dei diritti della persona, che affermano la dignità e la capacità di ogni uomo e di ogni donna. La rivendicazione e il riconoscimento dei diritti, e la loro effettiva tutela nei processi decisionali pubblici attraverso la partecipazione costituiscono momenti distinti e complementari dell’azione di advocacy. In cosa consiste, tuttavia, il primato della persona e della sua dignità se il principio di uguaglianza e le condizioni sociali della stessa dignità (istruzione, lavoro, salute, abitazione) non trovano realizzazione? Combattere la disuguaglianza significa restituire capacità, autonomia di scelta e riconoscere la dignità di cui ciascuno è portatore. Significa, in primo luogo, passare dalla comprensione dell’uomo interessato essenzialmente al calcolo delle utilità (homo oeconomicus) a quella dell’uomo consapevole della propria dignità di persona nella concretezza della propria “situazione” di vita e dei propri valori (homo dignus). Per dare compimento alla dignità diviene tuttavia indispensabile una ulteriore comprensione del soggetto come portatore di “infinite” possibilità di scelta e realizzazione personale, come centro di composizione di una pluralità di risorse e opportunità, aspirazioni e stili di vita (homo capax). I soggetti organizzati e individuali, vengono inseriti nella trama istituzionale come partecipanti legittimati a collaborare alla progettazione e realizzazione di politiche attive dei diritti. Tra questi vanno certamente considerate le associazioni di volontariato. Nel lungo elenco dei campi consolidati di azione dell’advocacy vi è la tutela del “diritto alla salute”, il riconoscimento effettivo della condizione di disabilità, la difesa dell’ambiente, del territorio, del paesaggio. Su questi i terreni si è svolta la ricerca che presentiamo in queste pagine. Nel contesto della “svolta partecipativa”, che dagli anni ’90 ad oggi ha contraddistinto gli interventi regionali di programmazione delle politiche pubbliche locali, l’associazionismo volontario ha acquisito specifiche competenze che ne hanno esteso il ruolo nei processi decisionali al livello politico-amministrativo, oltre a consolidare il compito di erogatori di servizi. Si è in tal modo ridefinito il posizionamento strategico del volontariato sul terreno dell’advocacy, muovendo proprio dal riconoscimento “fiduciario” della rappresentanza degli interessi diffusi nelle comunità locali. Ai risultati della ricerca è demandato il compito di valutare il “credito fiduciario” assegnato al volontariato e di rispondere, per quanto possibile, agli interrogativi avanzati nell’indagine.
14,00

Generazione privata

Soggettività giovanile in un'area territoriale della Toscana

editore: Pisa University Press

pagine: 240

È una generazione privata del futuro e costretta nella sfera privata. Privazione e privatizzazione sono due caratteri che aiutano a riconoscere molti percorsi dei giovani oggi. Con poche chances di giocare in pubblico e collettivamente desideri e aspettative maturate nella interminabile gestazione adolescenziale. In questo volume presentiamo l’ultimo step di un modello d’indagine sulla soggettività giovanile predisposto nel 1988, proseguito nel 1995 con un approfondimento sul rapporto tra le generazioni e nel 2000 con una verifica sull’intero territorio nazionale. L’ipotesi che ha guidato quel lungo percorso può esser così riassunta: nell’attuale differenziazione degli ambiti di vita e nel pluralismo dei modelli culturali, la qualità percepita delle relazioni e il grado di riflessività costituiscono due assi di strutturazione ( o destrutturazione) della soggettività giovanile. I risultati delle ricerche precedenti e di quella qui presentata hanno ampliamente convalidato quell’ipotesi. Rispetto alle precedenti esperienze di ricerca, quest’ultimo lavoro ha lo scopo di mettere a fuoco  una realtà territoriale definita- Viareggio, una cittadina di medie dimensioni della costa toscana, terreno delle passate indagini locali- i cambiamenti e la continuità nel segmento giovanile, e di testare strumenti sintetici di descrizione e definizione della soggettività giovanile.Dalla ricerca emergono singolari composizioni di opposte dimensioni delle esperienze. È il tentativo di molti giovani di conciliare orientamenti divergenti: individualismo e altruismo, acquisitività e solidarietà, strumentalità e espressività. L’individualismo altruista, l’acquisività solidale, la strumentalità espressiva acquistano il significato di un’ inusuale sospensione sociale dell’ambivalenza, che tende a conservare-insieme e in tensione- spinte motivazionali contraddittorie.Tra gli altri risultati, emerge inoltre la tendenza ad “ addomesticare il presente” a ridurre lo spazio delle esperienze entro le mura domestiche e a immaginare la possibilità di addomesticare anche il futuro. Ma oggi più che mai, il futuro è esattamente non-domestico. Chiede congedo dal presente. È un invito a lasciare la “ casa”. In un gioco di complicità e irresponsabilità tra generazioni, la pretesa di addomesticare il futuro annuncia una corruzione del tempo delle giovani generazioni, come un trattenere nelle viscere troppo a lungo un corpo che non vuole uscire alla luce.
15,00

Se venti mesi vi sembran pochi

Gli effetti del programma ENAin provincia di Pisa

editore: Pisa University Press

pagine: 232

Gli sconvolgimenti politici e sociali avvenuti all’inizio del 2011 nei paesi della sponda sud del mediterraneo hanno determinato una ripresa delle migrazioni via mare dal continente Africano verso l’Europa, riportando in pochi giorni il volume dei flussi ai valori di picco registrati nel decennio precedente. In assenza di un adeguato sistema nazionale di accoglienza dei profughi, l’Italia ha vissuto la ripresa degli arrivi via mare come una situazione di emergenza da affrontare approntando un programma di emergenza (ENA). Nonostante tutte le sue fragilità e inadeguatezze, i 20 mesi di attività del programma hanno comunque costituito per il sistema paese un importante laboratorio nel quale verificare i limiti e le possibilità delle procedure di accoglienza esistenti, ma al tempo stesso anche sperimentare possibili percorsi virtuosi di sviluppo e di integrazione delle stesse. L’indagine ha rilevato i potenziali effetti del programma di accoglienza realizzato nel territorio della provincia di Pisa prima di tutto sui profughi, poi sulle comunità dei cittadini stranieri già presenti in loco, ed infine sul sistema di emergenza locale nel suo complesso. Coerentemente con gli approcci valutativi di orientamento realista, il focus dell’indagine è stato collocato al livello delle trasformazioni di comportamento, orientamento e relazioni che i diversi attori in campo (beneficiari ma anche operatori e decisori) hanno prodotto nel contesto in corrispondenza degli interventi implementati localmente nel quadro del programma regionale di intervento.
15,00

Secondo Rapporto sull’esclusione sociale in Toscana

Un’indagine sulla povertà alimentare. Anno 2013

editore: Pisa University Press

pagine: 176

In Italia si producono ogni anno 6...
12,00
 

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