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Pisa University Press partecipa al Pisa Book Festival

Dove

Via Matteotti 1 Pisa

Quando

L'evento è iniziato:
giovedì 7 novembre 2019
alle 15.00
L'evento si è concluso:
domenica 10 novembre 2019
alle 20.00
Anche quest’anno Pisa University Press partecipa con un proprio stand al Pisa Book Festival.

Anche quest’anno Pisa University Press partecipa con un proprio stand al Pisa Book Festival (http://www.pisabookfestival.com/il-festival/).

In tale occasione sono state organizzati i seguenti eventi:

 

Sabato 9 Novembre 2019

Ore 19.00 – Arena Pacinotti

 

Parole ribelli. Storia di una frattura generazionale

 

Intervengono

 Paolo Carusi (Università Roma Tre)

Gabriele Tomei (Università di Pisa)

Alessandro Volpi (Università di Pisa)

Modera

Claudia Napolitano (Pisa University Press)

 

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Domenica 10 Novembre 2019

Ore 19.00 - Sala Rossa

 

Sulla nostra pelle. Geografia culturale del tatuaggio 

 

Intervengono

 Andrea Afferni (Artista tatuatore)

Paolo Macchia (Autore e Docente Università di Pisa)

Maria Elisa Nannizzi (Autrice)

 Modera

Claudia Napolitano (Pisa University Press)

Sulla nostra pelle
Geografia culturale del tatuaggio
Paolo Macchia, Maria Elisa Nannizzi
Perché fin dalla notte dei tempi popoli di ogni epoca e luogo si sono di­segnati la pelle? E per quale motivo civiltà e gruppi umani diversi hanno usato il tatuaggio per manifestare idee, credenze e valori? Come ha fatto questa antichissima pratica ad attraversare millenni di storia senza mai sparire, ma anzi mutando e adeguandosi in continuazione ai cambia­menti che hanno interessato la civiltà umana? Il tatuaggio ha ripetutamente cambiato il proprio significato ed è stato marchio di infamia e di appartenenza, distintivo sociale e segno magico, mezzo di ribellione e simbolo di libertà fino a diventare quell’accessorio di moda che oggi vediamo addosso a milioni di persone. Il volume vuole ripercorrere la millenaria storia di questa forma di co­municazione che l’uomo ha sempre usato, cercando di capire come essa è mutata attraverso continue risemantizzazioni a seconda delle cultu­re nelle quali si trovava: l’osservazione del lungo percorso del tatuaggio porterà a renderci conto che ci troviamo davanti a una delle più portento­se modalità con cui le culture umane hanno espresso se stesse. Nella seconda parte, il volume analizza l’esempio di una delle civiltà che più hanno fatto uso del tatuaggio come forma di comunicazione e di espressione culturale, i Maori della Nuova Zelanda che, con il loro ce­lebre Tā Moko, tanto hanno influenzato l’attuale fortuna della body-art contemporanea.
Parole ribelli
Storia di una frattura generazionale
Alessandro Volpi
All’indomani della guerra e della Resistenza, la ribellione “senza motivo” degli adolescenti si sostituisce alla rivoluzione e alla partecipazione politica, diventando uno stile di vita che ha segnato la prima vera, netta frattura generazionale, e alimentando una dimensione giovanile originale e omnicomprensiva. I giovani degli anni Cinquanta emergono per la prima volta come soggetto sociale. Nascono così la musica per i giovani, la stampa per i giovani, la letteratura per i giovani, i fumetti per i giovani, l’arte per i giovani, che avevano il loro tratto distintivo proprio nell’utilizzo del linguaggio ribellistico, tanto affascinante quanto privo di contenuti riconducibili ai vocabolari del passato arrivando a comprendere i termini della disobbedienza. I ribelli degli anni Cinquanta nel loro edonismo, nella loro protesta senza giusta causa, nel loro consumismo esasperato e persino nella loro violenza senza senso, non anticipavano in alcun modo le rivolte degli anni Sessanta, in cui la prospettiva comunitaria era largamente prevalente su qualsiasi istanza individuale e, soprattutto, non avevano nulla a che fare con la ventata ideologica del 1968, di cui certo non costituirono in alcun modo la preparazione.    


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