Presentazione
Preparatevi a un viaggio nel tempo (decine di anni) e nello spazio (tutti i continenti, Antartide esclusa, forse), incontrando i più disparati angoli della vita di persone accomunate dal fatto di “aver studiato Agraria a Pisa”. Produrremo (e assaggeremo, e venderemo…) i vini migliori al mondo (ma fabbricheremo anche le loro bottiglie); calpesteremo (ma anche progetteremo, e ce ne prenderemo cura, ma qualcuno ci ha pure dormito sopra) il manto erboso degli stadi più celebri; saliremo a bordo di navi da crociera con i nostri fitocosmetici; voleremo con le “Frecce tricolori”; negozieremo con armatori navali; entreremo al Quirinale, in Parlamento e nella “stanza dei bottoni” di realtà pubbliche e private; andremo negli USA con Andrea Bocelli; saliremo alla ribalta mediatica vincendo premi prestigiosi o partecipando a gare internazionali di sci; venderemo gli spaghetti agli arabi, gli aspirapolvere ai cinesi e le caramelle con vitamine; garantiremo qualità e sicurezza alimentare dei nostri cibi (magari esponendoli anche al Louvre, oppure sfamando migliaia di studenti ogni giorno); elaboreremo interventi di riqualificazione paesaggistica e realizzeremo spazi verdi da favola; alleveremo piante nello spazio; dirigeremo progetti con budget astronomici; avremo la responsabilità di aziende (non solo dell’agribusiness) con centinaia di collaboratori; andremo a lavorare nell’ultima isola-carcere d’Europa; saremo evacuati in tutta fretta da un aereo delle Nazioni unite per sfuggire a una guerra civile; parteciperemo ai summit internazionali per il contrasto al cambiamento climatico.
Incontreremo giovani, o diversamente tali, che sin dalla nascita erano predestinati, vuoi per ragioni familiari (figli e addirittura nipoti di laureati ad Agraria), vuoi per profonda convinzione e vocazione verso le nostre materie; ci imbatteremo, però, anche in scapestrati che, partiti per iscriversi magari a Fisica, strada facendo (nel senso del percorso tra casa e segreteria…) vengono fulminati dall’idea di Agraria, semplicemente a seguito del colloquio con un coetaneo. Analogamente, leggeremo di nostri laureati rigorosamente “monogami”, nel senso che avranno un unico impiego nella vita, magari proprio dove hanno svolto il tirocinio pre-laurea, a fianco di incontentabili, per i quali la durata media di un’occupazione era paragonabile a quella di “un gatto in tangenziale”.
Sicuramente non ci annoieremo. Il messaggio è semplice: partendo da Agraria i talenti possono inseguire, raggiungere e realizzare i loro sogni!