Gli Stati Uniti sono la sola potenza in grado di produrre circa un terzo della ricchezza mondiale. Gli ultimissimi anni registrano tuttavia l'emergere di alcune contraddizioni evidenti all'interno di tale sistema economico e sociale. Si assiste infatti ad una brusca polarizzazione della ricchezza, con la rapida "scomparsa" dei ceti medi, alla dura crisi della new economy e soprattutto degli strumenti di finanziarizzazione del mercato, che rischia di travolgere la sterminata platea dei possessori di fondi pensione e di titoli mobiliari. Dollarizzazione, protezionismo e spesa pubblica, soprattutto nel settore militare, sembrano essere le ricette adottate dall'amministrazione Bush per evitare che il ristagno si trasformi in grave recessione.
Gli Stati Uniti sono la sola potenza in grado di produrre circa un terzo della ricchezza mondiale. Gli ultimissimi anni registrano tuttavia l'emergere di alcune contraddizioni evidenti all'interno di tale sistema economico e sociale. Si assiste infatti ad una brusca polarizzazione della ricchezza, con la rapida "scomparsa" dei ceti medi, alla dura crisi della new economy e soprattutto degli strumenti di finanziarizzazione del mercato, che rischia di travolgere la sterminata platea dei possessori di fondi pensione e di titoli mobiliari. Dollarizzazione, protezionismo e spesa pubblica, soprattutto nel settore militare, sembrano essere le ricette adottate dall'amministrazione Bush per evitare che il ristagno si trasformi in grave recessione.
Alessandro Volpi insegna Storia Contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche dell'Università di Pisa. Si è occupato di storia dell'economia e della cultura nell'Ottocento e nel Novecento, pubblicando numerosi volumi dedicati alle diverse forme assunte dal mercato, con particolare riguardo all'editoria. Più di recente, alcuni suoi lavori hanno preso in esame i rapporti fra musica e politica nel contesto italiano.