Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Attrarre e respingere

Il dispositivo di immigrazione in Europa

Anno di pubblicazione: 03/2013

Presentazione

Con il recente Trattato di Lisbona l’Unione europea ha acquisito ampi poteri in materia di  immigrazione. Ma in quale direzione si sta muovendo? L’Europa degli “accordi di Schengen”, che rafforza le frontiere esterne, appare sempre più legata all’Europa delle “strategie per la crescita”, che incentiva la flessibilità e la mobilità del lavoro. Le politiche migratorie comunitarie, “selettive” e “flessibili”, si impegnano ad attrarre e respingere i migranti in base alle esigenze variabili dei mercati. L’Unione dimentica il “diritto di migrare”, la complessità dei percorsi migratori, il loro rapporto col mondo postcoloniale e neoliberista; mentre si appella al “bisogno di manodopera straniera” e alla “lotta contro l’immigrazione irregolare”. Ma il dispositivo di immigrazione comunitario non produce l’effetto biopolitico di creare nuove tipologie di soggetti: i “regolari” e gli “irregolari”. Piuttosto, destabilizza lo status soggettivo dei nuovi arrivati: trasforma molti in “precari (ir)regolari” e li indebolisce come attori sociali. Si profila così, nella costruzione europea, una crisi profonda non solo dei diritti, ma anche delle pratiche di cittadinanza, già ampiamente messe in discussione dal dispositivo di flessibilità.

 

Il catalogo digitale di PISA UNIVERSITY PRESS

Anno di pubblicazione: 03/2013

Presentazione

Con il recente Trattato di Lisbona l’Unione europea ha acquisito ampi poteri in materia di  immigrazione. Ma in quale direzione si sta muovendo? L’Europa degli “accordi di Schengen”, che rafforza le frontiere esterne, appare sempre più legata all’Europa delle “strategie per la crescita”, che incentiva la flessibilità e la mobilità del lavoro. Le politiche migratorie comunitarie, “selettive” e “flessibili”, si impegnano ad attrarre e respingere i migranti in base alle esigenze variabili dei mercati. L’Unione dimentica il “diritto di migrare”, la complessità dei percorsi migratori, il loro rapporto col mondo postcoloniale e neoliberista; mentre si appella al “bisogno di manodopera straniera” e alla “lotta contro l’immigrazione irregolare”. Ma il dispositivo di immigrazione comunitario non produce l’effetto biopolitico di creare nuove tipologie di soggetti: i “regolari” e gli “irregolari”. Piuttosto, destabilizza lo status soggettivo dei nuovi arrivati: trasforma molti in “precari (ir)regolari” e li indebolisce come attori sociali. Si profila così, nella costruzione europea, una crisi profonda non solo dei diritti, ma anche delle pratiche di cittadinanza, già ampiamente messe in discussione dal dispositivo di flessibilità.

 

Il catalogo digitale di PISA UNIVERSITY PRESS

Ilaria Possenti

Ilaria Possenti dal 2005 insegna presso l'Università di Pisa e dal 2010 è assegnista in Filosofia del diritto presso l'Università di Camerino. Si occupa di teorie della soggettività tra filosofia e scienze sociali. Tra le sue pubblicazioni:"L'apolide e il paria. Lo straniero della filosofia di Hannah Arendt"  (Carrocci); Introduzione e cura di W. James, A Schutz "Le realtàmultiple e altri scritti" (ETS), "Education and conversion. The Plasticity of the self" in S. Franzese, F. Kramer, Fringes of religious experience. William James (Ontos Verlag); "Il paria" in L.Boella, J Butler. A. Cavarero et al., "Il novecento di Hannah Arendt", a cura di O. Guaraldo (Ombre Corte); I. Possenti (a cura di) "Intercultura, nuovi razzismi e migrazioni" (PLUS); Pierre Bourdier, in M. Protti, S.Franzese "Storia della sociologia (Mondadori-Le Monnier); "L'Io flessibile: per una critica della modernità liquida" (Napoli, in preparazione)

Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le Norme sulla Privacy e i Termini di Servizio di Google.
Attrarre e respingere
14,00

 
Spedito in 2 giorni lavorativi
Photo gallery principale