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Presentazione volume "Figure del Dono"

Dove

Marostica (Vicenza)

Quando

sabato 23 aprile 2016
dalle 15.30 alle 17.30
Sabato 23 aprile, ore 15.30 Chiesetta San Marco, (Marostica, Provincia di Vicenza) Presentazione del volume "Figure del dono. Dispendio, reciprocità e impegno nella pratica artistica contemporanea"

Sabato 23 aprile, ore 15.30

Chiesetta San Marco, (Marostica, Provincia di Vicenza)

Gianni Pozzi (Storico dell’Arte, Accademia di Belle Arti di Firenze)

Presentazione del volume "Figure del dono. Dispendio, reciprocità e impegno nella pratica artistica contemporanea"

 

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Figure del dono
Dispendio, reciprocità e impegno nella pratica artistica contemporanea
Gianni Pozzi
  La celebre performance del 1965 nella quale Beuys racconta la storia dell’arte a una lepre morta che tiene amorosamente in braccio;  l’altra, dieci anni dopo, dove Marina Abramovic si offre a un pubblico autorizzato a fare di lei ciò che vorrà. E poi i mucchi di caramelle di Gonzalez-Torres, pari al peso del corpo dell’artista, a disposizione di chiunque e le grandiose feste urbane di un meno noto artista fiorentino, Mariotti. E ancora,  Alfred Jaar che raccoglie fondi per associazioni benefiche, Garutti che installa invece montagne di semi per gli uccelli o Zhang Huan che come un Buddha pietoso offre il proprio corpo agli insetti. E’ questo,  insieme ai tantissimi altri casi,  il materiale  – corpo vivo di un preciso modo di operare - che permette all’autore di riconsiderare nell’ottica nuova del dono alcune pratiche dell’arte contemporanea. Gesto costitutivo di un legame e quindi di una comunità, il dono permette infatti di riunire atteggiamenti spesso separati di questo agire: relazionalità, impegno sociale e ambientale, gioco, festa e partecipazione al sistema di scambio della rete. Ma permette anche di stabilire, in un confronto serrato tra arte, filosofia e antropologia, inedite connessioni tra l’artista e il filosofo; due figure che proprio all’interno di questa comunità ideale, sfuggente per parodia o opposizione alle logiche del modo senza grazia dell’utilitarismo, trovano spazio. Con una Postfazione di Sergio Givone


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