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Lucca 1735

Lorenzo Antonio Sardi e i lavori alla villa di San Martino in Vignale

Anno di pubblicazione: 01/2025

Presentazione

La villa Sardi a San Martino in Vignale è riconosciuta come uno degli vertici dell’architettura lucchese di pieno Settecento. Il volume analizza le motivazioni che indussero Lorenzo Antonio Sardi a ricostruire integralmente, tra 1735 e 1738, l’abitazione che la famiglia possedeva in quei luoghi, affidando il progetto a Francesco Pini.

L’impresa, per quanto rilevante, costituisce tuttavia una parte all’interno di un più ampio piano d’intervento che condusse, in quegli stessi anni, alla bonifica estensiva dei terreni circostanti e al rifacimento degli edifici funzionalmente legati alle pratiche agricole. Grazie a esso la famiglia, che per decenni era stata divisa tra Lucca e la Polonia, manifestava la volontà di radicarsi nuovamente in patria, integrandosi con autorevolezza al più ampio novero delle famiglie aristocratiche alle quali era affidato il governo della Repubblica
Anno di pubblicazione: 01/2025

Presentazione

La villa Sardi a San Martino in Vignale è riconosciuta come uno degli vertici dell’architettura lucchese di pieno Settecento. Il volume analizza le motivazioni che indussero Lorenzo Antonio Sardi a ricostruire integralmente, tra 1735 e 1738, l’abitazione che la famiglia possedeva in quei luoghi, affidando il progetto a Francesco Pini.

L’impresa, per quanto rilevante, costituisce tuttavia una parte all’interno di un più ampio piano d’intervento che condusse, in quegli stessi anni, alla bonifica estensiva dei terreni circostanti e al rifacimento degli edifici funzionalmente legati alle pratiche agricole. Grazie a esso la famiglia, che per decenni era stata divisa tra Lucca e la Polonia, manifestava la volontà di radicarsi nuovamente in patria, integrandosi con autorevolezza al più ampio novero delle famiglie aristocratiche alle quali era affidato il governo della Repubblica

Alberto Ambrosini

Alberto Ambrosini è ricercatore presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, dove insegna Storia della critica d’arte. Specialista nella pittura toscana tra Quattrocento e Settecento, si è in particolar modo occupato della cultura figurativa lucchese, secondo le diverse angolature della ricostruzione filologica del catalogo degli artisti, dell’analisi del contesto e dello studio del collezionismo. Si è poi interessato dei rapporti tra letteratura artistica e produzione figurativa tra Quattrocento e Seicento. All’interno di questo campo di indagine ha in particolar modo approfondito i nessi che, nella trattatistica rinascimentale fiorentina (Alberti, Ghiberti, Leonardo), legano pratica artistica e teoria della visione.

 

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