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Lasciare un segno

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Presentazione

Questa mostra inaugura un nuovo ciclo di rassegne che il Museo della Grafica di Pisa intende dedicare alle recenti donazioni di opere da parte di artisti che, nella di­versità di generazioni, provenienze e ambiti espressivi, documentano in modo altamente rappresentativo la complessità e varietà delle ricerche nella grafica contemporanea.

Il significato che l’iniziativa riveste è tanto profondo da suggerire il titolo, Lasciare un segno, che sottolinea il valore di un atto di condivisione, par­tecipazione e trasmissione di entusiasmi creativi, e insieme certifica il segno come atto primario e irrinunciabile nel processo di definizione di forme e lin­guaggi. Un appuntamento che tornerà dunque a riproporsi con cadenza ravvicinata e con altre importanti presenze, nazionali e internazionali; e che inizia oggi con alcuni degli artisti che hanno recentemente condiviso con il Museo esperienze e momenti laboratoriali, didattici, espositivi e progettuali. Scorrono, davanti ai nostri occhi, le immagini del mondo incantato, magico o sottosopra di sorprendenti narratori e cantastorie come Antonio Bobò e Paolo Lapi. Ritorna la galleria di volti e affetti di Paolo Ciampini, fissati e moltiplicati nelle delicate trasparenze di strepitosi sogni calcografici, e quella con cui Stefa­no Cipolat rivela una xilografia dalle molteplici varianti emozionali. Scorrono, splendide, le forme e le trame segniche di Vero Pellegrini, le colte e raffinate visioni architettoniche di Adriano Caverzasio, la memoria sapiente di Otello Fabri, la dolce poesia sulla natura di Daniela Giovannetti.

Presentazione

Questa mostra inaugura un nuovo ciclo di rassegne che il Museo della Grafica di Pisa intende dedicare alle recenti donazioni di opere da parte di artisti che, nella di­versità di generazioni, provenienze e ambiti espressivi, documentano in modo altamente rappresentativo la complessità e varietà delle ricerche nella grafica contemporanea.

Il significato che l’iniziativa riveste è tanto profondo da suggerire il titolo, Lasciare un segno, che sottolinea il valore di un atto di condivisione, par­tecipazione e trasmissione di entusiasmi creativi, e insieme certifica il segno come atto primario e irrinunciabile nel processo di definizione di forme e lin­guaggi. Un appuntamento che tornerà dunque a riproporsi con cadenza ravvicinata e con altre importanti presenze, nazionali e internazionali; e che inizia oggi con alcuni degli artisti che hanno recentemente condiviso con il Museo esperienze e momenti laboratoriali, didattici, espositivi e progettuali. Scorrono, davanti ai nostri occhi, le immagini del mondo incantato, magico o sottosopra di sorprendenti narratori e cantastorie come Antonio Bobò e Paolo Lapi. Ritorna la galleria di volti e affetti di Paolo Ciampini, fissati e moltiplicati nelle delicate trasparenze di strepitosi sogni calcografici, e quella con cui Stefa­no Cipolat rivela una xilografia dalle molteplici varianti emozionali. Scorrono, splendide, le forme e le trame segniche di Vero Pellegrini, le colte e raffinate visioni architettoniche di Adriano Caverzasio, la memoria sapiente di Otello Fabri, la dolce poesia sulla natura di Daniela Giovannetti.

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