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Art is an emotional language

Art is an emotional language
titolo Art is an emotional language
sottotitolo Dinamica della visione e pratica figurativa negli scritti di Medardo Rosso
autore
argomento Scienze dell’antichità, filologico letterarie e storico artistiche Collezione accademica
editore Pisa University Press
formato Libro
pagine 352
pubblicazione 2015
ISBN 9788867414840
 

Abstract

Questo lavoro costituisce un tentativo di lettura degli scritti e delle formulazioni attraverso le quali Medardo Rosso, per l’intero corso della sua carriera e con un’accelerazione evidente a partire dai primi anni del Novecento, ha inteso dare conto dell’origine e del senso della sua opera. Elemento centrale è la valorizzazione della visione quale autonomo veicolo di pensiero e sorgente di una modalità visiva di organizzazione del lingua...
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Questo lavoro costituisce un tentativo di lettura degli scritti e delle formulazioni attraverso le quali Medardo Rosso, per l’intero corso della sua carriera e con un’accelerazione evidente a partire dai primi anni del Novecento, ha inteso dare conto dell’origine e del senso della sua opera. Elemento centrale è la valorizzazione della visione quale autonomo veicolo di pensiero e sorgente di una modalità visiva di organizzazione del linguaggio che ha la sua naturale forma di esplicitazione nella pratica figurativa, la scultura anzitutto. Il pensiero che trova conduttore nella visione precede l’imporsi della funzionalità discorsiva. Per questo motivo non sa ad essa ridursi né può essere descritto utilizzando le categorie che a questa si applicano. Se ha il suo principio di articolazione nella luce, si sviluppa in una dimensione di massima concretezza: è accompagnato dall’animarsi della capacità di reazione emotiva. Per Rosso la scultura, e la pratica figurativa in genere, possiedono valore se soltanto, agendo sulla funzionalità visiva, sono in grado di risvegliare questa modalità specifica del pensare. Così facendo si costituiscono difatti quali veicoli di pienezza. Poiché liberano le risorse della sensibilità, permettono a chiunque le osservi di entrare in contatto con la ricchezza del mondo da una posizione di partecipazione e confidenza effettiva.
La questione è stata esaminata, nei suoi molteplici addentellati, all’interno dei primi due capitoli del lavoro. Il seguito descrive anzitutto, ancora sulla falsariga delle formulazioni di Rosso, il modo col quale la presenza attiva di questa modalità visiva del pensare sollecita e governa il processo di modellazione, conducendo alla realizzazione di una scultura efficace. Quale naturale conclusione, il quarto capitolo mostra come l’animarsi della capacità di pensare attraverso il vedere condiziona il costituirsi della scultura matura di Rosso, determinando l’aspetto che essa assume e l’efficacia di funzionamento che la rende viva, assieme attiva e insostituibile.

 

Biografia dell'autore

Alberto Ambrosini

Alberto Ambrosini è ricercatore presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, dove insegna Storia della critica d’arte. Specialista nella pittura toscana tra Quattrocento e Settecento, si è in particolar modo occupato della cultura figurativa lucchese, secondo le diverse angolature della ricostruzione filologica del catalogo degli artisti, dell’analisi del contesto e dello studio del collezionismo. Si è poi interessato dei rapporti tra letteratura artistica e produzione figurativa tra Quattrocento e Seicento. All’interno di questo campo di indagine ha in particolar modo approfondito i nessi che, nella trattatistica rinascimentale fiorentina (Alberti, Ghiberti, Leonardo), legano pratica artistica e teoria della visione.

 

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