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La nuova rieducazione

Visione pragmatica della pena e modelli idealizzanti

Anno di pubblicazione: 07/2026

Presentazione

Attraverso una visione pragmatica del sistema sanzionatorio emerge una tendenza che appare tutt’altro che tranquillizzante: il mito della certezza della pena, che sottende l’idea della sanzione penale come valore in sé, e le logiche tradizionali della prevenzione mediante deterrenza ultimamente si sono inoculate nel paradigma rieducativo; più che un fine reale (quello risocializzativo) verso cui dovrebbe tendere la pena elevando un argine agli effetti desocializzanti del carcere in prospettiva umanizzante, la rieducazione, sembra schiudere vie di accesso verso nuove forme di controllo sulla persona del reo, proiettate sul suo foro interiore in nome della valorizzazione delle istanze di prevenzione speciale positiva e di neutralizzazione/incapacitazione del delinquente pericoloso (prevenzione speciale negativa).
Al contempo, anche il modello ‘idealizzante’ della rieducazione subisce contaminazioni dalla logica della prevenzione: e così l’istanza risocializzativa rischia di smarrire quella sua cifra essenziale che è la proiezione sulla persona umana, in favore della tutela della sicurezza collettiva.
Anno di pubblicazione: 07/2026

Presentazione

Attraverso una visione pragmatica del sistema sanzionatorio emerge una tendenza che appare tutt’altro che tranquillizzante: il mito della certezza della pena, che sottende l’idea della sanzione penale come valore in sé, e le logiche tradizionali della prevenzione mediante deterrenza ultimamente si sono inoculate nel paradigma rieducativo; più che un fine reale (quello risocializzativo) verso cui dovrebbe tendere la pena elevando un argine agli effetti desocializzanti del carcere in prospettiva umanizzante, la rieducazione, sembra schiudere vie di accesso verso nuove forme di controllo sulla persona del reo, proiettate sul suo foro interiore in nome della valorizzazione delle istanze di prevenzione speciale positiva e di neutralizzazione/incapacitazione del delinquente pericoloso (prevenzione speciale negativa).
Al contempo, anche il modello ‘idealizzante’ della rieducazione subisce contaminazioni dalla logica della prevenzione: e così l’istanza risocializzativa rischia di smarrire quella sua cifra essenziale che è la proiezione sulla persona umana, in favore della tutela della sicurezza collettiva.

Nicola Pisani

Nicola Pisani è ordinario di Diritto penale e avvocato cassazionista in Roma. Ha insegnato prima nell’Università degli studi di Teramo, ove ha ricoperto l’incarico di Direttore della Scuola di specializzazione delle professioni legali e, dal 2025 nell’Università Mercatorum di Roma. È autore di numerosi saggi e pubblicazioni monografiche, tra cui Controlli sindacali e responsabilità penale nelle società di capitali. Posizioni di garanzia societarie e poteri giuridici di impedimento, Milano, 2003; La «colpa per assunzione» nel diritto penale del lavoro. Tra aggiornamento scientifico e innovazioni tecnologiche, Napoli, 2012; Crisi di impresa e diritto penale, Bologna, 2018. Ha curato i volumi Diritto penale fallimentare. Problemi attuali, Torino, 2010 e Il nuovo diritto penale dell’ambiente, Torino, 2018.

La nuova rieducazione
28,00 €

 
Spedito in 2 giorni lavorativi
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