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L'aquila bicipite e il tenero iris

Tracce russe a Firenze nel primo novecento (1899-1939)

Collana: Saggi e studi
Anno di pubblicazione: 01/2019

Presentazione

«Zakuski e fritto misto; kvass e chianti; vodka e pan di ramerino, balalaike e chitarre; Lermontoff e Stecchetti, Davidoff e Tosti, Pasqua russa e Colombina, armonia sulla intera linea, dal palato al cervello! Pasqua Ortodossa! Cena succulenta con piatti multicolori!». Così annotava l’eclettico scrittore fi orentino Carlo Placci nelle sue memorie postume, fermando sulla carta le impressioni sui molteplici incontri con i russi a Firenze fra Otto- e Novecento. Placci è solo uno degli intellettuali fi orentini ad aver avuto contatti diretti con i viaggiatori e gli emigrati russi, una comunità che si va consolidando sin dagli albori del Novecento e in seguito alla prima ondata migratoria del 1917.
Alla luce di nuovi materiali d’archivio il presente volume ricostruisce e segue queste tracce con lo scopo di tornare sulla presenza russa a Firenze e di comprendere la diffusione e la ricezione della cultura russa attraverso istituti, teatri, università, periodici, case editrici, fi gure di spicco della società italiana di epoca giolittiana e fascista. L’aquila bicipite e il tenero iris, riprendendo con quest’ultima immagine una nota citazione blokiana, rappresentano macro e micro storie che a Firenze si incontrano, si perdono, si ritrovano, si rispecchiano, corrono veloci sulla linea del tempo
per scoprire probabilmente di appartenere, avrebbe detto Jurgis Baltrušajtis, a una “stessa tribù”.
Collana: Saggi e studi
Anno di pubblicazione: 01/2019

Presentazione

«Zakuski e fritto misto; kvass e chianti; vodka e pan di ramerino, balalaike e chitarre; Lermontoff e Stecchetti, Davidoff e Tosti, Pasqua russa e Colombina, armonia sulla intera linea, dal palato al cervello! Pasqua Ortodossa! Cena succulenta con piatti multicolori!». Così annotava l’eclettico scrittore fi orentino Carlo Placci nelle sue memorie postume, fermando sulla carta le impressioni sui molteplici incontri con i russi a Firenze fra Otto- e Novecento. Placci è solo uno degli intellettuali fi orentini ad aver avuto contatti diretti con i viaggiatori e gli emigrati russi, una comunità che si va consolidando sin dagli albori del Novecento e in seguito alla prima ondata migratoria del 1917.
Alla luce di nuovi materiali d’archivio il presente volume ricostruisce e segue queste tracce con lo scopo di tornare sulla presenza russa a Firenze e di comprendere la diffusione e la ricezione della cultura russa attraverso istituti, teatri, università, periodici, case editrici, fi gure di spicco della società italiana di epoca giolittiana e fascista. L’aquila bicipite e il tenero iris, riprendendo con quest’ultima immagine una nota citazione blokiana, rappresentano macro e micro storie che a Firenze si incontrano, si perdono, si ritrovano, si rispecchiano, corrono veloci sulla linea del tempo
per scoprire probabilmente di appartenere, avrebbe detto Jurgis Baltrušajtis, a una “stessa tribù”.

Giuseppina Larocca

Giuseppina Larocca è assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Firenze. E' stata membro del PRIN “Russi in Italia (1900- 1940)” e ha insegnato lingua e letteratura russa in diversi atenei italiani (Firenze, Pisa, Arezzo, Macerata, Viterbo e Napoli). I suoi interessi di ricerca vertono sull’emigrazione russa, la critica letteraria russo-sovietica e la letteratura russa dei secc. XVIII e XX con particolare attenzione ai rapporti culturali fra Russia e Italia.

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