Le "culture sismiche locali" sono gli accorgimenti costruttivi adottati a livello di architettura vernacolare nelle aree dove il terremoto è un fenomeno ricorrente e ben noto alle popolazioni residenti. La Garfagnana e la Lunigiana (Toscana) rappresentano un campione idoneo per studiare analiticamente il problema e iniziare a proporre normative locali più adeguate alla prevenzione del danno. Un CD contenente oltre 500 immagini integra gli argomenti del testo.
Le "culture sismiche locali" sono gli accorgimenti costruttivi adottati a livello di architettura vernacolare nelle aree dove il terremoto è un fenomeno ricorrente e ben noto alle popolazioni residenti. La Garfagnana e la Lunigiana (Toscana) rappresentano un campione idoneo per studiare analiticamente il problema e iniziare a proporre normative locali più adeguate alla prevenzione del danno. Un CD contenente oltre 500 immagini integra gli argomenti del testo.
Piero Pierotti ha svolto la sua attività didattica presso l’Università di Pisa dal 1960 al 2008. Ha insegnato Storia dell’urbanistica, Storia dell’architettura e Storia dell’architettura medievale. E’ stato il fondatore del metodo ecostorico, che ha cominciato ad applicare dal 1975. E’ presidente di ArtWatch Italia e membro del Comitato scientifico del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello, dove ha curato in maniera specifica temi concernenti la storia del paesaggio, le culture sismiche locali e l’architettura medievale. Sono notissimi i suoi studi sulla Torre di Pisa.
Denise Ulivieri è docente di Storia dell’Architettura presso l’Università di Pisa. L’interesse di studio si sviluppa nell’ambito di temi relativi al patrimonio storico-architettonico, con una particolare attenzione alla storia del costruito toscano. Un filone di ricerca affronta il tema della conoscenza dell’architettura vernacolare, incentrandosi soprattutto sull’analisi della tradizione costruttiva locale. L’impegno scientifico si basa anche sull’approfondimento biografico di personalità – architetti e ingegneri – dell’Ottocento e del Novecento, pressoché dimenticate dalla critica o solo marginalmente studiate.