Lo studio dell’architettura vernacolare ha per oggetto l’edificazione realizzata in sede locale da popolazioni che lavorano in autoprogetto. Le variabili dell’architettura vernacolare sono moltissime, appunto in conseguenza della sua caratteristica principale, ossia lo stretto rapporto fra progetto architettonico e situazione locale». Non si tratta di un progetto ingenuo o non basato su calcoli strutturali. La diff usione del progetto intuitivo è, a livello globale, sia in termini spaziali sia in termini temporali, di gran lunga superiore a ogni altra forma di progetto. I costruttori vernacolari appartengono il più delle volte alle comunità, usano le strutture e sono per lo più proprietari-costruttori-occupanti, e gli stessi processi di costruzione verranno appresi dalle generazioni successive. Gli spazi raccontano il rapporto tra individuo e collettività dove «il singolo è portatore di un contributo proprio ed originale a una solidarietà imperniata sul bisogno reale ed oggettivo della comunità». La storia è piena di esempi di come il modo di vita delle popolazioni si è adattato alle limitazioni e alle possibilità del luogo. L’architettura vernacolare toscana comprende una grande quantità di tradizioni, usi, signifi cati, e presenta una ricchezza tecnologica e una varietà di soluzioni tipologiche in accordo con le diverse specifi cità e le peculiarità dei contesti locali. Il volume racconta solo alcuni casi paradigmatici di questa complessa koinè linguistica-architettonica
Biografia dell'autore
Denise Ulivieri è professoressa associata di Storia dell’Architettura presso l’Università di Pisa. L’interesse di studio si sviluppa nell’ambito di temi relativi al patrimonio storico-architettonico, con una particolare attenzione alla storia del costruito toscano. Un fi lone di ricerca aff ronta il tema della conoscenza dell’architettura vernacolare, incentrandosi soprattutto sull’analisi della tradizione costruttiva attraverso il recupero delle “regole del saper fare empirico” locale. L’impegno scientifi co si basa anche sull’approfondimento biografico di personalità – architetti e ingegneri – dell’Ottocento e del Novecento, pressoché dimenticate dalla critica o solo marginalmente studiate