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Collezione accademica

In supreme dignitatis

Per la storia dell'Università e dell'Ospedale di Pisa

editore: Pisa University Press

pagine: 176

Questo volume, che approda alla stampa per volontà del Rettore e con il patrocinio del Rotary Club Pisa Galilei, offre la prima edizione critica e diplomatica completa, con traduzione e commento, del più importante documento storico dell’Università di Pisa, la bolla In supreme dignitatis di papa Clemente VI per l’istituzione dello Studium generale (3 settembre 1343), e l’edizione commentata di uno sconosciuto e inedito fascicolo pergamenaceo con atti notarili quattro-cinquecenteschi riguardanti l’Ospedale di Pisa, recuperato di recente sul mercato antiquario e donato all’Università di Pisa. Le ragioni che legano queste e altre testimonianze indagate nel volume emergono dai saggi introduttivi a firma di P. Pontari, G. Albanese e M. Riccucci, che gettano luce su momenti salienti della storia universitaria, ospedaliera e artistica pisana tra Medioevo e Rinascimento, implicando personaggi e vicende di primo piano, come Lorenzo il Magnifico e il suo noto interesse per Pisa, per la sua Università, il suo Ospedale e le proprietà fondiarie del suo contado.
16,00

Musei, pubblici, tecnologie

editore: Pisa University Press

pagine: 172

 Il tema della centralità del pubblico e del suo coinvolgimento nella fruizione e interpretazione del museo ha finalmente coinvolto generazioni di studiosi a rileggere questo dispositivo anche alla luce di nuove sensibilità cognitive; per contro il focus su Audience Development e Public Engagement ha indirizzato il confronto in modo esclusivo, tanto da rappresentare un mantra a cui hanno atteso i più vivaci tecnici ed esperti, talvolta spintisi a considerare il pubblico come consumatore. Nel trinomio Musei Pubblici Tecnologie il tema che emerge con grande forza e attualità è quello dell’Accessibilità: accesso al Patrimonio, da preservare e valorizzare in una logica inclusiva, che lo renda fruibile fisicamente, intellettivamente e socialmente; accoglienza nel segno di una cultura che rivendichi il diritto di chiunque a godere l’arte e i suoi significati profondi; coinvolgimento del pubblico al fine di stimolare i visitatori come protagonisti di un’esperienza estetica vibrante nonché straordinaria occasione di formazione ad una cittadinanza consapevole. In prima linea accanto al pubblico ci sono curatori, storici dell’arte, addetti alla comunicazione e alla mediazione, architetti e designer, ma anche gli artisti, capaci di una singolare abilità nella mediazione del Patrimonio.    
10,00

Il calice eucaristico nell'Arcidiocesi di Pisa: diciotto esemplari tra XIV e xx secolo

di Marco Collareta

editore: Pisa University Press

pagine: 64

Riprendendo un impegno avviato l’anno scorso con lo studio di quattro croci in metallo prodotte tra XII e XVI secolo, l’indagine sul patrimonio orafo dell’Arcidiocesi di Pisa prosegue con questa seconda monografia che affronta diciotto calici eucaristici prodotti tra XIV e XX secolo, provenienti dalle chiese del territorio e custoditi oggi nei depositi dell’Ufficio Beni Culturali della Curia. Il saggio che apre il piccolo libro intende narrare la lunga storia dell’intreccio tra arte e liturgia, che solo permette di inquadrare quei tipicissimi esempi della suppellettile ecclesiastica. Le fotografie che rendono visibili tali manufatti si devono al dottor Nicola Gronchi e vanno lette in parallelo alle schede della dottoressa Daria Gastone, che li rendono comprensibili. Oltre che all’opera di questi imprescindibili collaboratori, il pensiero di chi scrive corre riconoscente all’incoraggiamento ed al sostegno accordati con viva generosità da monsignor Giovanni Paolo Benotto, Arcivescovo di Pisa, da monsignor Adriano Barsotti, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Curia, e dalla dottoressa Francesca Barsotti, responsabile dello stesso Ufficio. La pubblicazione è stata resa possibile grazie ad un finanziamento erogato dall’Ateneo di Pisa nel 2017.
10,00

Worlds of words: complexity, creativity and conventionality in English language, literature and culture

vol. II Literature and culture

Autori vari

editore: Pisa University Press

pagine: 336

Inspired by the papers presented at the 28th biennial Conference of the Italian Association of English Studies, held in Pisa in September 2017, the essays collected in the Literature Section of this volume intend to contribute to a reflection on complexity and creativity in literary works, focusing both on the diachronic development of these two concepts through different ages and literary periods, and on their synchronic occurrence within texts and across genres. The wide time span covered by the essays, ranging from the early modern period to the  contemporary, enables an extensive charting, as well as an inclusive and in-depth understanding, of an extremely rich phenomenology. The papers included in the Culture Section draw together multiple strands which expatiate on a variety of issues and fields, such as the farreaching project and latest developments of Cultural Studies, trauma and ethnicity, globalisation and cyberspace, the politics of intermediality and communication patterns in social networks. An up-to-date and stimulating cartography is thus offered in which the paradigms of complexity, creativity and  conventionality are crucially addressed and investigated in connection with their material contexts.    
31,00

Worlds of words: complexity, creativity, and conventionality in english language, literature and culture

volume I- Language

editore: Pisa University Press

pagine: 594

The volume collects articles which discuss complexity, conventionality and creativity in the English language from perspectives as diverse as specialised discourse, language teaching and learning, language varieties, lexical creativity, stylistics, knowledge dissemination through the media and audio-visual translation. It offers a multifaceted picture of the ways in which opposing forces exerted by conventionality and creativity contribute to shaping all levels of the linguistic system. The interpretive paradigm is offered by the theory of complex systems, a rich research framework attempting to describe and explain the dynamics which emerge in the many forms of situational adaptation of natural systems. Norms and conventions are, in fact, constantly exploited and manipulated through the creative behaviour of language users. This may lead to unpredictable synchronic effects and variation and, ultimately, to diachronic innovation.
35,00

Alle origini dell'Epigrafia volgare

Iscrizioni italiane e romanze fino al 1275

di Livio Petrucci

editore: Pisa University Press

pagine: 216

Il volume propone la prima rassegna su scala romanza delle più antiche epigrafi redatte in volgare e oggi ancora consultabili: un corpus di quarantatré reperti selezionati, con criteri espliciti ed uniformi, tra i cinquantacinque individuati attraverso un’ampia ricerca bibliografica. Tutti i reperti proposti dalla bibliografia consultata sono uniformemente schedati; dei quarantatré reperti ammessi nel corpus viene fornita una documentazione fotografica a colori, per più di un terzo inedita. L’introduzione comprende: la discussione del posto delle epigrafi tra le prime scritture volgari; la selezione del corpus; uno studio dei reperti selezionati, sotto il profilo tipologico (con particolare riguardo agli epitaffi) e in relazione al significato dell’impiego del volgare.
20,00

Quattro croci in metallo dell'antica arcidiocesi di Pisa (XII-XVI secolo)

editore: Pisa University Press

pagine: 64

Città tra le più visitate al mondo, Pisa è nota soprattutto per le sue architetture medievali e le sculture e pitture che le decorano. Sappiamo tuttavia dalle fonti che ai capolavori delle arti monumentali facevano degna eco quelli delle arti preziose, oggi in larga misura scomparsi per le note vicende dell’economia, della politica e del gusto artistico che coinvolsero Pisa tra medioevo e prima età moderna. Approfittando dell’opportunità di un’esposizione temporanea nel Palazzo arcivescovile, il presente lavoro si concentra su quattro rare croci in metallo dei secoli XII-XVI, che testimoniano gli sviluppi della coeva oreficeria sacra nel territorio dell’antica Arcidiocesi di Pisa. La guida è stata pensata per gli studenti e quanti altri si sentano attratti da un settore ingiustamente trascurato della produzione artistica. Centro del piccolo libro è l’apparato fotografico, mirante a visualizzare in tutti i loro aspetti più significativi i materiali presi in esame. I problemi storici, generali e particolari, che questi ultimi sollevano sono analizzati in forma discorsiva nel saggio introduttivo. L’appendice documentaria, infine, introduce i lettori alla conoscenza della ricca documentazione d’archivio relativa agli arredi liturgici.   Con un’appendice documentaria di Daria Gastone  
9,00

Egitto e Vicino Oriente Antichi: tra passato e futoro

Studi e ricerche sull'Egitto e Vicino oriente in Italia: I convegno nazionale Pisa 5-6 giugno 2017

editore: Pisa University Press

pagine: 480

L’Egitto e il Vicino Oriente antichi non sono mai stati così vicini come il 5 e il 6 giugno 2017 a Pisa, quando si sono riuniti molti degli studiosi italiani attivi nella ricerca e nell’insegnamento in campi quali l’Anatolistica, l’Archeologia del Vicino Oriente, l’Assiriologia, l’Ebraistica, l’Egittologia, la Semitistica e la Storia del Vicino Oriente Antico. In questi due giorni colleghi di discipline diverse si sono confrontati sia su un ripensamento critico del passato e del presente degli studi orientalistici, sia sul loro futuro: quello che si va delineando e quello che si vuole costruire, presentando gli ultimi risultati delle ricerche in atto, eventuali nuove problematiche, approcci metodologici e tendenze.  Il volume raccoglie le relazioni tenute al convegno; esse fanno riferimento a temi comuni all’Egitto e al Vicino Oriente antico, quali le dinamiche politiche, sociali, ed economiche legate alla ricostruzione storica, i contesti archeologici e i corpora di oggetti, l’archeologia del paesaggio, le interazioni culturali e socio-geografi che, i problemi linguistici e le edizioni di testi. TAVOLA DEI CONTENUTI: Paolo Mancarella, Rettore dell’Università di Pisa Pierluigi Barotta, Direttore del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere Introduzione Marilina Betrò, Stefano De Martino, Gianluca Miniaci, Frances Pinnock Sezione 1: Relazioni introduttive Edda Bresciani  Paolo Matthiae Sezione 2: Dove eravamo – dove andiamo Dove eravamo, dove andiamo: la Semitistica, Riccardo Contini L’Archeologia del Vicino Oriente: un’esperienza italiana in trasformazione, Stefania Mazzoni Dove eravamo, dove andiamo: la Storia del Vicino Oriente antico, Lucio Milano Anatolia antica: didattica e ricerca in Italia da Piero Meriggi a oggi, Stefano De Martino, Clelia Mora Egittologia. Dove eravamo, dove andiamo, Patrizia Piacentini  Sezione 3: Progetti e ricerche in corso  Il rito d’espiazione sudarabico antico:uno sguardo ai nuovi dati da Barāqish (Yemen), Alessio Agostini  I taccuini di viaggio di Emil O. Forrer e la geografia storica dell’Anatolia ittita:un progetto del GRISSO, Silvia Alaura  Autokrator, re dell’Alto e del Basso Egitto, Nicola Barbagli  Il progetto GhES (“Geohistory of Early Syria”): limiti e ambizioni, Marco Bonechi  Funzionari egizi come cives romani?Alcune considerazioni sulla ritrattistica privata tolemaica, Giorgia Cafici  Ricerche filologiche, storiche e linguistiche sulla Siria anticanel quadro del progetto “The Prosopography of Ebla”, Amalia Catagnoti  Il tempio e il suo modello: nuovi rinvenimenti a Soknopaiou Nesos, Paola Davoli  Il corpus degli intagli lignei dal Palazzo Reale G di Ebla.Summa dei dati e delle questioni della ricerca, Rita Dolce  Lo studio dei testi in lingua hurrica: progetti in corso e prospettive future, Mauro Giorgieri  Sulle nuove (e vecchie) cronologie degli stati neo-ittitialla luce dei nuovi testi e dell’annalistica neo-assira, Federico Giusfredi  Criticità e prospettive nello studio del materiale ceramicoproveniente dal Monastero di ‘Abba Nefer l’eremita’ a Manqabad (Asyut), Ilaria Incordino  Tra Vicino Oriente Antico e Africa: il crocevia eritreo, Gianfrancesco Lusini  Il “Progetto Hattusa”: una cooperazione italo-tedescaper la sperimentazione di nuove tecnologieapplicate all’archeologia e all’epigrafia anatolica, Massimiliano Marazzi  La mobilità degli oggetti di prestigio: un caso di studio tra Biblo e l’Egitto nell’età del Medio Bronzo II (2000-1650 a.C.). Gianluca Miniaci  Il termine maṣeba in Ebraico narrativo standard, Alessandra Pecchioli  L’economia del Vicino Oriente antico tra evidenze epigrafiche e dati archeologici. Un progetto interdisciplinare per lo studio dell’argentocome mezzo di scambio nell’età del Bronzo, Luca Peyronel  Tra ellenocentrismo e iranocentrismo.Riflessioni sullo studio dell’Anatolia occidentale nel IV sec. a.C., Alessandro Poggio  Progetto “Dizionari del Vicino Oriente antico”, Simonetta Ponchia  Il superamento della tipologia: l’analisi funzionale dei materialie del loro contesto archeologico per una ricostruzione delle consuetudini.L’esempio dell’Amur, Marina Pucci  Dai testi alla storia: Assiriologia e Storia del Vicino Oriente anticoinsieme in un incontro possibile, Annunziata Rositani “Se la montagna non va a Maometto…”Per un’archeologia delle Alte Terre del Vicino Oriente, Elena Rova, Alessandra Gilibert  Verso la ricostruzione dei depositi di testi ittiti: il caso del Haus am Hang a Ḫattuša, Giulia Torri  L’omofonia e il suo contributo alla questione tassonomica.Il consonantismo e l’omofonia, Stefano Vittori     
30,00
Pdf

Laboratorio Universitario Volterrano

QUADERNO XVIII, 2015 - 16

di Marco Giorgio Bevilacqua, Marinella Pasquinucci

editore: Pisa University Press

Il Laboratorio Universitario Volterrano (LUV), fondato nel 1996 da Costantino Caciagli, è un ente di ricerca e formazio
Gratuito
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La necropoli delle Ripaie di Volterra

Le tombe di età ellenistica e romana

di Lisa Rosselli

editore: Pisa University Press

Situata sul versante meridionale del colle volterrano, la necropoli delle Ripaie fu scoperta fortuitamente nella primavera del
21,99

La necropoli delle Ripaie di Volterra

Le tombe di età ellenistica e romana

di Lisa Rosselli

editore: Pisa University Press

pagine: 310

Situata sul versante meridionale del colle volterrano, la necropoli delle Ripaie fu scoperta fortuitamente nella primavera del 1969 in occasione di lavori di edilizia urbana. Il volume prende in esame le testimonianze relative alla fase più tarda di occupazione di quest’area sepolcrale, che consiste in undici tombe ipogee a piccola camera a deposizione singola o doppia, scaglionate tra la prima e la tarda età ellenistica, e cinque sepolture di epoca romana imperiale, oltre ad una cospicua quantità di reperti erratici raccolti a più riprese, indizio di ulteriori se­polture presenti originariamente nella necropoli. Nonostante le strutture non siano più visibili perché obliterate dalle costruzioni moderne, l’analisi della documentazione, seppure esigua, redatta al momento dello scavo e del complesso dei materiali recuperati ha consentito di ricostruire la fisionomia della necropoli e i caratteri di quel­la parte della comunità che aveva scelto l’area delle Ripaie come luogo di sepoltura: un insieme di nuovi dati che vanno ad ampliare il quadro delle conoscenze relative alle necropoli volterrane di epoca ellenistica e romana.
30,00

L'arte di scoprire l'arte

Mediazione e divulgazione tra espressione e comunicazione visiva. Per un progetto d'interazione fra specifici diversi

editore: Pisa University Press

pagine: 160

L’arte, da sempre, è stata un modo per rappresentare la realtà del mondo, ma anche dare forma alla realtà del proprio mondo, così com’è percepito da noi stessi oppure dagli altri. Ma l’arte è anche luogo fisico di relazioni che offre la possibilità di narrare diventando lo specchio delle nostre vicende interiori, ponendoci di fronte al nostro io, creando la possibilità di modificare il rapporto con noi stessi e d’instaurare una comunicazione empatica con gli altri. Le competenze relative a questi aspetti dello studio dell’arte, legate a discipline come quelle dell’Arte Terapia e dei Beni culturali, spesso confinano con gli interessi di ricerca della Didattica dell’arte tanto da trovarne un percorso di approccio, di conoscenza di base e di studio, almeno per quello che riguarda la trasmissione di una consapevolezza scientifica dei peculiari campi di competenza posti al confine del crinale degli interessi e dei rispettivi specifici disciplinari. Questi condivisi interessi si sono concretizzati nella realizzazione di un Seminario, organizzato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, come strumento didattico trasversale alle tre discipline (Didattica dell’arte, Beni culturali, Arte Terapia) partendo dal presupposto che l’operatività (in quanto pratica alla base delle attività dell’Accademia di Belle Arti nelle sue varie articolazioni), risulta presente sia nell’elaborazione di certe metodiche didattiche e formative in campo museale, sia negli specifici settori disciplinari complementari come quello dei metodi e delle tecniche dell’Arte Terapia, individuando così, nell’operatività, la zona di condivisione dell’attività seminariale per l’interazione fra i diversi e contigui specifici disciplinari. Tra mediazione e divulgazione dell’espressione e della comunicazione visiva, dell’esito di questa esperienza operativa ne vengono raccolti i risultati in questo volume, quale pubblicazione riassuntiva e contributo propedeutico, strumento metodologico spendibile per lo studio, la riflessione e per un concorso all’apprendimento degli argomenti stessi, in funzione anche di una obiettiva verifica per un reale interesse dell’utenza, in questo ambito, rispetto all’offerta formativa dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. In riferimento ad ognuna delle discipline, dell’esito di questa esperienza e scoperta operativa (tra mediazione e divulgazione dell’espressione e della comunicazione visiva), ne vengono raccolti i risultati in questo volume, quale pubblicazione riassuntiva e contributo propedeutico, strumento metodologico spendibile per lo studio, la riflessione e per un concorso all’apprendimento degli argomenti stessi, in funzione anche di una obiettiva verifica per un reale interesse dell’utenza, in questo ambito, rispetto all’offerta formativa dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Contributi di: Silvia Bastiani, Riccardo Farinelli, Barbara Gasparetti, Stefania Pisano.
16,00

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI FIRENZE. SCULTURA 1784-1915

di Sandro Bellesi

editore: Pisa University Press

pagine: 416

Il libro, frutto di anni di ricerche condotte prevalentemente su fonti archivistiche e letterarie da studiosi di primo piano, nasce dall’esigenza di “ricostruire” la storia dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e di mettere finalmente in luce il suo prestigioso patrimonio artistico, oggi “ospitato”, in gran parte, in vari musei cittadini. Primo di una serie di studi rivolti alle scuole artistiche dell’Accademia, il volume, dedicato alla Scultura e ai suoi protagonisti dal momento della fondazione fino all’inizio del Novecento, focalizza l’importanza rivestita da questo istituto educativo, sempre al centro della vita artistica fiorentina, al quale spettò, tra l’altro, la salvaguardia e la tutela del patrimonio pittorico-scultoreo toscano, come testimonia, ad esempio, l’intervento risolutivo del presidente Giovanni Degli Alessandri, che nel 1808, in seguito alle leggi emanate dal governo napoleonico, salvò dalla dispersione gran parte delle opere quattro-cinquetentesche provenienti dai conventi soppressi, facendo sì che queste fossero concesse “all’Accademia delle Belle Arti in onorevol memoria dei Figli Suoi e per Istruzione dei Nuovi dell’Accademia medesima”. Insieme alle indagini dedicate ai professori di Scultura che nel corso del tempo hanno guidato la scuola, primo fra tutti il geniale Lorenzo Bartolini, il volume, che analizza per la prima volta in modo dettagliato l’evoluzione delle arti plastiche nel capoluogo toscano tra la fine del Settecento e l’Ottocento, focalizza l’attenzione sui princìpi di insegnamento attuati dai singoli maestri e sulle raccolte artistiche, incentrate, prevalentemente, su statue e bassorilievi in gesso eseguiti dalle giovani leve in occasione di concorsi o inviati dalle stesse nel corso dei cosiddetti “pensionati” a Roma. Proprio grazie a queste nuove indagini è stato così possibile identificare gli autori dei bassorilievi originali ottocenteschi, vanto delle raccolte artistiche attuali dell’Accademia, finora in gran parte anonimi e inediti.  Il libro, per esigenze di indagine, si è prefisso come termine cronologico il 1915, anno d’inizio della prima guerra mondiale e tempo di cambiamenti radicali all’interno della Scuola. Per supplire alla mancanza di uno studio “contemporaneo” sulle arti plastiche è previsto, dopo un volume analogo al presente dedicato alla Pittura, un libro sulle arti del Novecento, dove saranno effettuate ricerche su tutte le scuole artistiche presenti all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Il libro curato da Sandro Bellesi, introdotto da cinque presentazioni (Luciano Modica, Eugenio Cecioni, Cristina Acidini, Luigi Zangheri e il curatore), raccoglie diciotto saggi. Questi, distribuiti in sezioni differenziate, portano la firma di Michele Amedei, Sandro Bellesi, Silvestra Bietoletti, Valeria Bruni, Rossella Campana, Annarita Caputo, Giovanna Cassese, Giulia Coco, Cristina Frulli, Francesca Lotti, Daniele Mazzolai, Fabrizio Paolucci, Francesca Petrucci, Roberta Roani, Enrico Sartoni, Giandomenico Semeraro ed Ettore Spalletti. Le schede delle opere presenti volume sono state redatte da alcuni autori dei saggi e da Caterina Del Vivo ed Elena Marconi.
27,00

Democede di Crotone e Udjahorresnet di Sais

Medici primari alla corte achemenide di Dario il Grande

di Francesco Lopez

editore: Pisa University Press

pagine: 488

Per la prima volta viene proposto lo studio comparato di Democede di Crotone e di Udjahorresnet di Saïs, ‘medici primari’ entrambi attivi nel VI sec. a.C. alla corte achemenide di Dario il Grande. Con sguardo sinottico è ricostruita la figura complessa del sapiente-medico tra Egitto, Persia,  Grecia ed Occidente ellenico. Il potere delle arti per la cura degli ammalati, nell’integrità di corpo e spirito, si realizza non senza rivolgere a più ampio raggio l’attenzione alla tutela del Vivente nella sua interezza. Il volume, strumento utile per riconsiderare la chirurgia delle origini, compresa quella ippocratica, consente di approfondire le relazioni ‘culturali’ tra la medicina dei templi e la medicina ‘razionale’, sia nella tradizione egizia delle Case della Vita che in quella ellenica del Pitagorismo antico e dei santuari di Asclepio. Particolare riguardo è riservato al Naoforo Vaticano, con le prime immagini digitali ed a colori del pilastrino dorsale, anche mediante l’impiego di avanzate tecniche archeometriche. Dei due ‘medici personali’ del re Dario I viene esaminata l’intera storiografia.
25,00

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