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Scienze dell’antichità, filologico letterarie e storico artistiche

Studi Celtici

editore: Pisa University Press

pagine: 520

Questo libro, nato con l’intenzione di onorare Filippo Motta in occasione del suo settantesimo compleanno, raccoglie ventidue dei suoi scritti tra quelli più rappresentativi dell’argomento prediletto in un’ampia attività scientifica di quasi mezzo secolo: la storia delle lingue celtiche. La selezione segue un filo cronologico nella produzione dell’Autore che è in grado di dare conto anche dell’evoluzione di molte delle principali tematiche di linguistica celtica nel corso degli ultimi cinquant’anni. Al tempo stesso la scelta dei lavori inclusi nel volume offre un’organizzazione interna e un raggruppamento per ampi settori in grado di fornire un panorama a tutto campo delle antiche lingue celtiche: il celtiberico, il britannico e l’antico irlandese, con particolare riferimento alla fase arcaica dell’ogam, il gallico, il leponzio e il celtico d’Italia. Vi sono poi scritti di questioni etimologiche e lessicali, studi a carattere antropologico e culturale, saggi di storia della celtistica. Completa il volume una bibliografia dell’autore.
32,00

Itinerari del Riccio Rapito

Satira e nuova scienza nell'Italia dei Lumi

di Francesca Fedi

editore: Pisa University Press

pagine: 190

La straordinaria fortuna del Rape of the Lock di Alexander Pope si spiega solo alla luce della plasticità di questo piccolo capolavoro eroicomico, capace di trasformarsi e di adattarsi a prospettive satiriche diverse man mano che la crisi della società di Ancien Régime portava in primo piano nuovi obiettivi polemici. Seguire gli itinerari delle due prime traduzioni italiane (di Antonio Conti e Andrea Bonducci) ha permesso di comprendere quando e in che modo il Riccio sia stato riletto e reinterpretato, in corrispondenza di alcuni snodi del dibattito culturale europeo: le polemiche suscitate dalla rivoluzione newtoniana, gli sviluppi del libertinismo filosofico, le spinte giurisdizionaliste, la diffusione della massoneria. Le traduzioni del Riccio, inoltre, circolarono legandosi alle vicende editoriali di altri testi, molti dei quali sottoposti a censura (da Le Comte de Gabalis alle opere di Swift, dalle Lodi di Newton di Thompson alla Chiave del Gabinetto di Borri e alla Lettera apologetica di Raimondo di Sangro), finendo a loro volta per orientarne la ricezione. Francesca Fedi insegna Letteratura Italiana all’Università di Pisa. I suoi interessi di ricerca sono rivolti alle forme dell’argomentare per paradossi nel primo Cinquecento, alla letteratura dell’età illuministica, all’estetica del Neoclassicismo, ai rapporti tra cultura massonica e generi letterari. Ha pubblicato in volume e in rivista studi, tra l’altro, su Machiavelli, Parini, Alfieri, Foscolo, Leopardi. È attualmente coordinatrice di un PRIN dal titolo La costruzione delle reti europee nel ‘lungo’ Settecento: figure della diplomazia e comunicazione letteraria.
16,00

Prima di Platone

Plotino e gli inizi della filosofia greca

di Giulia Guidara

editore: Pisa University Press

pagine: 200

Anassagora, Democrito e gli atomisti, Empedocle, Eraclito, Parmenide, Pitagora e gli antichi pitagorici vengono richiamati piú volte all’interno delle Enneadi. Ma per quali ragioni Plotino vi ricorre? E con quali obiettivi? Il presente volume tenta di rispondere ai due interrogativi, passando in rassegna tutti i riferimenti ai preplatonici delle Enneadi. Il nucleo dello studio è un’analisi dei passi in cui Plotino si serve dei preplatonici per argomentare le proprie teorie, o per dimostrare il loro sostanziale accordo con i migliori insegnamenti della tradizione filosofica greca. Tale analisi è condotta con un approccio teoretico e storico al tempo stesso: l’attenzione è rivolta sia alla funzione che ogni riferimento svolge all’interno della trattazione, sia alle sue possibili fonti. L’obiettivo è quello di ricostruire, in tutte le sue sfaccettature, le idee di Plotino sulla fase nascente del pensiero greco, e il contesto in cui tali idee si sono formate. I riferimenti ai preplatonici che non danno alcuna informazione al riguardo (perché sono dubbi, o perché non hanno un vero e proprio ruolo nelle argomentazioni) sono riportati nelle appendici. In questo modo, il volume si propone di fornire al lettore un quadro completo del modo in cui Plotino plasma il pensiero preplatonico e lo integra nella sua filosofia.
22,00

Fuga dalla Russia

Una storia ebraica

di Maxim D. Shrayer

editore: Pisa University Press

pagine: 420

Nel suo primo libro di memorie, Aspettando America, pubblicato in Italia proprio dalla Pisa University Press nel 2017, Maxim D. Shrayer aveva narrato della sua permanenza in Italia nell’anno 1987 in attesa del visto statunitense dopo essere emigrato con la famiglia dall’Unione Sovietica. Ora, in questo secondo contributo, Fuga dalla Russia, l’autore fornisce un’intensa e viva ricostruzione della sua vita precedente all’emigrazione con uno sguardo attento al destino dei cittadini di origine ebraica costretti a lasciare la Russia. Se ne ottiene un quadro variegato e genuino della società sovietica negli ultimi anni del potere comunista e, allo stesso tempo, un sincero tributo dell’autore alla sua “prima” patria, a un mondo che viene rivisitato con la precisione analitica dello storico della cultura e la sensibilità e la verve affabulatoria dello scrittore.Traduzione ri Rita FilantiPostfazione di Stefano Garzonio
26,00

«Non poteva staccarsene senza lacerarsi»

Per una genealogia del romanzo familiare italiano

editore: Pisa University Press

pagine: 300

Che cos’è il romanzo familiare? È possibile considerarlo una categoria critica che ci aiuti a leggere alcune opere pubblicate a partire dalla seconda metà dell’Ottocento? Concentrandosi sul panorama italiano, «Non poteva staccarsene senza lacerarsi» prova a rispondere a queste domande, ripercorrendo alcune tappe centrali della fortuna del genere. Figura tra le più rilevanti del nostro immaginario sociale, la famiglia viene qui osservata attraverso le sue rappresentazioni letterarie: protagonista collettivo del racconto, lo struttura nella forma e ne determina i temi. La prospettiva genealogica del volume offre così la possibilità di ricostruire una fase poco nota della storia del novel e di guardare alla trasformazione dell’idea di famiglia in un’ottica inedita.    
27,00

Musei, pubblici, tecnologie

di Valentina Gensini

editore: Pisa University Press

pagine: 172

 Il tema della centralità del pubblico e del suo coinvolgimento nella fruizione e interpretazione del museo ha finalmente coinvolto generazioni di studiosi a rileggere questo dispositivo anche alla luce di nuove sensibilità cognitive; per contro il focus su Audience Development e Public Engagement ha indirizzato il confronto in modo esclusivo, tanto da rappresentare un mantra a cui hanno atteso i più vivaci tecnici ed esperti, talvolta spintisi a considerare il pubblico come consumatore. Nel trinomio Musei Pubblici Tecnologie il tema che emerge con grande forza e attualità è quello dell’Accessibilità: accesso al Patrimonio, da preservare e valorizzare in una logica inclusiva, che lo renda fruibile fisicamente, intellettivamente e socialmente; accoglienza nel segno di una cultura che rivendichi il diritto di chiunque a godere l’arte e i suoi significati profondi; coinvolgimento del pubblico al fine di stimolare i visitatori come protagonisti di un’esperienza estetica vibrante nonché straordinaria occasione di formazione ad una cittadinanza consapevole. In prima linea accanto al pubblico ci sono curatori, storici dell’arte, addetti alla comunicazione e alla mediazione, architetti e designer, ma anche gli artisti, capaci di una singolare abilità nella mediazione del Patrimonio.    
10,00

Nove faraoni

di Edda Bresciani

editore: Pisa University Press

Un seducente viaggio nella regalità dell’antico Egitto, da Cheope ad Alessandro Magno. Come si generano dal vivo di una tradizione millenaria la mutazione storica e l’incontro  tra civiltà.
11,36

Roberto Longhi nel vivo dell'arte del '900

editore: Pisa University Press

pagine: 180

Ho sempre inteso Longhi, fin dai primi approcci, come una sorta di Pinocchio geniale della storia dell’Arte mondiale, creatore, finanche, dispettoso, con un estro e un intuito ineguagliabile a tutt’oggi. Tra le tante immagini iconografiche più note di Longhi ho scelto quella dimessa, mentre gioca a bocce con i cari amici Messina e Carrà, con in testa quel cappellino di carta che tanto può assomigliare a quello di “mollica di pane” che Geppetto aveva fatto al suo Pinocchio, e, inoltre, lo sguardo socchiuso e quella smorfia arguta sorniona che rivela tutto il senso acuto e beffardo di Longhi. Quando studiavo sui testi “longhiani”, a volte, quei testi mi facevano fantasticare e immaginare l’autore sulle note di una famosa canzone: Bamboleo cantata divinamente da Josè Feliciano. A cinquant’anni dalla morte del grande maestro degli studi di storia dell’arte ho ritenuto doveroso rendergli omaggio, umilmente, rimettendo insieme i miei testi di argomento strettamente “Longhiano”. In fondo, la scoperta di Longhi, per me è stata analoga, con le dovute proporzioni del caso e della storia, a quella che fu per Pier Paolo Pasolini, laddove il grande intellettuale aveva scoperto in Longhi “la rivoluzione” nel “suo lessico” e “la completa novità” nell’”ironia” che “ non aveva precedenti” insieme alla “sua curiosità” che “non aveva modelli”.
18,00

Lecture Notes on Irony and Satire

di Marcella Bertuccelli Papi, Alessandro Aru

editore: Pisa University Press

pagine: 170

This volume brings together two studies which are meant to highlight the complexities of irony as a form of communication. Both studies offer an overview of the major contemporary theoretical approaches to irony. Bertuccelli’s paper further focuses on the relationship between irony and satire, arguing that the two notions should not be conflated even though they exhibit areas of overlapping, among which the crucial property of expressing a set of attitudes revolving around the notion of “criticism”. Aru’s paper explores the uses of irony in a corpus of over 600 tweets of socio-political communication, showing how ironic English and Italian expressions do not seem to differ essentially in their forms and functions.  
14,00

Una singolare militanza

Luigi Russo

di Alessandro Volpi

editore: Pisa University Press

pagine: 180

Luigi Russo è stato uno degli studiosi di letteratura più importanti nel panorama italiano della prima metà del Novecento. Ha vissuto con estrema intensità le grandi discussioni che hanno attraversato la comunità degli intellettuali del nostro Paese, partecipando a ruvidi scontri nelle commissioni per i premi letterari e a vere e proprie battaglie campali combattute attorno a recensioni e concorsi a cattedra. Ha avuto anche un ruolo politico tutt’altro che trascurabile, in particolare in relazione al Partito comunista e al suo quotidiano, «l’Unità», durante la direzione di Pietro Ingrao. Russo è stato, in tale ottica, un “comunista indipendente che aveva le qualità e le provenienze per assolvere alla funzione di costruire una cultura politica, “popolare” e accademica al contempo, in grado di avvicinare la militanza della sinistra italiana ad una dimensione “nazionale” del comunismo. Questo è il tratto che emerge da alcune corrispondenze in larghissima parte inedite del letterato siciliano, destinato ad apparire l’interprete in parte consapevole in parte involontario delle strategie di politica culturale del partito di Togliatti impegnato nella ricerca di una vocazione maggioritaria dove far confluire un esteso patrimonio dal liberalismo, al socialismo progressista, fino ad un pezzo del cattolicesimo.
14,00

STUDI CLASSICI ORIENTALI 2020

VOL. LXVI

Autori vari

editore: Pisa University Press

pagine: 496

In questo numero: Giovanni Mazzini, Classical Greek ὕσσωπος in Light of Semitic. Yehudit Dror, The Conjunction ḥayṯu in Modern Written Arabic: A Feature of Linguistic Simplification? Cecilia Nobili, Simonide e Teseo (Sim. Frr. 242, 243, 287 Poltera = PMG 550, 551, 551A). Linda Molli, Mirrine ἠπεροπευτής: Omero nella Lisistrata di Aristofane. Antonio Mura, Μορμολύκειον: il mostro e la maschera nel Fedone. Marianna Nardi, Il ritardo di Alcibiade nel Simposio di Platone. Prassi poetica e forma del racconto. Francesco Verde, Pietro Zaccaria, Ariston of Chios’ Meeting with Polemon and Zenon’s Illness: An Exegetical Note on Diog. Laert. 7,162. Elena Fabbro, Alle origini della poetica consolatoria tra epos e tragedia. Loredana Cappelletti, Sull’amphipolos in IG XIV 574 da Centuripe. Filippo Battistoni, Documents and Envoys: Was the Word Enough? Giuseppe Cordiano, Diodoro Siculo e l’Egitto: alcune note interpretative. Walter Lapini, Zeus e il tutto: Papiro Derveni XIX 2. George Mitropoulos, The imperial qualities in Roman Greece (31 BC – 235 AD): The evidence and a first assessment. Fabio Fabiani, M. Letizia Gualandi, Le Terme di Nerone a Pisa: un grande complesso al confine tra città e suburbio. Arnaldo Marcone, Il primo re. Domitilla Campanile, La morte della Gorgone: Shambleau (C.L. Moore, 1933). Emanuele Taccola, Elena Tiribilli, Richard Bussmann, Gianluca Miniaci, Survey and topographical work in the tomb of Khunes at Zawyet Sultan, Egypt. Lisa Rosselli, L’ipogeo etrusco di Torricchi a Volterra. Anna Anguissola, Silvana Costa, I sarcofagi della necropoli nord di Hierapolis in contesto: due casi di studio. Gabriele Gattiglia, Sara Roberto, Le necropoli urbane di Pisa tra tarda antichità e basso medioevo. Caterina Franchi, Only the good die young. The day of Alexander’s death in the Alexander Romance. Cesare Letta, Nota testuale sul Papiro di Annibale (PHamb 129, 106-137
50,00

La tentazione di capire

Un ricordo di Arrigo Stara

editore: Pisa University Press

pagine: 144

Saggista brillante e acuto, Arrigo Stara ha insegnato Teoria della letteratura e Letterature comparate presso l’Università di Pisa dal 1995, dove è stato uno dei docenti più amati. Il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica lo ha ricordato dopo la sua scomparsa prematura con una giornata di studi i cui atti sono raccolti in questo volume. In una serie di Ricordi, suoi colleghi e amici come Giulia Poggi, Valerio Magrelli, Marina Breccia, Federico Bertoni, Sergio Zatti e Raffaele Donnarumma ne tracciano il profilo intellettuale; nelle Continuazioni, i suoi allievi Carmen Bonasera, Paolo Bugliani e Alice Morosi presentano ricerche che avevano avviato sotto la sua guida. Il volume è completato dalla trascrizione dell’ultima lezione seminariale tenuta da Arrigo Stara, sul personaggio letterario, e da una bibliografia a dei suoi scritti.
14,00

I suffissi verbali ittiti -anna/i- e -šš(a)-

Studio sul sistema aspettuale ittita

di Valerio Pisaniello

editore: Pisa University Press

pagine: 320

 Sin dall’epoca della sua decifrazione, è apparso evidente che la lingua ittita presentas­se un sistema verbale molto meno ricco di categorie rispetto a quello che viene tra­dizionalmente ricostruito per l’indoeuropeo, basato soprattutto sui dati dell’indiano antico, del greco e dell’iranico. In particolare, una delle categorie che sembrano esse­re assenti in ittita è l’aspetto verbale, ovvero l’opposizione funzionale tra aspetto im­perfettivo e aspetto perfettivo, che in altre lingue indoeuropee antiche è affidata alla contrapposizione tra il sistema del presente e il sistema dell’aoristo, rispettivamente. Tuttavia, studi recenti hanno suggerito che i suffissi verbali -ške/a-, -anna/i- e -šš(a)-, tradizionalmente considerati azionali (con valore iterativo, durativo, intensivo, ecc.), potessero avere, in alcuni contesti, una funzione aspettuale, nello specifico imperfet­tiva, codificando quindi l’aspetto progressivo, abituale e continuo. Nel presente volume, attraverso un’indagine sistematica all’interno del corpus dei testi ittiti, si mira a dimostrare che la funzione dei suffissi verbali -anna/i- e -šš(a)- era puramente imperfettiva, e che eventuali valori azionali erano secondari e dipendenti da quelli aspettuali. Verranno inoltre chiariti i rapporti che intercorrevano tra tali morfemi e il ben più produttivo suffisso -ške/a-, la cui funzione imperfettiva appare evidente. Infine, si mostrerà come le forme a raddoppiamento, molto frequenti in ittita, avessero la stessa funzione imperfettiva stabilita per i suffissi -ške/a-, -anna/i- e -šš(a)-.
20,00

Le metamorfosi di Sarah Kane: 4.48 Psychosis sulle scene italiane

di Sara Soncini

editore: Pisa University Press

pagine: 150

 La straordinaria fortuna scenica di 4.48 Psychosis, celebre testo-testamento di Sarah Kane, rappresenta un unicum nel panorama italiano (e non solo) sia per la portata del fenomeno sia, soprattutto, per l’elevato grado di rielaborazione creativa che ha contraddistinto l’operazione di transfer. Svincolato dallo stretto controllo esercitato dagli eredi dell’autrice nel mondo anglofono, nel nostro paese il capolavoro di Sarah Kane si è aperto a una varietà sorprendente di realizzazioni caratterizzate dalla frequente mescolanza e contaminazione tra scrittura letteraria e scrittura scenica. In parallelo agli allestimenti integrali si è da subito sviluppato un nutrito corpus di adattamenti, riscritture, parodie che testimoniano della diffusa tendenza a percepire 4.48 Psychosis come un vero e proprio laboratorio nel quale sperimentare nuove forme di composizione dello spettacolo e di lavoro teatrale con e sul testo. Nell’indagare i meccanismi che sottendono queste metamorfosi, il volume getta luce sulla natura dinamica e reciprocamente trasformativa dell’atto traduttivo inteso nel suo senso più ampio: interlinguistico, intersemiotico e interculturale.
15,00

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