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Premio Franca Pieroni Bortolotti

Follie separate

Genere e internamento manicomiale al San Niccolò di Siena nella seconda metà dell'Ottocento

di Martina Starnini

editore: Pisa University Press

pagine: 192

“femmine…e uomini di questa specie che delirano senza febbre” G. B. Morgagni, 1761 Ogni villaggio è animato dalla sua popolazione, composta essenzialmente da bambini, anziani, uomini, donne. Il manicomio-villaggio di San Niccolò di Siena, che accoglieva nell’Ottocento pazienti da tutta la Toscana, era abitato da persone che condividevano nella loro quotidianità una diagnosi di malattia mentale. A seconda del genere di appartenenza, maschile o femminile, presentavano però significative differenze, sia nelle dinamiche che nei motivi d’internamento, e ancora nella composizione, nelle patologie, nei comportamenti, nelle aspettative e desideri, nei deliri. Attraverso un dialogo con studi di genere, sulle donne e sulla mascolinità, compiuti in diversi contesti locali e nazionali, il libro cerca di fare chiarezza, grazie al racconto delle cartelle cliniche, su tali differenze e cominciare a ricostruire un contesto toscano e italiano della malattia mentale ottocentesca in relazione al genere.
10,00

La signorina dell'Igiene

Genere e biopolitica nella costruzione dell’’infermiera moderna’

di Olivia Fiorilli

editore: Pisa University Press

pagine: 320

Questo libro esplora i processi che nel primo trentennio del novecento, in Italia, hanno portato alla costruzione discorsiva e simbolica dell’assistenza infermieristica come professione “tipicamente femminile”. La storia dell’’infermiera moderna’, una fi gura ideale che in quegli anni pervade i discorsi di attori sociali differenti quali il movimento femminile, i medici ospedalieri, e gli artefici della medicina sociale, consente di gettare uno sguardo sulle nuove idee e pratiche di gestione della salute pubblica e del “patrimonio biologico” della nazione che si fanno strada al termine della Grande Guerra. L’analisi del processo di ascesa di questa fi gura permette di analizzare da un’angolatura inusuale il modo in cui si incrociano e si sostengono vicendevolmente tecniche di controllo dei corpi, dispositivi biopolitici e “tecnologie del genere”.
10,00

La laguna delle donne

Il monachesimo femminile a venezia tra IX e XIV secolo

di Silvia Carraro

editore: Pisa University Press

pagine: 352

Attraverso un imponente scavo documentario, questo studio ricostruisce un capitolo quasi sconosciuto della storia di Venezia nell’età medievale, il monachesimo femminile. A partire dagli insediamenti del IX secolo, attraverso le molteplici esperienze di vita comunitaria dei movimenti religiosi femminili dei secoli XII e XIII, fino alla loro istituzionalizzazione e trasformazione in monasteri e alle tensioni del XIV secolo, la storia religiosa delle donne appare a Venezia ricca di forme variegate e di contrasti. I rapporti con i pontefici, i vescovi, i dogi, così come le relazioni con le comunità maschili furono al centro delle dinamiche istituzionali e religiose che caratterizzarono la Chiesa veneziana e i suoi rapporti con il potere civile. L’immagine che emerge dalla ricerca è quella di un mondo religioso femminile plurale, irrequieto e dinamico, in un contesto, quello della società veneziana medievale, che appare aperto e sperimentale
10,00

Lo scrigno di famiglia

La dote a Torino nel Settecento

di Agnese Maria Cuccia

editore: Pisa University Press

pagine: 350

Per tutto l’ancient régime la dote delle spose costituiva un capitale inalienabile il cui usufrutto spettava ai mariti, ferma restando la proprietà femminile. Un bene tutelato dalla legge, intoccabile, che andava custodito dalla coppia per tutto l’arco della vita. Ma non accadeva così nella Torino del Settecento dove il capitale dotale rappresentava non un tesoro da seppellire ma uno “scrigno” che i coniugi scoperchiavano in caso di bisogno: per acquistare titoli, per comprare il tetto sotto cui vivere, il campo da coltivare, la bottega e gli utensili del mestiere. La dote era un capitale insostituibile per una giovane coppia, ma era anche una risorsa cui si attingeva a piene mani nel corso del tempo, durante i difficili momenti di crisi vissuti dalle famiglie.
10,00

Premio Franca Pieroni Bortolotti 1990-2014

le donne e le opere che hanno fatto la storia

di Monica Pacini

editore: Pisa University Press

pagine: 106

Per anni il Premio Franca Pieroni Bortolotti – istituito dal Comune di Firenze nel 1920 in collaborazione con la Società italiane delle Storiche e dal 2012 sotto l’egida del Consiglio Regionale della Toscana – è stato l’unico premio nazionale a dare visibilità e valore a studi inediti di storia delle donne e di genere. Attorno a questa iniziativa si è sviluppato un dialogo tra istituzioni e associazioni, si sono aperti spazi di confronto tra generazioni diverse, si sono progettati archivi, collane editoriali, interventi nelle scuole superiori, seminari e convegni. Questo libro ricostruisce i momenti più significativi di questa storia collettiva, ormai più che ventennale, compiendo una ricognizione di carte, immagini e voci per metterle a servizio di ricerche future e tracciando un primo quadro d’insieme dei partecipanti, delle opere in concorso e di quelle premiate. I dati raccolti e rielaborati in queste pagine raccontano la storia della storia delle donne e di genere in Italia, ma sono anche un osservatorio utile per studiare i cambiamenti sociali, politici e culturali vissuti alle donne nel contesto locale e nazionale tra la fine del “secolo breve” e le nuove sfide del mondo globale.Disponibile solo nella versione digitale

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