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Connessioni

L'arte di scoprire l'arte

Mediazione e divulgazione tra espressione e comunicazione visiva. Per un progetto d'interazione fra specifici diversi

editore: Pisa University Press

pagine: 160

L’arte, da sempre, è stata un modo per rappresentare la realtà del mondo, ma anche dare forma alla realtà del proprio mondo, così com’è percepito da noi stessi oppure dagli altri. Ma l’arte è anche luogo fisico di relazioni che offre la possibilità di narrare diventando lo specchio delle nostre vicende interiori, ponendoci di fronte al nostro io, creando la possibilità di modificare il rapporto con noi stessi e d’instaurare una comunicazione empatica con gli altri. Le competenze relative a questi aspetti dello studio dell’arte, legate a discipline come quelle dell’Arte Terapia e dei Beni culturali, spesso confinano con gli interessi di ricerca della Didattica dell’arte tanto da trovarne un percorso di approccio, di conoscenza di base e di studio, almeno per quello che riguarda la trasmissione di una consapevolezza scientifica dei peculiari campi di competenza posti al confine del crinale degli interessi e dei rispettivi specifici disciplinari. Questi condivisi interessi si sono concretizzati nella realizzazione di un Seminario, organizzato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, come strumento didattico trasversale alle tre discipline (Didattica dell’arte, Beni culturali, Arte Terapia) partendo dal presupposto che l’operatività (in quanto pratica alla base delle attività dell’Accademia di Belle Arti nelle sue varie articolazioni), risulta presente sia nell’elaborazione di certe metodiche didattiche e formative in campo museale, sia negli specifici settori disciplinari complementari come quello dei metodi e delle tecniche dell’Arte Terapia, individuando così, nell’operatività, la zona di condivisione dell’attività seminariale per l’interazione fra i diversi e contigui specifici disciplinari. Tra mediazione e divulgazione dell’espressione e della comunicazione visiva, dell’esito di questa esperienza operativa ne vengono raccolti i risultati in questo volume, quale pubblicazione riassuntiva e contributo propedeutico, strumento metodologico spendibile per lo studio, la riflessione e per un concorso all’apprendimento degli argomenti stessi, in funzione anche di una obiettiva verifica per un reale interesse dell’utenza, in questo ambito, rispetto all’offerta formativa dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. In riferimento ad ognuna delle discipline, dell’esito di questa esperienza e scoperta operativa (tra mediazione e divulgazione dell’espressione e della comunicazione visiva), ne vengono raccolti i risultati in questo volume, quale pubblicazione riassuntiva e contributo propedeutico, strumento metodologico spendibile per lo studio, la riflessione e per un concorso all’apprendimento degli argomenti stessi, in funzione anche di una obiettiva verifica per un reale interesse dell’utenza, in questo ambito, rispetto all’offerta formativa dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Contributi di: Silvia Bastiani, Riccardo Farinelli, Barbara Gasparetti, Stefania Pisano.
16,00

Tra tecnica Modema e Progetto

Studio antropologico del design

di Claudio Rocca

editore: Pisa University Press

pagine: 146

Partendo dall’emblematico naufragio di Robinson Crouse per arrivare  all’analisi sociologica sull’influenza che il sistema degli oggetti d’uso quotidiano ha sul modo di essere dell’uomo, questo studio prende in considerazione il “bricolage” in quanto dispositivo che parla della nostra relazione identitaria con gli oggetti. Si svela così il moltiplicarsi delle catene “fai da te” e la risposta della società digitale che si sta evolvendo verso nuove forme di autoproduzione, di comunità informatiche, nuove tecnologie (stampanti 3D e FabLab) e nuovi materiali. La ricerca affronta così il modello antropologico che studia la moda e la teoria dei modemi, attraverso i quali si interpreta con una diversa e più ampia visione il mondo del design e la sua indessicalizzazione.La Vespa della Piaggio è il “case study” scelto dall’autore per approfondire una ricerca diacronica sugli scooter italiani del dopoguerra, la nascita e la tecnica del progetto, insieme alla teoria dei modemi e allo styling
15,00

Il melodramma cinematografico

Campioni di fantasia tragica

di Stefano Socci

editore: Pisa University Press

pagine: 160

Questo libro è un itinerario attraverso il melodramma cinematografico, che si nutre di emozioni e sentimenti, cioè di vicende essenzialmente intime e private, ma è capace di assorbire il senso e lo spirito dei tempi, di mutamenti antropologici, economici, politici e sociali. Il melodramma viene da lontano, i suoi elementi si sono codificati e precisati molto prima della comparsa della settima arte. Grazie a queste fitte e profonde radici, espressive, mitologiche, stilistiche e teoriche, è una delle migliori chiavi di lettura – e un eccellente veicolo di conoscenza – della storia del cinema, anche in rapporto alle metamorfosi della rappresentazione. Nell’introduzione viene descritto il percorso del melodramma, dal Cinquecento ai nostri giorni, dal palcoscenico al grande schermo. Nel primo capitolo è illustrato, in ordine cronologico, lo sviluppo del melodramma nel inema, elencando e analizzando molti titoli significativi, dal periodo muto alla contemporaneità. Il secondo capitolo si concentra su dodici film importanti, dal 1939 al 2015: Via col vento di Fleming, Pandora di Lewin, Casco d’oro di Becker, Senso di Visconti, Secondo amore di Sirk, Le lacrime amare di Petra von Kant di Fassbinder, L’ultimo imperatore di Bertolucci, Le onde del destino di von Trier, In the Mood for Love di Kar-wai, I segreti di Brokeback Mountain di Lee, La migliore offerta di Tornatore, Carol di Haynes.
12,00

In assenza

Appunti sull'autoritratto contemporaneo

di Laura Vecere

editore: Pisa University Press

pagine: 224

L’autoritratto, da sempre genere artistico, nel contemporaneo mette all’angolo il paradigma della somiglianza fisionomica mantenendo però la ‘presenza’ profonda dell’autore, attraverso indizi e sintomi che lo svelano da un piano più ‘arretrato’ rispetto a quello dell’apparenza immediata, del visibile. Il soggetto dell’autoritratto oggi si dà in una costellazione di modalità differenti, talvolta difficilmente imparentabili tra loro. Approfondendo il lavoro di un gruppo di artisti, l’autrice ritrova un filo conduttore del rinnovamento radicale di questo soggetto nella fedeltà che ciascuno ha verso la grande tradizione. Un legame  costituito non tanto dalla ripresa formale, quanto piuttosto dall’appropriazione dei processi mentali vitali che hanno determinato, e continuano a determinare, le forme. Cambiano le pratiche, le tecnologie e i linguaggi, e anche l’artista cambia il modo di guardare a se stesso come soggetto-oggetto di riflessione, soprattutto dopo la dissoluzione della rappresentazione, ampiamente consumatasi nel corso degli ultimi due secoli.  
15,00

Figure del dono

Dispendio, reciprocità e impegno nella pratica artistica contemporanea

di Gianni Pozzi

editore: Pisa University Press

pagine: 344

  La celebre performance del 1965 nella quale Beuys racconta la storia dell’arte a una lepre morta che tiene amorosamente in braccio;  l’altra, dieci anni dopo, dove Marina Abramovic si offre a un pubblico autorizzato a fare di lei ciò che vorrà. E poi i mucchi di caramelle di Gonzalez-Torres, pari al peso del corpo dell’artista, a disposizione di chiunque e le grandiose feste urbane di un meno noto artista fiorentino, Mariotti. E ancora,  Alfred Jaar che raccoglie fondi per associazioni benefiche, Garutti che installa invece montagne di semi per gli uccelli o Zhang Huan che come un Buddha pietoso offre il proprio corpo agli insetti. E’ questo,  insieme ai tantissimi altri casi,  il materiale  – corpo vivo di un preciso modo di operare - che permette all’autore di riconsiderare nell’ottica nuova del dono alcune pratiche dell’arte contemporanea. Gesto costitutivo di un legame e quindi di una comunità, il dono permette infatti di riunire atteggiamenti spesso separati di questo agire: relazionalità, impegno sociale e ambientale, gioco, festa e partecipazione al sistema di scambio della rete. Ma permette anche di stabilire, in un confronto serrato tra arte, filosofia e antropologia, inedite connessioni tra l’artista e il filosofo; due figure che proprio all’interno di questa comunità ideale, sfuggente per parodia o opposizione alle logiche del modo senza grazia dell’utilitarismo, trovano spazio. Con una Postfazione di Sergio Givone
15,00

Gio Ponti

Vita e percorso artistico di un protagonista del XX secolo

di Mauro Pratesi

editore: Pisa University Press

pagine: 240

Questo studio affronta i molteplici aspetti dell’attività di Gio Ponti con taglio innovativo, per fornire una nuova sintetica visione del grande artefice del XX secolo che fu architetto, artista, arredatore, editore, direttore e fondatore di riviste, designer, editorialista, saggista ed altro. Il libro attraversa tutte le attività di Ponti con l’intento di fornire una lettura “non tecnicista” per essere il più possibile aderente, anche nel tono calibratamente “leggero”, al profilo globale fornito dalla vasta opera dell’autore. Lo studio, quindi, non si limita a singoli e specifici aspetti dell’attività di Ponti, ma offre una riflessione sul lavoro multidisciplinare che l’autore ha perseguito nel corso della sua vita, come ha ben evidenziato nella sua prefazione Cesare De Seta. Si può dire, infatti, che il libro sostiene l’assunto, già affermato autorevolmente da Alessandro Mendini, per il quale Ponti è stato indiscutibilmente un grande artista e padre di tutti gli architetti del pieno Novecento.    
12,00

Fondo segreto

Un filo rosso per una nuova didattica delle arti attraverso Paul Klee

di Alexandros Briasoulis, Massimo Orsini

editore: Pisa University Press

pagine: 224

Questo saggio presenta in una prospettiva nuova, chiara e concisa, il fondamento teorico...
15,00

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