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Greco, arabo, latino. Le vie del sapere

Storie arabe di Greci e di Romani

La Grecia e Roma nella storiografia arabo-islamica medievale

di Marco Di Branco

editore: Pisa University Press

pagine: 320

Al tema affascinante dell’eredità greca nella cultura araba medievale sono stati dedicati negli ultimi decenni molti importanti contributi. Tuttavia queste opere sono quasi unicamente incentrate sulla sopravvivenza e sull’influenza del pensiero filosofico e scientifico all’interno della civiltà arabo-islamica e si interessano solo marginalmente a materie quali arte, letteratura e storiografia . Ciò ha, almeno in parte, un fondamento nella realtà dei fatti, giacché i testi letterari greci non furono tradotti in arabo; al tempo stesso, costituisce un limite alla più completa comprensione dell’atteggiamento islamico nei confronti della cultura antica. Storie arabe di Greci e di Romani colma una lacuna degli studi sulle forme di conservazione della tradizione classica nell’Islam: esplora infatti la storia greca e romana per come essa è percepita, narrata e rappresentata nella storiografia arabo-islamica medievale fra l’VIII e il XIV secolo dell’era cristiana, cioè a partire dalle prime opere storiche arabe preservate per giungere alla più celebre cronaca universale musulmana, il Kitab al-‘Ibar di Ibn Haldun (m. 808/1406). Dalla leggenda di Alessandro Magno alla conversione di Costantino, dalla corte di Bagdad al celebre castello del deserto di Qu_ayr ‘Amrah, un viaggio attraverso i documenti alla ricerca della storia della Grecia e di Roma vista con occhi arabi.
18,00

Teleia Zoe- Ricerche sulla nozione di vita in Plotino

di Claudia Lo Casto

editore: Pisa University Press

pagine: 276

La nozione di Vita in Plotino è un’indagine sulla nozione di “vita” nel pensiero plotiniano, condotta attraverso gli strumenti della filologia e della storiografia filosofica. L’obiettivo è comprenderne i molteplici significati, tracciarne i caratteri, analizzando i differenti contesti che la nozione delimita, per dimostrarne l’assoluta centralità all’interno del pensiero di Plotino. La nozione di vita, nella sua trasversalità, percorre, infatti, molti trattati delle Enneadi. Essa gioca un ruolo rilevante tanto nell’ambito della concezione della seconda ipostasi, l’Intelletto, quanto, com’è naturale nel caso di un filosofo “platonico”, in quello dell’Anima.  Neppure il primo principio, l’Uno, e la sfera della natura, cioè il regno dell’organico, sono esenti da riferimenti a questa nozione. Questo volumeanalizzalapresenzadellavitain relazione alle tre ipostasi, l’Uno, l’Intelletto e l’Anima, cercando di esplicitare in che misura adognilivelloappartengaunadimensionevitale. Inoltre, esso tenta di ricostruire l’interessediPlotinopergliaspettibiologici. Anche il mondo presenta una forma di vitalità che si estende fino ai corpi inorganici. Se è vero che la vita definisce tutte e tre le ipostasi, fino ad estendersi anche al cosmo sensibile e agli organismi che ne fanno parte, tuttavia essa si manifesta in tutta la sua intensità nel cosmo intelligibile. A tale conclusione si perviene anche attraverso l’analisi dettagliata delle fontiallequaliPlotinoavrebbeattintoin vista dell’elaborazione della sua teoria. Pur non trattandosi di una vera e propria ipostasi, il concetto di “vita” va considerato come uno dei punti di snodo decisivi della metafisica delle Enneadi.  
18,00

La Retorica di Aristotele e la dottrina delle passioni

di Bruno Centrone

editore: Pisa University Press

pagine: 240

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18,00

Plotino- Che cos'è l'essere vivente, che cos'è l'uomo?

I 1[53]

editore: Pisa University Press

pagine: 212

Qual è il soggetto delle affezioni? Chi, o che cos’è in noi che precisamente prova gioia o dolore, desidera o aborrisce qualche cosa? L’anima? Il corpo? Una terza cosa che scaturisce dalla loro unione? Questo interrogativo non è stato sollevato da un filosofo della mente del ventesimo secolo, ma da Plotino, il filosofo che, tra i seguaci di Platone, potrebbe sembrare il più alieno dal preoccuparsi dell’interazione fra anima e corpo. Al contrario, questo scritto testimonia, nel suo andamento problematico e nella soluzione che propone, una riflessione su di una delle questioni perenni del platonismo, il cosiddetto dualismo di anima e corpo: giunto alla fine della sua vita, Plotino pensa ancora di doverla esaminare daccapo. Alla traduzione, corredata da un ampio commento e introdotta da una ricostruzione della problematica affrontata da Plotino che guida anche il lettore non specialista, si accompagna un saggio introduttivo che fa dialogare un tema antico con la filosofia moderna. Prefazione di Cristina D’Ancona  
18,00

Giamblico- De Anima

I frammenti, la dottrina

di Lucrezia Iris Martone

editore: Pisa University Press

pagine: 240

Negli ultimi anni l’attenzione...
25,00

L'armonia delle opinioni dei due sapienti: il divino Platone e Aristotele

di Al Fârâbi

editore: Plus - Università di Pisa

pagine: 288

Nella Bagdad del X secolo dell'era cristiana, IV dell'Egira, al-Farabi commenta le opere di Platone e di Aristotele e scrive t
22,00

Sulle virtù I 2 [19]

I 2 (19))

di Plotino

editore: Plus - Università di Pisa

pagine: 224

Il trattato 19 di Plotino, mai commentato sistematicamente prima d'ora, deve la sua fortuna alla dottrina dei gradi di virtù,
18,00

la zoologia di Aristotele e la sua ricezione, dall'età ellenistica e romana alle culture medioevali

editore: Pisa University Press

pagine: 272

Tema di questo volume, che raccoglie le relazioni della decima Settimana di formazione dottorale del Centro Interuniversitario “Incontri di Culture”, è la ricezione dell’opera zoologica di Aristotele dall’età ellenistica al tardo Medioevo. Stranamente, nella tradizione filosofica greco-romana dopo la morte di Aristotele il corpus dei suoi scritti zoologici sembra occupare un posto marginale, tanto più in quanto la Historia animalium conosce invece straordinaria fortuna nell’ambito della cultura generale (per esempio nella letteratura paradossografica e in quella fisiognomica, o nell’opera di Plinio il Vecchio). Sembra venir meno in ogni caso, dopo Aristotele, il progetto aristotelico di uno studio teorico e sistematico degli animali, che in apparenza rinasce solo nel XII secolo d.C., con il trattato De animalibus di Alberto Magno. I contributi qui raccolti dimostrano nel loro insieme che la storia non è così semplice. È anzi possibile disegnare una linea di ricezione in cui momenti e spazi innegabili di discontinuità (che nel pensiero greco si spiega con il mutare dell’agenda filosofica, evidente per esempio in area neoplatonica) procedono paralleli a un filo di continuità (solidissimo certo nel mondo arabo, ma tenuto ben teso, nel mondo romano, da un Galeno) che è quello che congiunge di fatto, attraverso l’opera di traduzione di Scoto, Aristotele all’età di Alberto Magno. Questo volume non intende certo esaurire la questione complessa della trasmissione e ricezione del corpus zoologico aristotelico, ma apre nuove vie di ricerca approfondendo autori, momenti e aspetti non usualmente valorizzati in questo orizzonte problematico.
18,00

La luce

Testo latino a fronte

di Roberto Grossatesta

editore: Plus - Università di Pisa

Il filosofo e vescovo inglese Roberto Grossatesta (1170 ca
18,00

Che cos'è l'essere vivente e che cos'è l'uomo? I 1[53]

di Plotino

editore: Plus - Università di Pisa

pagine: 208

Qual è il soggetto delle affezioni? Chi, o che cos'è in noi che precisamente prova gioia o dolore, desidera o aborrisce qualch
18,00

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