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Fonti tradotte per la Storia dell'Alto Medioevo

Aldaberon di Laon, Carme per Re Roberto (ca. 1030)

editore: Pisa University Press

Adalbéron di Reims (ca 950-ca 930), più noto ai suoi contemporanei con il diminutivo (forse lievemente spregiativo) di Ascelin, è certamente uno dei protagonisti di quella complessa stagione storica, a cavallo dell’anno Mille, che vide tra le altre cose l’affermarsi, forse a priori imprevedibile, della dinastia capetingia. Ma se Ascelin è ancor oggi ricordato con viva attenzione dai maggiori medievisti non è tanto per il suo efferato tradimento (senza il quale peraltro, secondo i teorici del caos, non vi sarebbe stata la Rivoluzione Francese) quanto per la breve composizione in esametri che qui è presentata, per la prima volta in traduzione italiana, e che va sotto il nome di Carme per re Roberto. La fama di quest’opera è in realtà per molti legata ai pochi versi nei quali è esposta la dottrina dei tre ordini del corpo sociale, teorizzazione formale di una realtà millenaria che dalle origini indoeuropee all’Ancien Règime percorre sotterraneamente la storia europea fino, appunto, alla Rivoluzione Francese. Ma il Carme è molto più di questo: è satira sociale, è libello contro gli avversari politici, è spaccato dei costumi e delle contraddizioni di un’epoca di transizione, è complesso esercizio retorico (con tanto di teoria retorica a suffragio), è disegno moraleggiante (da qual pulpito!) di una società ideale. La riproposizione del testo originale, accompagnato da una traduzione che ha la sola pretesa dell’assoluta fedeltà, da un’introduzione che ricostruisce la biografia dell’autore mediante la citazione diretta di tutte le fonti coeve, da un’analisi e da una sintesi dei contenuti del Carme e da un ampio apparato documentario volto a facilitarne l’inquadramento storico, vuole offrire l’opportunità di avvicinarsi finalmente in modo diretto a un documento essenziale per la comprensione del contesto storico e culturale cui esso si riferisce. Conclude il volume la prima versione italiana dell’Historia Francorum Senonensis, una breve cronaca dei primi del XI secolo portatrice di un punto di vista alternativo rispetto alla storiografia “ufficiale” dei primi capetingi in relazione agli avvenimenti di cui Ascelin fu coprotagonista.
10,00

Making history in ninth-century northen and southern Italy

di Luigi Andrea Berto

editore: Pisa University Press

pagine: 180

The ninth century represents a pivotal period for early medieval narrative sources. Despite the absence of great authors comparable to Gregory of Tours, Bede, and Paul the Deacon, who had been capable of developing far-reaching works, historical writing in this period fl ourished remarkably. The renewed attraction to this genre, only partially explained by the so-called “Carolingian Renaissance”, marked an important step towards the cultural expansion of the following centuries and was a signifi cant indication of a world that was redeveloping and pondering over its own experience with growing self-awareness. Italy too, though different from the rest of Europe in many ways, followed this trend. In the case of the Italian peninsula, its political fragmentation—created by Charlemagne’s conquest of a part of the Lombard kingdom and the weakening of the Byzantine Empire—also favored the production of historical writing focused on local events. This volume presents a detailed introduction to all the historical texts composed in Northern and Southern Italy during this century, thus shedding some light on little-known texts and offering an important contribution for a better understanding of ninth-century Italian history.
18,00

Thietmar di Merseburg - Cronaca

editore: Pisa University Press

pagine: 368

Nel Chronicon scritto all’inizio del secolo XI da Titmaro, vescovo di Merseburg, in Sassonia, è possibile leggere le gestadei sovrani della dinastia ottoniana, nonché quelle dei loro vescovi e della grande aristocrazia sassone: una testimonianza fondamentale per comprendere il mondo del X secolo nella porzione dell’impero posta a nord delle Alpi. Nonostante il latino usato da Titmaro non risulti sempre di facile comprensione, attraverso la sua vivace narrazione è possibile conoscere, in modo approfondito e non sempre retorico, la complessa personalità di un uomo sinceramente devoto al suo Dio e al suo imperatore. I diversi livelli di lettura presenti nell’opera permettono di apprezzare appieno la varietà degli argomenti trattati, che spaziano dalla storia istituzionale del regno dei Franchi orientali e dei suoi ducati, ai mirabilia, eventi straordinari di cui gli uomini all’epoca non sapevano spiegare le cause, ai rapporti con il mondo degli Slavi. Per il lettore italiano, è un’ottima occasione per dare uno sguardo alle vicende delle regioni d’origine degli Ottoni, quelle conquistate a suo tempo da Carlo Magno.
20,00

Storia dei vescovi napoletani (i secolo-876)

di Luigi Andrea Berto

editore: Pisa University Press

pagine: 128

Nell’alto Medioevo Napoli subì drastiche modificazioni. Da zona di frontiera dell’impero bizantino diventò una delle più rilevanti potenze nel Meridione. Nell’ottavo e nono secolo i Napoletani avevano inoltre ottenuto la piena indipendenza da Costantinopoli, evitato di essere assorbiti dai Franchi e dai Longobardi di Benevento e di subire disastrose distruzioni ad opera dei musulmani. I testi riuniti in questo volume (le uniche opere cronachistiche scritte a Napoli prima del XIV secolo) ripercorrono le vite di tutti i vescovi di Napoli, dal semileggendario Aspreno (I secolo) ad Atanasio II (fine secolo) che furono messe per iscritto in questo periodo di fondamentale importanza per la città. La disponibilità di pochissime informazioni sui prelati partenopei fino all’ottavo secolo fece sì che la prima parte di questo testo sia poco più che una lista. Molto più dettagliata e ricca di informazioni, non soltanto sui vescovi, è invece la sezione successiva, particolarità che la rende una fonte estremamente preziosa per ricostruire la storia della Napoli altomedievale.  
18,00

Italian Carolingian Historical Texts

di Luigi Andrea Berto

editore: Pisa University Press

pagine: 144

When Charlemagne conquered the Lombard kingdom in 774, Italy became part of a vast dominion that encompassed most of Western Europe. For the first time since the disintegration of the Roman Empire, this part of the European continent was united again and a renewed sense of unity found expression in various realms of life, from economy to culture. Italy wasno longer the center of political power, as it had been during the Roman Empire. But the fact that the pope, the head of all western Christendom, resided in Rome, and that the Italian peninsula was still one of the richest areas in Europe ensured that Italy was not considered a region of secondary importance in the context of the new empire. The four texts that are brought together in this volume—the only two chronicles written in Carolingian Italy and two short historical works in verse—give us a glimpse of Carolingian rule in Italy. The different contexts and dates in which these works were producedallow us to focus on various aspects of this period and to highlight the various ways Carolingianrule was remembered
18,00

Rangerio

Il Poema di Anselmo, Vescovo di Lucca

di Roberta Amari

editore: Pisa University Press

pagine: 192

Poco prima dell’anno 1100, il vescovo di Lucca Rangerio dedicò al...
15,00

Le gesta di Berengario Imperatore

Gesta Berengarii Imperatoris (X sec.)

di Matteo Taddei

editore: Pisa University Press

pagine: 128

Nei Gesta Berengarii...
10,00

Gerbert D'Aurillac (Silvestro II)

Lettere (983­997)

editore: Plus - Università di Pisa

pagine: 176

Gerbert d'Aurillac (ca
14,00

Flodoard

Annali (919-966)

editore: Plus - Università di Pisa

pagine: 76

Dal 919 al 966 Flodoard, canonico e "funzionario" della Chiesa di Reims, ebbe cura di annotare, seguendo il tradizionale model
14,00

Richer di Saint Remi

I quattro libri delle storie (888-998)

editore: Plus - Università di Pisa

pagine: 272

Richer, monaco a Saint-Remi di Reims e allievo di Gerbert d'Aurillac, negli ultimi anni del X secolo intraprese, con l'intento
16,00

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