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Saggi e studi

Una singolare militanza

Luigi Russo "comunista liberale" attraverso le sue corrispondenze

di Alessandro Volpi

editore: Pisa University Press

pagine: 324

Luigi Russo è stato uno degli studiosi di letteratura più importanti nel panorama italiano della prima metà del Novecento. Ha vissuto con estrema intensità le grandi discussioni che hanno attraversato la comunità degli intellettuali del nostro Paese, partecipando a ruvidi scontri nelle commissioni per i premi letterari e a vere e proprie battaglie campali combattute attorno a recensioni e concorsi a cattedra. Ha avuto anche un ruolo politico tutt’altro che trascurabile, in particolare in relazione al Partito comunista e al suo quotidiano, «l’Unità», durante la direzione di Pietro Ingrao. Russo è stato, in tale ottica, un “comunista indipendente che aveva le qualità e le provenienze per assolvere alla funzione di costruire una cultura politica, “popolare” e accademica al contempo, in grado di avvicinare la militanza della sinistra italiana ad una dimensione “nazionale” del comunismo. Questo è il tratto che emerge da alcune corrispondenze in larghissima parte inedite del letterato siciliano, destinato ad apparire l’interprete in parte consapevole in parte involontario delle strategie di politica culturale del partito di Togliatti impegnato nella ricerca di una vocazione maggioritaria dove far confluire un esteso patrimonio dal liberalismo, al socialismo progressista, fino ad un pezzo del cattolicesimo.
14,00

La tentazione di capire

Un ricordo di Arrigo Stara

editore: Pisa University Press

pagine: 144

Saggista brillante e acuto, Arrigo Stara ha insegnato Teoria della letteratura e Letterature comparate presso l’Università di Pisa dal 1995, dove è stato uno dei docenti più amati. Il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica lo ha ricordato dopo la sua scomparsa prematura con una giornata di studi i cui atti sono raccolti in questo volume. In una serie di Ricordi, suoi colleghi e amici come Giulia Poggi, Valerio Magrelli, Marina Breccia, Federico Bertoni, Sergio Zatti e Raffaele Donnarumma ne tracciano il profilo intellettuale; nelle Continuazioni, i suoi allievi Carmen Bonasera, Paolo Bugliani e Alice Morosi presentano ricerche che avevano avviato sotto la sua guida. Il volume è completato dalla trascrizione dell’ultima lezione seminariale tenuta da Arrigo Stara, sul personaggio letterario, e da una bibliografia a dei suoi scritti.
14,00

Francesco Bracciolini gli 'ozi' e la corte

editore: Pisa University Press

pagine: 444

 I saggi raccolti nel volume mettono a fuoco la vicenda letteraria e biografica di Francesco Bracciolini, figura poetica di spicco nel primo Seicento italiano. Il volume riunisce ricerche – avviate in occasione del convegno Francesco Bracciolini. Gli ‘ozi’ e la corte (Pisa-Pistoia, 21-22 settembre 2017) – che vedono affiancarsi prospettive disciplinari diverse: agli affondi letterari e critici si avvicendano infatti approfondimenti storico-artistici, nonché edizioni di testi inediti o difficilmente reperibili. Il libro, ricco di novità, aggiorna e integra in molte parti il profilo del poeta delineato sul finire dell’Ottocento da Michele Barbi, con la sua Notizia della vita e delle opere di Francesco Bracciolini. Introduzione di Maria Cristina Cabani
24,00

L'ultimo Svevo

Raccolta di Studi per il novantesimo della morte

editore: Pisa University Press

pagine: 176

Sono qui raccolti gli interventi presentati in occasione dell’incontro di studi tenutosi a Pisa nel novembre 2018 per il novantesimo della morte di Italo Svevo. Lo scopo è stato quello di riflettere in particolare sullo Svevo ‘famoso’, che con La coscienza di Zeno assiste finalmente al riconoscimento ufficiale del suo valore. I vari contributi contengono proposte di lettura che, a partire dalla stessa conclusione del terzo romanzo, intendono cogliere alcuni aspetti dell’ultima stagione sveviana: il percorso fatto di letture e amicizia riservato da Montale alle opere di Svevo, alla cui scoperta nell’ambiente culturale italiano il grande poeta contribuisce; l’analisi di due tra i più significativi racconti sveviani: il viaggio reale ed interiore al centro di Corto viaggio sentimentale e le componenti tematiche di Una burla riuscita; una riflessione sull’ultimo, decisivo capitolo che chiude il memoriale di Zeno; una rivalutazione dello Svevo drammaturgo colto nel grande affresco sulla vecchiaia offerto da La rigenerazione.Le acquisizioni critiche presentate, lungi dal voler chiudere un discorso, si propongono anzi di indirizzare l’attenzione della critica verso ulteriori approfondimenti sull’ultimo Svevo, senza dubbio terreno ancora molto fertile per gli studiosi.
12,00

Dalla parte di Giasone

Kaschnitz, Seghers, Pavese, e la riscrittura del mito

editore: Pisa University Press

pagine: 206

Vengono pubblicati in questo volume, per la prima volta in traduzione italiana, tre testi di Marie Luise Kaschnitz e Anna Seghers, insieme a un breve dialogo di Cesare Pavese che, come loro e negli stessi anni, ha scelto di mettere a fuoco l’ultimo segmento della vita di Giasone. Il declino e la morte dell’eroe, ignorati dalle fonti classiche e di scarso interesse anche nelle riscritture moderne, assolvono in questi testi un ruolo privilegiato e divengono la lente attraverso cui leggere la sua intera vita: sia la parabola ascendente, che lo ha portato alla conquista del vello d’oro nella remota Colchide, sia il rovinoso conflitto con Medea. Giasone ora è un sopravvissuto che ha maturato altre ordinarie esperienze fino all’età senile, e può riflettere sulla propria giovinezza e sulla svolta funesta di quegli eventi da una significativa distanza temporale. Ne emerge una meditazione complessiva sulla categoria stessa di eroismo e sulla dinamica dei rapporti con il femminile, in pagine da cui traspare l’inattesa sintonia di tre autori molto diversi per formazione e vicende biografiche. Traduzioni di Federica Tedeschi  
16,00

Lo specchio del Gulag in Francia e in Italia

La ricezione delle repressioni politiche sovietiche tra testimonianze, narrazioni, rappresentazioni culturali (1917-1937)

di Luba Jurgenson, Claudia Pieralli

editore: Pisa University Press

pagine: 434

 Studiare la ricezione delle repressioni politiche sovietiche come memoria europea significa scoprire le basi su cui poggia oggi que­sta memoria, così incerta e traballante, nonché comprendere da quali versanti si può muovere per recuperare a questa memoria il posto che le spetta all’interno della coscienza memoriale eu­ropea e, in ultima analisi, del sentire collettivo. Questo libro in­tende aprire una nuova prospettiva di indagine sul più longevo totalitarismo europeo. Si tratta di una prospettiva problematica e multidisciplinare, fondata su un assetto metodologico innovativo che ha al suo centro la ricerca e la ricomposizione della “traccia” della ricezione del Gulag nell’Occidente europeo. Si intende, così, aprire una riflessione che promuove la conoscenza di una memo­ria, quella del Gulag, come memoria identitaria europea; una me­moria che stia al fianco di altre memorie del male, ufficializzate e certificate da istituzioni e tribunali internazionali, come la Shoah o il genocidio degli armeni
25,00

ADAMČIK

Un eroe neorealista nella Russia sovietica

di RID GRAČËV

editore: Pisa University Press

pagine: 104

Rid Gračëv (1935-2004), prosatore, poeta e saggista, agli inizi de­gli anni Sessanta è una delle grandi promesse della letteratura di Leningrado. Vera Panova lo celebra come il più brillante auto­re della nuova generazione. I contemporanei, tra cui Andrej Bi­tov, Iosif Brodskij e Sergej Dovlatov ne riconoscono l’indiscusso talento, ma la sua consacrazione a metà anni Sessanta è vani­ficata da due forze ineffabili: la censura e la pazzia. Adamčik è il suo testo narrativo più emblematico. Non sarà mai pubblica­to in URSS. Scritto nel 1962, è una rivisitazione neorealista del “piccolo uomo” di tradizione pietroburghese, un “piccolo Ada­mo” calato in una sovietica quotidianità operaia e alienante. Per Rid Gračëv la nevrosi esistenziale dei suoi eroi-Sisifo muterà presto in psicosi personale. La sua parabola letteraria, dissoltasi nell’anonimato, merita di essere riscoperta, dando voce qui a una delle pagine meno note e più originali della narrativa russa del secondo Novecento
12,00

Il mestiere di vedere

Introduzione al fotogiornalismo

di Neri Fadigati

editore: Pisa University Press

pagine: 208

Il ruolo centrale avuto dalla fotografi a negli anni d’oro della grande stampa periodica. Le vite di alcuni testimoni della storia del ’900 come R. Capa, W.E. Smith, M. Bourke-White. L’importanza del lavoro del fotografo, che senza mettersi in mostra fa vedere la realtà, introducendo un “commento”, un valore aggiunto per l’informazione giornalistica. Infine alcuni consigli pratici di solito non reperibili sui manuali. È questo il contenuto del volume, primo tentativo di organizzazione sistematica di una materia finora poco approfondita sul piano teorico. Senza dare risposte definitive il libro si propone di fornire gli strumenti necessari per avvicinarsi alla tecnica che promette di conservare certezze, ma si rivela sfuggente come la luce che gli dà forma. E di sgombrare il campo dagli equivoci che l’hanno accompagnata nel corso della sua breve storia.
15,00

Franz Liszt a Pisa

Alle radici del recital pianistico tra suggestioni pittoriche e letterarie

di Mariateresa Storino

editore: Pisa University Press

pagine: 140

L’atto di nascita del recital pianistico moderno si registra ufficial­mente il 9 giugno 1840 a Londra con un concerto di Franz Liszt. Il pianista tuttavia si era già esibito in «soliloqui musicali» duran­te la permanenza in Italia. Questo volume ricostruisce uno spaccato dei giorni trascorsi da Liszt e da Marie d’Agoult a Pisa e a San Rossore nel 1839 con documenti inediti che attestano sia l’esperienza di un concerto solistico a pagamento – che rivede il percorso cronologico e geo­grafico di definizione del recital –, sia la ricchezza di scambi con l’intellettualità italiana e non: il marchese Cesare Boccella, il let­terato Giovanni Rosini, l’abate Gerbet. L’approfondimento di questo quadro parte dalle vicende biogra­fiche per estendersi al pensiero creativo di Liszt: è a Pisa che il compositore, sull’onda della suggestione del Trionfo della Morte di Buffalmacco, progetta il Totentanz; è a San Rossore che si esprime sull’inscindibile legame tra le arti e abbozza opere che divente­ranno capisaldi del suo catalogo (Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra, Fragment dantesque).  
15,00

La nueva evangelización

Estrategias y recursos de cortesía en los discursos ante autoridades del papa Francisco en sus viajes apostólicos a países hispanohablantes (2015-2017)

di Antonio Carrasco Santana

editore: Pisa University Press

pagine: 64

La doble condición del papa como cabeza visible de la Iglesia católica y jefe de Estado del Vaticano hacen de él un personaje público de enorme relevancia internacional, cuya infl uencia está fuera de toda duda. Todas sus manifestaciones, por tanto, son escuchadas con suma atención, pues, en buena medida, conforman la imagen que millones de personas se forman de los destinatarios a los que alude en ellos, por un lado, y de la propia Iglesia, por el otro. Esta doble representatividad del papa, no obstante, está naturalmente subordinada a su función primordial: la evangelización. Sus discursos han de dar a conocer el mensaje cristiano con el objetivo de transformar la sociedad siguiendo el ejemplo de Jesucristo. Por tanto, han de ser discursos eminentemente atractivos y persuasivos, por su intención, diplomáticos, por el equilibrio entre las imágenes que requiere su efectividad, y benéfi cos, por su naturaleza. El enfoque propio de la pragmática lingü.stica desde la óptica social -como el que se adopta en este trabajo de análisis de buena parte de los discursos realizados ante las autoridades de los países hispanohablantes visitados por el papa en sus viajes apostólicos- permite desentraĖar, de un modo adecuado, qué estrategias y recursos de cortesía pone el pontífi ce al servicio de estas tres “obligaciones” discursivas.
8,00

Leggenda Dantesca

di Charents Eghishe

editore: Pisa University Press

pagine: 76

Cadevano a mille, fi le su fi le / ringhiando simili a bestie feroci. Ma schiere copiose, dense e infi nite / si riversavano verso di noi… … E cadevano imperdibili amici. / E ci chiamavano un’ultima volta…   Autunno 1915, alture intorno al grande lago Van nell’Anatolia orientale. Un corpo di volontari armeni si fa incontro alle colonne curde scagliate dagli ottomani alla caccia delle popolazioni armene, nel tentativo disperato di arrestarne l’avanzata. Tra di essi il giovanissimo Çharents, colmo di entusiasmo e di ideali destinati ad infrangersi sul campo di battaglia. Da quella tragica esperienza scaturisce l’anno seguente la Leggenda Dantesca, un poema epico e desolato che esplicitamente nel titolo allude all’Inferno di Dante. Una testimonianza diretta e crudissima delle devastazioni e degli eccidi di cento anni fa che portarono all’Olocausto Armeno, la prima campagna di sterminio su larga scala del ’900. Quello che gli Armeni di oggi chiamano Metz Yeghern (ՄեծԵղեռն, il Grande Male). Prefazione e traduzione italiana di Alfonso Pompella con Anush Torunyan. Introduzione di Stefano Garzonio.
10,00
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Un formalista sui generis: Boris Jarcho

e la sua scienza esatta della letteratura

di Cinzia Cadamagnani

editore: Pisa University Press

Il presente volume intende approfondire la figura di uno dei massimi rappresentanti del “Circolo linguistico di Mosca&rd
13,99
Pdf

La resistenza estetica in musica

Esempi e riflessioni

di Giovanni Guanti

editore: Pisa University Press

  Questo volume raccoglie undici contributi che, da differenti punti di vista (estetico-filosofico, storico-musicologico,
13,99
Pdf

Introduction to ellipsis in English texts and discourse

A descriptive study

di Veronica Bonsignori

editore: Pisa University Press

Ellipsis is a form of syntactic reduction that is pervasive in both written and oral communication
7,49

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