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Saggi e studi

Leggenda Dantesca

di Charents Eghishe

editore: Pisa University Press

pagine: 76

Cadevano a mille, fi le su fi le / ringhiando simili a bestie feroci. Ma schiere copiose, dense e infi nite / si riversavano verso di noi… … E cadevano imperdibili amici. / E ci chiamavano un’ultima volta…   Autunno 1915, alture intorno al grande lago Van nell’Anatolia orientale. Un corpo di volontari armeni si fa incontro alle colonne curde scagliate dagli ottomani alla caccia delle popolazioni armene, nel tentativo disperato di arrestarne l’avanzata. Tra di essi il giovanissimo Çharents, colmo di entusiasmo e di ideali destinati ad infrangersi sul campo di battaglia. Da quella tragica esperienza scaturisce l’anno seguente la Leggenda Dantesca, un poema epico e desolato che esplicitamente nel titolo allude all’Inferno di Dante. Una testimonianza diretta e crudissima delle devastazioni e degli eccidi di cento anni fa che portarono all’Olocausto Armeno, la prima campagna di sterminio su larga scala del ’900. Quello che gli Armeni di oggi chiamano Metz Yeghern (ՄեծԵղեռն, il Grande Male). Prefazione e traduzione italiana di Alfonso Pompella con Anush Torunyan. Introduzione di Stefano Garzonio.
10,00
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Un formalista sui generis: Boris Jarcho

e la sua scienza esatta della letteratura

di Cinzia Cadamagnani

editore: Pisa University Press

Il presente volume intende approfondire la figura di uno dei massimi rappresentanti del “Circolo linguistico di Mosca&rd
13,99
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La resistenza estetica in musica

Esempi e riflessioni

di Giovanni Guanti

editore: Pisa University Press

  Questo volume raccoglie undici contributi che, da differenti punti di vista (estetico-filosofico, storico-musicologico,
13,99
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Introduction to ellipsis in English texts and discourse

A descriptive study

di Veronica Bonsignori

editore: Pisa University Press

Ellipsis is a form of syntactic reduction that is pervasive in both written and oral communication
7,49

La resistenza estetica in musica

Esempi e riflessioni

editore: Pisa University Press

pagine: 144

  Questo volume raccoglie undici contributi che, da differenti punti di vista (estetico-filosofico, storico-musicologico, compositivo e giuridico) effettuano una ricognizione preliminare del concetto e delle pratiche di resistenza estetica, con particolare (sebbene non esclusiva) attenzione alla sfera musicale. In essa, e attorno a essa, sono andate raccogliendosi tanto le molteplici, sorprendenti manovre degli artisti per continuare a osare a dispetto di un presente dato come immodificabile, quanto le ponderate ragioni dei pensatori che invitano, appunto, a contrapporre una perseverante opposizione alla “vetrinizzazione mass-mediatica” di qualsiasi forma di espressione artistica. Pensare che ci possa essere qualcos'altro per cui vale ancora la pena lottare è, tuttavia, una scommessa non alla portata di tutti; men che meno, di chi si è già arreso allo stolido assioma “uno vale uno”. Con i contributi di: D. Bucino, A.S. D’Aversa, L.V. Distaso, A. Giovannucci, G. Guanti, L. Lombardi Vallauri, S. Lombardi Vallauri, M.G. Scapucci, F. Solitario, F. Ragni, S. Zurletti
18,00

Introduction to ellipsis in English texts and discourse

A descriptive study

di Veronica Bonsignori

editore: Pisa University Press

pagine: 96

Ellipsis is a form of syntactic reduction that is pervasive in both written and oral communication. It has been widely studied from different perspectives, and therefore its definition has always been quite problematic. The present work attempts to define this phenomenon in the English language. An account of the different types of ellipsis is provided, by drawing a classification with examples for each category, and three main approaches for its interpretation are outlined, i.e., text linguistics, psycholinguistics, and pragmatics. The final chapter investigates the use of the different types of ellipsis in English written and spoken texts, e.g., novels, film scripts, research articles, excerpts from diaries, recipes, newspaper headlines, advertisements, transcriptions of face-to-face conversation, etc., within the frame of textual linguistics, in order to shed some light on the different functions it may perform across genres and text types.    
11,00

Edito, inedito, riedito

editore: Pisa University Press

pagine: 368

Il volume raccoglie una selezione di saggi di italianistica frutto dei lavori dell’XI Congresso degli Italianisti Scandinavi (Università del Dalarna –Svezia, 9-11 giugno 2016). Il congresso rappresenta, con cadenza triennale, il principale luogo di confronto degli italianisti di Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda. In questa occasione si è voluto, inoltre, ampliare e arricchire il dibattito scientifico aprendo la partecipazione a studiosi di altri paesi europei. Tema dell’incontro è stato l’edizione di testi inediti o editi e le loro riedizioni, anche attraverso i moderni metodi digitali o grazie alla traduzione in altre lin­gue. Testimonianza dell’ampia e vitale attività di ricercatori in Italianistica in Scandinavia e delle vivaci collaborazioni degli italianisti in Europa, i ventisette contributi qui raccolti spaziano dalla linguistica alla letteratura, dalla storia e cultura italiana alla traduttologia e didattica dell’italiano, coprendo un ampio spazio cronologico da Dante ai giorni nostri
24,00

M. Ju. Lermontov e la nostalgia libertina

di Alessandra Carbone

editore: Pisa University Press

pagine: 172

Il volume presenta uno studio dell’opera e della vita del celebre scrittore russo M. Ju. Lermontov (1814 - 1841) in relazione ad alcuni motivi correlati alla prosa libertina francese della fine del XVIII sec. e, in particolare, al romanzo di P.A.F. Choderlos de Laclos “Les liaisons dangereuses”. Inserite in un contesto storico e culturale naturalmente ben diverso rispetto a quello della Francia pre-rivoluzionaria, alcune opere di Lermontov infatti, - dal romanzo “Un eroe del nostro tempo”, al dramma “Maskarad” (Un ballo in maschera) sin’anche ad alcuni esperimenti letterari degli anni 1835-1836 - presentano analogie e riprese stilistiche di motivi della prosa libertina francese, nonché vere e proprie citazioni “laclosiane”. Interrogandosi su tali aspetti intertestuali e interculturali l’autrice estende la sua ricerca anche ad uno primo studio della ricezione delle “Liaisons dangereuses” in Russia, e della prima traduzione russa del celebre “romanzo libertino per eccellenza”, realizzata a San Pietroburgo nel 1804-1805.
17,00

Dat dy man in alla landen fry was

Studi filologici in onore di Giulio Garuti Simone di Cesare

editore: Pisa University Press

pagine: 176

Il volume comprende otto saggi concernenti vari aspetti della cultura germanica, partendo dall’Alto Medioevo fi no ad arrivare alla sua ricezione moderna. Tra questi spiccano due contributi squisitamente linguistico-lessicografi ci, collegati ad aspetti quotidiani del Medioevo – come il lessico dell’abbigliamento – o alle ultime vestigia di un antico dialetto tedesco meridionale miracolosamente conservatosi in un’area italiana del Nord-Est, integrati da un’analisi del significato, non solo linguistico, di una tradizione del tutto peculiare come quella degli antichi Frisoni. All’area letteraria e lessicografica anglosassone si richiamano invece altri due lavori, il primo dedicato al mistero di alcuni caratteri runici inseriti in forma di messaggio ‘segreto’ all’interno di un poemetto elegiaco, prodotto tipico dell’ambiente monastico inglese antico, e il secondo imperniato sul grande poema Beowulf, in particolare sul rapporto tra canone poetico e patrimonio lessicale a disposizione degli antichi cantori. Chiudono la raccolta tre saggi dedicati allo sfruttamento ideologico delle antichità germaniche, analizzate attraverso la ricezione del mito dei Germani (nell’epoca dell’Umanesimo tedesco riformato), della materia nibelungico-volsungica (in epoca guglielmina) e degli aspetti ‘politici’ del poema alto tedesco medio Herzog Ernst (fi ne sec. XII), nel teatro della ex DDR.
16,00

The Earliest Production of Aegean-Type Pottery in Cyprus

di Giampaolo Graziadio

editore: Pisa University Press

pagine: 144

According to the basic Furumak’s classification, the three-handled jars which are the primary focus of this study correspond to FS 46 and FS 47. The outstanding  feature of the shape of these small jars (less 20 cm. in height) is the conical or biconical body, sometimes with a rather angular shoulder. Probably used as ointment containers, these three-handled jars were relatively common in Cypriot tombs, especially at Enkomi. Most  specimens found during the early excavations in Cyprus were stored in Cypriot museums, in the British Museum and in Medelhavsmuseet in Stockholm, but there are also single examples said to be from Cyprus in many European or extra-European museums, although the exact place of their discovery is often unknown. No small jars of these shapes have been found in the Aegean, but a few three-handled jars FS 46 and FS 47 have been reported from Levantine sites which had contacts with Cyprus. They have traditionally been considered in the background of the general development of Mycenaean pottery, especially of the LH IIIA2 piriform jars. Since past times particular attention was sometimes paid to some three-handled jars FS 47, especially those with particular decorations, but, despite the interest in these vases, no comprehensive study of the three-handled jars FS 46 and 47 has been carried out so far. This study aims to fill in these gaps. Therefore, the morphological differences between these small jars, their decorative repertoire and, as far as possible, their find contexts have been discussed in this book. As a result of this study it is possible to state that the three-handled jars related to Furumark’s shapes 46 and 47, dating to 14th century BC, were the earliest Aegean-type vases produced in Cyprus. Moreover, some selected examples have been analyzed with the employment of the pRXF technique and analysis results suggest they were of Cypriot production, therefore being largely in accordance with macroscopic examinations of the individual specimens.  
16,00

Szymborska, la gioia di leggere

Lettori, poeti, critici

di Donatella Bremer, Giovanna Tomassucci

editore: Pisa University Press

pagine: 160

In Italia, paese in cui molti scrivono poesie, ma pochissimi le leggono, Szymborska piace. Da questa semplice, perfino banale constatazione, è nato il progetto di questo libro. Nobel per la Letteratura 1996, nel nostro paese la poetessa polacca ha conquistato decine di migliaia di lettori. A tutt’oggi i suoi versi e la sua figura vengono frequentemente citati sulla stampa, alla radio e alla TV, in canzoni e spettacoli teatrali, graphic novel e centinaia di siti web, blog e video. Una simile popolarità ha spinto la critica a percepire questa “presa” sui lettori come una salutare reazione ai vizi di certa nostra poesia. In questa raccolta di saggi, la prima dedicata in Italia all’opera della poetessa polacca, ci si è interrogati su quali siano gli elementi propulsivi di questo consenso condiviso e sul perché la poesia di Szymborska, malgrado, o forse proprio a causa della fama di autrice non complessa, in Italia abbia finora stimolato scarse letture critiche. Ben lontani da un generico e corale applauso, i contributi qui raccolti sono vari per punto di vista e valutazione, dimostrando quanto possa essere personale, perfino imprevedibile e labirintica la lettura della poesia di Szymborska. Accanto a un intervento del traduttore di Szymborska Pietro Marchesani, vengono proposti ai lettori anche due inediti della poetessa: in copertina un collage “italiano” ispirato alla Torre di Pisa, in appendice una poesia del 1985, mai apparsa in Italia, Dialettica e Arte. Con i contributi di: Alfonso Berardinelli, Donatella Bremer, Anna Maria Carpi, Alba Donati, Paolo Febbraro, Roberto Galaverni, Ewa Lipska, Pietro Marchesani, Jaroslaw Mikolajeski, Laura Novati, Michal Rusinek, Giovanna Tomassucci 
15,00

Il profilo stilistico del testo

Guida al confronto intertestuale e interculturale (tedesco e italiano)

di Marina Foschi

editore: Pisa University Press

pagine: 232

Il volume presenta un approcio descrittivo allo stile del testo, letterario e non letterario. La base teorica proviene da una visione a largo raggio sugli studi stilistici che, partendo dalla retorica antica, arriva a considerare con particolare attenzione gli sviluppi più recenti di scuola tedesca: la stilistica testuale (Textstilistik) e la testologia contrastiva (kontrastive Textologie). Ne deriva un'accezione di stile come fenomeno sociale e culturale, il cui profilo è rilevabile nelle strutture formali e pragmatiche del testo grazie a un confronto intertestuale mediato da istanze adeguate. Le tecniche e categorie presentate riassumono i maggiori risultati della linguistica testuale di scuola tedesca, senza tralasciare lo strumentario retorico tradizionale. Pur rivolgendosi in particolare a un pubblico di studenti e studiosi di germanistica e DaF, l'analisi stilistica presentata nel volume può adattarsi a ogni lingua e cultura, gli esempi prodotti facilmente sostituibili con testi equivalenti in italiano o altre lingue.
14,00

L'"ebreo" nella letteratura inglese medievale

di Enrico Giaccherini

editore: Pisa University Press

pagine: 208

Chimere”, fantasie irrazionali disancorate dalla realtà verificabile, è il termine con il quale agli inizi degli anni ’90 lo storico canadese Gavin Langmuir definì le rappresentazioni degli ebrei cristallizzate nell’immaginario comune dell’Europa medievale e cristiana. Ecco perché anche quella elaborata in una manciata di testi della narrativa e della drammaturgia medioinglesi soprattutto fra XIV e XV secolo non è una rappresentazione letteraria degli, o di, ebrei nell’Inghilterra del tempo, ma dell’“Ebreo”: una chimera, appunto, una creatura fantastica appartenente allo spazio del  mito piuttosto che a quello del reale.Privilegiando, pur senza rinunciare alla indispensabile contestualizzazione “culturale”, l’analisi testuale e letteraria, questa indagine si rivolge in particolare a quelle opere che, sempre nell’ottica del cristianesimo imperante, collocano l’“Ebreo”, nelle sue varie declinazioni, al centro dell’invenzione tematica, con esiti talora sorprendenti. Dopo aver passato in rassegna le sporadiche allusioni presenti nel macrotesto del maggiore autore del medioevo inglese, Geoffrey Chaucer, lo studio affronta quindi in modo specifico i rari testi esemplari di questa tradizione. Se il più celebre di questi è, dello stesso Chaucer, il Prioress’s Tale, o “Racconto della Priora”, dai Canterbury Tales, gli altri appartengono invece al genere del romance storico e a quello teatrale dei miracle plays; in quest’ultimo caso, in particolare, il testo inglese viene messo a confronto con coeve rappresentazioni italiane e francesi che inscenano il medesimo mito della profanazione giudaica dell’ostia consacrata.  
18,00

Análisis y comparacíon de las lenguas desde la perspectiva de la enunciación

editore: Pisa University Press

pagine: 208

Un grupo de lingüistas y profesores de ELE funda en 2012 la Asociación Internacional de Gramática de la Enunciación (A.I.GrE). Este volumen surge a partir del trabajo realizado en el primer congreso de la Asociación dedicado a desentrañar la relación entre lo que interpretamos y lo codificado por la lengua. En la mayoría de los artículos aquí presentados se intenta identificar en una amplia variedad de ámbitos la aportación efectiva del sistema lingüístico a la construcción del sentido, explorando los aspectos metalingüísticos de la interacción a través del análisis de los vínculos que el enunciador establece con su enunciación. Se presenta el marco teórico de la gramática meta-operacional, el enfoque en el que se mueve mayoritariamente el grupo. Además del aprendizaje contrastivo de la fonética y el análisis de la posición sintáctica de los pronombres en las perífrasis, se abordan problemas de traducción y la relacíon entre il contexto y algunas formas verbales. Asimismo se aplica la teoría metaoperacional al estudio de los marcadores del discurso y se describen problemas que plantea el contraste de lenguas afines en antiguas descripciones gramaticales. En todos los capítulos los autores lanzan propuestas novedosas y sugerentes sobre el funcionamiento de la dimensión  metalingüística de las lenguas.
20,00

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