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Presentazione "Leggenda Dantesca" Più Libri Più Liberi

Dove

Roma Convention Center – La Nuvola, Viale Asia 40 Roma

Quando

venerdì 7 dicembre 2018
dalle 18.30 alle 19.30
Il volume "Leggenda Dantesca" di Eghishe Charents, tradotto da Alfonso Pompella e Anush Torunyan verrà presentato a Più Libri Più Liberi venerdì 7 dicembre 2018.
Sala Nettuno
Venerdì 7 dicembre 2018
ore 18:30


Il volume "Leggenda Dantesca" di Eghishe Charents, tradotto da Alfonso Pompella e Anush Torunyan ed edito da Pisa University Press verrà presentato all'evento Più Libri Più Liberi a Roma.

Si tratta della prima traduzione italiana del poemetto scritto dal giovanissimo Eghishe Charents, il poeta nazionale per eccellenza dell'Armenia moderna.

INTERVENGONO:
Marcello Flores (Milano)
Matthew Spender (Siena)
Luca Verdone (Roma)

MODERA:
Stefano Garzonio

A cura di Pisa University Press
Prima traduzione italiana del poemetto scritto dal giovanissimo Eghishe 


In allegato il comunicato stampa della presentazione.
Leggenda Dantesca
Charents Eghishe
Cadevano a mille, fi le su fi le / ringhiando simili a bestie feroci. Ma schiere copiose, dense e infi nite / si riversavano verso di noi… … E cadevano imperdibili amici. / E ci chiamavano un’ultima volta…   Autunno 1915, alture intorno al grande lago Van nell’Anatolia orientale. Un corpo di volontari armeni si fa incontro alle colonne curde scagliate dagli ottomani alla caccia delle popolazioni armene, nel tentativo disperato di arrestarne l’avanzata. Tra di essi il giovanissimo Çharents, colmo di entusiasmo e di ideali destinati ad infrangersi sul campo di battaglia. Da quella tragica esperienza scaturisce l’anno seguente la Leggenda Dantesca, un poema epico e desolato che esplicitamente nel titolo allude all’Inferno di Dante. Una testimonianza diretta e crudissima delle devastazioni e degli eccidi di cento anni fa che portarono all’Olocausto Armeno, la prima campagna di sterminio su larga scala del ’900. Quello che gli Armeni di oggi chiamano Metz Yeghern (ՄեծԵղեռն, il Grande Male). Prefazione e traduzione italiana di Alfonso Pompella con Anush Torunyan. Introduzione di Stefano Garzonio.


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