Il tuo browser non supporta JavaScript!
0

Attenzione, controllare i dati.

Presentazione volume "Figure del dono"

Quando

giovedì 14 maggio 2015
dalle 15.30 alle 18.00
Presentazione del volume "Figure del Dono" giovedì 14 Maggio alle ore 15,30 presso l'aula Marmi dell'Accademia di Belle arti ci Carrara

Dal prossimo 16 Aprile fino all’11 Giugno, l’Accademia di Belle Arti di Carrara (http//accademiacarrara.it) ospiterà un Ciclo di incontri con Artisti, autori e personalità della cultura a cura di Gaia Bindi. L’evento fa parte delle numerose manifestazioni che coinvolgeranno l’Accademia e la città di Carrara in occasione dell’Open Day 2015.

Nell’ambito di tale iniziativa, Mercoledì 20 maggio alle ore 15.30 presso l’Aula Marmi dell’Accademia di Belle Arti di Carrara (Via Roma 1- Carrara, MS) si terrà la presentazione del volume:

Figure del dono. Dispendio, reciprocità e impegno nella pratica artistica contemporanea
                                                  di Gianni Pozzi 
                                           (Pisa University Press, 2014)

Saluto della direttrice Lucilla Meloni
Sarà presente l’Autore
Introduce Gaia Bindi

 

Da Joseph Beuys a Marina Abramović, da Alberto Garutti a Mario Mariotti, artisti e scenari internazionali ma anche riferimenti al contesto toscano, in particolare fiorentino, in "Figure del dono. Dispendio, reciprocità e impegno nella pratica artistica contemporanea", il nuovo saggio di Gianni Pozzi, coordinatore della Scuola di Pittura e insegnante di Storia dell'arte contemporanea all'Accademia di Belle Arti di Firenze.

 

Il saggio di Gianni Pozzi dedica grande attenzione a strutture e ricerche artistiche dell’area fiorentina, confrontandole – spesso per la prima volta - con analoghe esperienze internazionali.

 Il caso più eclatante è quello di Mario Mariotti, inventore, nella Firenze degli anni ’80 e ’90 di alcune grandiose feste urbane  all’insegna di una precisa idea di arte come gioco e festa feconda, dono e condivisione (in Piazza Santo Spirito, nel tratto dell’Arno davanti agli Uffizi, alla pescaia di Santa Rosa…). Di Mariotti, i cui archivi sono stati recentemente donati al Centro Pecci, si recupera qui un pezzo di gioventù con le  inedite testimonianze della sua carriera di studente all’Accademia di Belle Arti negli anni ’60 (paradossalmente scarso in Storia dell’Arte), ma soprattutto se ne pone il lavoro in confronto con l’opera di altri artisti ugualmente impegnati sul fronte della relazionalità.

 Da Rirkrit Tiravanija, famoso per offrire cene taj, creare zone di sosta per i visitatori di qualche Biennale o per la realizzazione di una sorta di “comune” d’artisti ecologica e autosufficiente in Tailandia, fino a Pino Pascali o Mario Ceroli.

 Così come il celebre e gigantesco NO che Mariotti voleva proiettare dal Forte Belvedere sulla cupola del Duomo nel ’72, per invitare a dire NO al referendum che nel ’74 voleva abolire la legge sul divorzio, viene messo in collegamento con l’ altro grandissimo NO che Santiago Sierra fa girare su un furgone in giro per il mondo.

 C’è Mario Mariotti in questo studio sul dono, ma ci sono anche le operazioni del livornese Michelangelo Consani a EX 3 nel 2010: tre bici che producono elettricità e una complessa riflessione su sfruttati e sfruttatori, come ci sono le realizzazioni di Alberto Garutti a Peccioli nel pisano e a Colle Val d’Elsa nel senese (il restauro dei teatri locali come opera d’arte ), le varie strutture fiorentine, dalla Strozzina a Lo Schermo dell’Arte al Museo Pecci, insieme a gallerie, critici e curatori.

 Per la prima volta dunque una inedita chiave di lettura permette di recuperare  un pezzo della più recente esperienza artistica fiorentina mettendola in collegamento con analoghe ricerche internazionali.

 “Figure del dono” è una rilettura nell'ottica del dono di alcune pratiche dell'arte contemporanea: condivisione, impegno, sacrificio o dispendio nell'anonimato.

Del resto grande è stata nel '900 l'attenzione al tema del dono visto come gesto costitutivo di un legame e quindi di una comunità in opposizione anche agli effetti disgreganti di un economicismo sempre più pervasivo.

 Il libro fa parte di "Connessioni", una collana di saggi monografici e miscellanee promossa dall'Accademia di Belle Arti di Firenze in collaborazione con la Pisa University Press con l'intento di creare, appunto, connessioni tra i diversi saperi che ruotano intorno alla cultura visiva, finalizzandone i risultati in particolar modo a una didattica adeguata e aggiornata.

 Il progetto grafico della collana è a cura del Laboratorio di Grafica del Biennio specialistico in Arti visive e nuovi linguaggi espressivi dell'Accademia fiorentina condotto da Paolo Parisi e Maurizio Di Lella.

 

Tutti gli incontri sono aperti al pubblico e si svolgono nell’Aula Marmi.

 

 

Figure del dono
Dispendio, reciprocità e impegno nella pratica artistica contemporanea
Gianni Pozzi
  La celebre performance del 1965 nella quale Beuys racconta la storia dell’arte a una lepre morta che tiene amorosamente in braccio;  l’altra, dieci anni dopo, dove Marina Abramovic si offre a un pubblico autorizzato a fare di lei ciò che vorrà. E poi i mucchi di caramelle di Gonzalez-Torres, pari al peso del corpo dell’artista, a disposizione di chiunque e le grandiose feste urbane di un meno noto artista fiorentino, Mariotti. E ancora,  Alfred Jaar che raccoglie fondi per associazioni benefiche, Garutti che installa invece montagne di semi per gli uccelli o Zhang Huan che come un Buddha pietoso offre il proprio corpo agli insetti. E’ questo,  insieme ai tantissimi altri casi,  il materiale  – corpo vivo di un preciso modo di operare - che permette all’autore di riconsiderare nell’ottica nuova del dono alcune pratiche dell’arte contemporanea. Gesto costitutivo di un legame e quindi di una comunità, il dono permette infatti di riunire atteggiamenti spesso separati di questo agire: relazionalità, impegno sociale e ambientale, gioco, festa e partecipazione al sistema di scambio della rete. Ma permette anche di stabilire, in un confronto serrato tra arte, filosofia e antropologia, inedite connessioni tra l’artista e il filosofo; due figure che proprio all’interno di questa comunità ideale, sfuggente per parodia o opposizione alle logiche del modo senza grazia dell’utilitarismo, trovano spazio. Con una Postfazione di Sergio Givone


Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con un asterisco*
Captcha errato

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.