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Gundula Rakowwitz

Gundula Rakowwitz
autore
Pisa University Press

Gundula Rakowitz, Professore associato presso l’Università Iuav di Venezia, Architetto, Dottore di Ricerca, Membro del Consiglio del curriculum in Composizione architettonica della Scuola di dottorato Iuav. La sua ricerca è attualmente rivolta al tema della Wunderkammer e del Lusthaus come sistema di mise en abîme e al tema dello Zwischenraum nel suo carattere pluriscalare. Recenti pubblicazioni: Gianugo Polesello. Dai Quaderni (2015); Tradizione Traduzione Tradimento in Johann Bernhard Fischer von Erlach (2016); Entwurff einer historischen Architectur - Progetto di un Architettura istorica. Johann Bernhard Fischer von Erlach (2016); Ricostruzione Inventario Progetto/Recostruction Inventory Project (cura con C. Torricelli, 2018). Ha collaborato alle ultime opere di Gianugo Polesello, il Casel­lo autostradale di Padova est e il progetto della Libellula.

Libri dell'autore

Architetture per metropoli/Architectures for Metropolis

Ivan Leonidov/Gianugo Polesello

di Luca Lanini, Gundula Rakowwitz

editore: Pisa University Press

pagine: 260

Cosa lega due personaggi diversissimi come Ivan Leonidov e Gianugo Polesello, provenienti da contesti culturali e storici incommensurabili? Crediamo che sostanzialmente questi due maestri siano legati dall’operare secondo un unico principio: che architettura e città siano un’entità inscindibile, un’unica grande opera d’arte nella quale è indistinguibile il ruolo dei manufatti, da quello della geografia e del paesaggio, da quello delle infrastrutture che connotano le metropoli moderne, e la loro Großstadtarchitektur. La città si costruisce attraverso quelle architetture che assumono un nuovo ruolo per scala, dimensione, linguaggio e per il valore teatrale che assumono nella forma generale della città. La costruzione dell’architettura e le sue tecniche hanno anche un valore civile, di messa in scena dei valori positivi di una società. A noi sembra tuttavia che in realtà il legame più profondo che unisce queste due personalità sia l’assoluta fiducia nel potere trasformativo dell’architettura. Una fiducia mai venuta meno: per Leonidov neanche negli anni bui dello Stalinismo, quando l’enfant prodige dell’architettura sovietica viene relegato in una posizione di assoluta subalternità; per Polesello quando rifiuta una professionalità compromessa per dedicarsi a progetti teorici svolti per lo più in ambito accademico. Una fiducia nel fatto che quei progetti, in quanto risposte me­ditate e in fondo definitive sulle questioni aperte a Mosca, Magnitogorsk, Napoli, Venezia o Danzica, diventeranno edifici e parti di città attraverso le mani di altri architetti.  
25,00
 

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