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Premio Parco Majella

PREMIO PARCO MAJELLA:

Il volume "La zoologia di Aristotele e la sua ricezione, dall'età ellenistica e romana alle culture medioevali" a cura di Maria Michela Sassi ed edito da Pisa University Press è tra i volumi finalisti.

Di seguito la lista delle OPERE e gli AUTORI FINALISTI e/o destinatari di PREMI SPECIALI della XXI Edizione del Premio Parco Majella, per la  SEZIONE B) SAGGISTICA EDITA:

• Selvaggi. Il rewilding della terra, del mare e della vita umana, George Monbiot - Piano B Edizioni
• Cose viste. Storie di uomini e altri animali., Pietro Del Re - Editori Laterza
• La via del lupo. Nella natura selvaggia dall'Appennino alle Alpi, Marco Albino Ferrari - Editori Laterza 
• Aree interne. Per una rinascita dei territori rurali e montani , a cura di Marco Marchetti, Stefano Panunzi, Rossano Pazzagli - Rubbettino Editore
• Ecologia del desiderio. Curare il pianeta senza rinunce, Antonio Cianciullo - Aboca Edizioni
• La verde bellezza. Guida ai parchi e ai giardini storici pubblici del Friuli Venezia Giulia, a cura di Giorgia Gemo e Franca Merluzzi - Forum Editrice Universitaria Udinese
La zoologia di Aristotele e la sua ricezione dall'età ellenistica e romana alle culture medievali. Atti del convegno (Pisa, 18-20 novembre 2015), a cura di Maria Michela Sassi, Elisa Coda, Giuseppe Feola - Pisa University Press



Di seguito il link del sito web:

https://www.comune.abbateggio.pe.it/Premio-Parco-Majella-1.htm

La zoologia di Aristotele e la sua ricezione, dall'età ellenistica e romana alle culture medioevali

editore: Pisa University Press

pagine: 272

Tema di questo volume, che raccoglie le relazioni della decima Settimana di formazione dottorale del Centro Interuniversitario “Incontri di Culture”, è la ricezione dell’opera zoologica di Aristotele dall’età ellenistica al tardo Medioevo. Stranamente, nella tradizione filosofica greco-romana dopo la morte di Aristotele il corpus dei suoi scritti zoologici sembra occupare un posto marginale, tanto più in quanto la Historia animalium conosce invece straordinaria fortuna nell’ambito della cultura generale (per esempio nella letteratura paradossografica e in quella fisiognomica, o nell’opera di Plinio il Vecchio). Sembra venir meno in ogni caso, dopo Aristotele, il progetto aristotelico di uno studio teorico e sistematico degli animali, che in apparenza rinasce solo nel XII secolo d.C., con il trattato De animalibus di Alberto Magno. I contributi qui raccolti dimostrano nel loro insieme che la storia non è così semplice. È anzi possibile disegnare una linea di ricezione in cui momenti e spazi innegabili di discontinuità (che nel pensiero greco si spiega con il mutare dell’agenda filosofica, evidente per esempio in area neoplatonica) procedono paralleli a un filo di continuità (solidissimo certo nel mondo arabo, ma tenuto ben teso, nel mondo romano, da un Galeno) che è quello che congiunge di fatto, attraverso l’opera di traduzione di Scoto, Aristotele all’età di Alberto Magno. Questo volume non intende certo esaurire la questione complessa della trasmissione e ricezione del corpus zoologico aristotelico, ma apre nuove vie di ricerca approfondendo autori, momenti e aspetti non usualmente valorizzati in questo orizzonte problematico.

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