L'opera si propone di dare un ordine logico a questa disciplina, come variante dell'etica adibita allo studio ed alla valutazione morale del comportamento umano, ed in particolare degli operatori sanitari, nel campo della bio-medicina, nel settore della ricerca e in quello della pratica assistenziale. Rifiutato il pluralismo bioetico, ed escluso che si possano affrontare le questioni di competenza bioetica senza conoscere la verità biologica, si sostiene la tesi per cui il giudizio morale sulla condotta in campo bio-medico debba prescindere da ogni convenienza contingente e di parte e riferirsi a valori di ordine superiore, permanenti ed immutabili, derivanti dalla legge naturale come base del ragionamento bioetico che identifica nel bene-vita il parametro di riferimento primario.
L'opera si propone di dare un ordine logico a questa disciplina, come variante dell'etica adibita allo studio ed alla valutazione morale del comportamento umano, ed in particolare degli operatori sanitari, nel campo della bio-medicina, nel settore della ricerca e in quello della pratica assistenziale. Rifiutato il pluralismo bioetico, ed escluso che si possano affrontare le questioni di competenza bioetica senza conoscere la verità biologica, si sostiene la tesi per cui il giudizio morale sulla condotta in campo bio-medico debba prescindere da ogni convenienza contingente e di parte e riferirsi a valori di ordine superiore, permanenti ed immutabili, derivanti dalla legge naturale come base del ragionamento bioetico che identifica nel bene-vita il parametro di riferimento primario.
Massimo Ermini nasce il 16 aprile del 1932 a Roma dove compie i suoi studi laureandosi in Medicina e Chirurgia nell'autunno del 1957. Trascorsi dieci anni nella scuola di Chirurgia Generale del Prof. Paride Stefanini, all'inizio dell'anno accademico 1968/69 si trasferisce a Pisa come titolare della cattedra di Patologia Speciale Chirurgica, disciplina che insegna fino all'anno accademico 1988/89 quando, a seguito della riforma dell'ordinamento della Facoltà, assume l'insegnamento della Fisiopatologia Generale che mantiene fino all'anno 2003. Dal dicembre 1997 è Direttore del Centro interdipartimentale di Bioetica dell'Università di Pisa, istituito con Decreto Rettorale nell'ottobre del medesimo anno.
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