La caduta della civiltà palaziale micenea, che parlava e scriveva un dialetto già greco, il presunto arrivo in Grecia di invasori, i Dori, che sprofondarono l'Ellade nei cosiddetti "secoli oscuri", le leggende che nacquero per spiegare, nel mito, questo evento, la nuova sistemazione linguistica e le nuove gerarchie della Grecia arcaica, sono i tratti salienti della cosiddetta "questione dorica". Il volume affronta i problemi di interpretazione storica di quest'epoca aurorale dell'antica Grecia, mettendo a confronto le ipotesi più importanti finora proposte. Servendosi di strumenti prevalentemente linguistici, senza trascurare elementi storici ed archeologici, seguendo un rigore scientifico pensando anche ai lettori non specialisti, l'Autore cerca di delineare i tratti salienti di un processo lungo e travagliato che portò alla nascita della Grecia arcaica, nel passaggio dalla scrittura sillabica di tipo egeo della lingua greca a quella alfabetica di tipo fenicio e nella trasformazione, anche simbolica, della società dalla civiltà dei palazzi micenei a quella della povli".
La caduta della civiltà palaziale micenea, che parlava e scriveva un dialetto già greco, il presunto arrivo in Grecia di invasori, i Dori, che sprofondarono l'Ellade nei cosiddetti "secoli oscuri", le leggende che nacquero per spiegare, nel mito, questo evento, la nuova sistemazione linguistica e le nuove gerarchie della Grecia arcaica, sono i tratti salienti della cosiddetta "questione dorica". Il volume affronta i problemi di interpretazione storica di quest'epoca aurorale dell'antica Grecia, mettendo a confronto le ipotesi più importanti finora proposte. Servendosi di strumenti prevalentemente linguistici, senza trascurare elementi storici ed archeologici, seguendo un rigore scientifico pensando anche ai lettori non specialisti, l'Autore cerca di delineare i tratti salienti di un processo lungo e travagliato che portò alla nascita della Grecia arcaica, nel passaggio dalla scrittura sillabica di tipo egeo della lingua greca a quella alfabetica di tipo fenicio e nella trasformazione, anche simbolica, della società dalla civiltà dei palazzi micenei a quella della povli".
Francesco Perono Cacciafoco svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Filologia classica dell'Università degli Studi di Pisa. Tra le sue pubblicazioni più recenti ricordiamo:il "Quadrato magico" dell'iscrizione di Santa Giustina di Sezzadio. Storia di un crittogramma ignorato per quasi mille anni. Pubblicazioni dell'Assessorato alla Cultura della Provincia di Alessandria, Alessandria, 2004; La radice *kar-/*kal-e due toponimi liguri. in "Iter. Ricerche fonti e immagini per un territorio" volume n. 14, anno IV, numero 2, luglio 2008, pp 13-24, La radice pre-indoeuropea *borm (>* bormo) in un idronimo ligure-piemontese, in " Iter. Ricerche fonti e immagini per un territorio", volume n. 17, anno V/ numero 2, aprile 2009, pp. 15-24.
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