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Archeologia dei Monasteri in Lunigiana

Archeologia dei Monasteri in Lunigiana
titolo Archeologia dei Monasteri in Lunigiana
sottotitolo Documenti e cultura materiale dalle origini al XII secolo
autore
argomento Scienze dell’antichità, filologico letterarie e storico artistiche Collezione accademica
editore Pisa University Press
formato Libro
pagine 192
pubblicazione 2012
ISBN 9788867410347
 

Abstract

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22,00
 
Spedito in 1 giorno lavorativo

Il volume affronta lo studio archeologico e storico del fenomeno monastico nel territorio della diocesi medievale di Luni, dalle origini al XII secolo. La Lunigiana è una terra di confine che raccoglie al suo interno un'incredibile varietà geografica: dalle scogliere ripide ed inaccessibili della Cinque Terre ai contrafforti dell'Appennino, dalle coste sabbiose della riviera lunense fino alle severe vette rocciose delle Alpi Apuane, dal golfo della Spezia alle vallate della Magra e del Vara.

Una regione storica che nella viabilità terrestre, dalla via di Monte Bardone alla via Francigena, ed in quella marittima, dal porto di Luni a quello di Portovenere, ha sempre trovato un proprio carattere identitario. Per questo alcuni capitoli rendono conto anche dei primi risultati di una ricerca sulle strade medievali tra Lunigiana orientale ed Appennino reggiano.

Dopo una breve introduzione sull'archeologia dei monasteri in Italia e in Europa ed un ampio inquadramento storico della diocesi di Luni nel Medioevo, l'autore ci guida attraverso la ricostruzione della storia di ogni singolo monastero, con il ritorno ai documenti archivistici e l'analisi della loro cultura materiale. Una realtà che si manifesta particolarmente ricca ed al tempo stesso ampiamente sconosciuta, dai precoci monasteri tardo-antichi a Luni e Portovenere, a cui si affianca il fenomeno dell'eremitismo insulare e costiero, ai cenobi longobardi spesso indiziati di fondazione regia, all'ondata dell'XI secolo tra vescovo-conte e famiglie signorili volte all'affermazione del proprio potere. Monasteri la cui realtà materiale è indagata con la lettura stratigrafica delle murature, l'analisi delle planimetrie, l'individuazione delle principali tecniche murarie, la puntuale disamina degli interventi archeologici che li hanno variamente interessati nel tempo, e per San Michele Arcangelo di Monte dei Bianchi una più dettagliata presentazione dei dati dello scavo archeologico di cui l'autore stesso è stato direttore tecnico. Particolare attenzione è posta nella ricostruzione delle differenti fasi del sito, con il fine di determinare una sequenza, una cronologia relativa, che possa in modo più razionale e scientifico confermare o smentire le tradizionali datazioni ed interpretazioni proposte in passato. Operazione che riserva non poche sorprese, dalla “scoperta” del monastero di San Pietro a Luni all'identificazione delle strutture del monastero appenninico di Linari.

Dopo aver messo a confronto tutti gli enti monastici, l'autore cerca di individuare le dinamiche politiche delle fondazioni, le evoluzioni planimetriche, i contatti commerciali, le proprietà fondiarie, il rapporto con la viabilità e con i castelli, proponendo infine un modello per il monachesimo medievale in Lunigiana.

 

Il catalogo digitale di PISA UNIVERSITY PRESS

 

 

Biografia dell'autore

Massimo Dadà

Massimo Dadà (1976), laureato in Archeologia Medievale all'Università Ca' Foscari di Venezia, è Dottore di Ricerca in Archeologia. Presso l'Università di Pisa è stato Assegnista di Ricerca, coordinando un progetto sulla viabilità medievale nell'Appennino Tosco-Emiliano, ed è attualmente cultore della materia in Metodologia della Ricerca Archeologica.

Ha partecipato e diretto scavi in molti siti archeologici, tra cui diversi monasteri medievali, e

 è autore di numerosi contributi sulla Toscana e la Liguria in età medievale e moderna.

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