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Cinzia M. Sicca

Cinzia M. Sicca
autore
Pisa University Press

Cinzia Maria Sicca è stata Fellow di Downing College, Cambridge e dal 1993 è professore associato di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Pisa. E’ stata titolare di prestigiose Visiting Fellowships (Getty Center, Center for Advanced Study in the Visual Arts at the National Gallery of Art, Washington, D.C., British Academy) e finanziamenti internazionali per progetti di ricerca. Ha creato il catalogo on-line della collezione di disegni di John Talman, e ha curato i volumi John Talman: An Early-Eighteenth-Century Connoisseur, Studies in British Art 19 (New Haven and London: Yale University Press, 2008), e The Anglo-Florentine Renaissance : Artistic Links between the Early Tudor Courts and Medicean Florence (New Haven and London: Yale University Press, 2012). E’ autrice di numerosi articoli in riviste internazionali in cui ha affrontato argomenti di storia della pittura e della scultura tra ‘500 e ‘700 e i rapporti artistici tra Italia, Inghilterra, Francia e Stati Uniti.

Titoli dell'autore

L'incontro col "diverso"

Il viaggio come scoperta dell’alterità 1600-1900

editore: Pisa University Press

pagine: 456

Il viaggio di formazione compiuto dai giovani rampolli dell’aristocrazia europea ebbe sempre nella Toscana una meta precipua, legata anche alla centralità del porto di Livorno nei commerci mediterranei. Lo stesso granduca Cosimo III aveva compiuto alla fine del Seicento un viaggio d’istruzione in Europa e a Londra, dove aveva visitato collezioni, istituzioni scientifiche, università, prefigurando l’itinerario ‘tipo’ del Grand Tour settecentesco. Il volume affronta la scoperta dell’alterità mettendo al centro dell’attenzione i viaggi degli stranieri in Toscana e dei toscani altrove tra Seicento e Novecento, ma l’ottica è quella di viaggiatori variegati ovvero mercanti, diplomatici, scienziati, artisti.
34,00

I colori del Marmo

editore: Pisa University Press

Una delle eredità più durature e consistenti della civiltà antica sono senza dubbio i marmi policromi, che confluivano a Roma da ogni provincia dell’Impero, oggetto di un continuo recupero e riutilizzo durante le epoche successive. In particolar modo, si suole far coincidere l’avvio dell’uso dei marmi ornamentali in età moderna con il pontificato di Paolo III Farnese (1534-1549), una prassi accompagnata dall’attività di eruditi e antiquari intenti nel commercio delle innumerevoli varietà riemerse durante gli scavi o recuperate dalle rovine romane. A concorrere nel definire il gusto è la scelta dei Medici di fondare nel 1588 a Firenze la Galleria dei Lavori che nel 1605 raggiunge il massimo splendore con l’avvio dei lavori di incrostazioni in marmo e pietre dure della Cappella dei Principi in San Lorenzo, luogo deputato della magnificenza e dell’autoaffermazione dei Granduchi. Su questo esempio si diffonde l’uso di commettere i marmi tra loro, dalla scala monumentale fino a quella più minuta dei piani di tavoli, scrigni e stipi ambiti dai grand tourists e doni diplomatici per eccellenza. Il presente volume intende investigare le varie declinazioni di questo fenomeno perdurante e di offrire nuove prospettive di ricerca: attraverso l’analisi delle fonti e di casi di studio specifici si delineano le dinamiche del mercato e le inflessioni del gusto in età moderna, disegnando una mappa che dall’epicentro romano si diffonde nei maggiori centri artistici italiani, da Genova, a Torino, a Napoli, fino alla lontana Inghilterra
26,00

Inventari e cataloghi

Collezionismo e stili di vita negli stati italiani di antico regime

di Cinzia M. Sicca

editore: Pisa University Press

pagine: 384

Il volume analizza da diverse angolazioni gli inventari ed i...
25,00

 

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