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Scienze dell’antichità, filologico letterarie e storico artistiche

La resistenza estetica in musica

Esempi e riflessioni

editore: Pisa University Press

pagine: 144

  Questo volume raccoglie undici contributi che, da differenti punti di vista (estetico-filosofico, storico-musicologico, compositivo e giuridico) effettuano una ricognizione preliminare del concetto e delle pratiche di resistenza estetica, con particolare (sebbene non esclusiva) attenzione alla sfera musicale. In essa, e attorno a essa, sono andate raccogliendosi tanto le molteplici, sorprendenti manovre degli artisti per continuare a osare a dispetto di un presente dato come immodificabile, quanto le ponderate ragioni dei pensatori che invitano, appunto, a contrapporre una perseverante opposizione alla “vetrinizzazione mass-mediatica” di qualsiasi forma di espressione artistica. Pensare che ci possa essere qualcos'altro per cui vale ancora la pena lottare è, tuttavia, una scommessa non alla portata di tutti; men che meno, di chi si è già arreso allo stolido assioma “uno vale uno”. Con i contributi di: D. Bucino, A.S. D’Aversa, L.V. Distaso, A. Giovannucci, G. Guanti, L. Lombardi Vallauri, S. Lombardi Vallauri, M.G. Scapucci, F. Solitario, F. Ragni, S. Zurletti
18,00

Le forme degli elementi

Isaac Abravanel e la tradizione aristotelica medievale

di Elisa Coda

editore: Pisa University Press

pagine: 208

Figura politica chiave nei regni di Portogallo, Spagna e Napoli e presso la Repubblica di Venezia, Isaac Abravanel (1438-1508) scrisse opere di varia natura, filosofiche, esegetiche e apologetiche. Epigono di un mondo che sarebbe presto scomparso, interessa gli storici della filosofia per diverse ragioni: le radici della sua formazione filosofica sono insieme medievali e rinascimentali; egli si fonda su un patrimonio di testi e dottrine ereditate dalla tradizione greco-araba e, soprattutto, sulla conoscenza della dottrine di Avicenna e al-Ġazālī e dei commenti di Averroè, ma non ignora autori della letteratura latina classica, testi della scolastica latina e della produzione letteraria del suo tempo, sia in prosa che poetici. Le forme degli elementi (Ṣurot ha-yesodot) è il primo degli scritti di Issac Abravanel. Composto in Portogallo tra il 1457 e il 1467, fu edito a stampa nel 1557. In questo breve trattato, Abravanel analizza una questione posta dagli scritti di Aristotele e ricorrente nella letteratura filosofica dell’aristotelismo medievale arabo ed ebraico, soprattutto in rapporto all’esegesi della Fisica e della Generazione e corruzione: la costituzione del mondo creato. I quattro elementi del mondo sublunare, fuoco, acqua, aria, e terra, possono essere direttamente identificati con la materia prima originaria, o bisogna piuttosto affermare che essi derivino da proprietà primitive e che siano queste ultime a precedere gli stessi elementi?
22,00

La necropoli delle Ripaie di Volterra

Le tombe di età ellenistica e romana

di Lisa Rosselli

editore: Pisa University Press

pagine: 310

Situata sul versante meridionale del colle volterrano, la necropoli delle Ripaie fu scoperta fortuitamente nella primavera del 1969 in occasione di lavori di edilizia urbana. Il volume prende in esame le testimonianze relative alla fase più tarda di occupazione di quest’area sepolcrale, che consiste in undici tombe ipogee a piccola camera a deposizione singola o doppia, scaglionate tra la prima e la tarda età ellenistica, e cinque sepolture di epoca romana imperiale, oltre ad una cospicua quantità di reperti erratici raccolti a più riprese, indizio di ulteriori se­polture presenti originariamente nella necropoli. Nonostante le strutture non siano più visibili perché obliterate dalle costruzioni moderne, l’analisi della documentazione, seppure esigua, redatta al momento dello scavo e del complesso dei materiali recuperati ha consentito di ricostruire la fisionomia della necropoli e i caratteri di quel­la parte della comunità che aveva scelto l’area delle Ripaie come luogo di sepoltura: un insieme di nuovi dati che vanno ad ampliare il quadro delle conoscenze relative alle necropoli volterrane di epoca ellenistica e romana.
30,00

Introduction to ellipsis in English texts and discourse

A descriptive study

di Veronica Bonsignori

editore: Pisa University Press

pagine: 96

Ellipsis is a form of syntactic reduction that is pervasive in both written and oral communication. It has been widely studied from different perspectives, and therefore its definition has always been quite problematic. The present work attempts to define this phenomenon in the English language. An account of the different types of ellipsis is provided, by drawing a classification with examples for each category, and three main approaches for its interpretation are outlined, i.e., text linguistics, psycholinguistics, and pragmatics. The final chapter investigates the use of the different types of ellipsis in English written and spoken texts, e.g., novels, film scripts, research articles, excerpts from diaries, recipes, newspaper headlines, advertisements, transcriptions of face-to-face conversation, etc., within the frame of textual linguistics, in order to shed some light on the different functions it may perform across genres and text types.    
11,00
Pdf

Plotino, L'immortalità dell'anima

di Plotino

editore: Pisa University Press

Fra le dottrine di Platone, l’immortalità dell’anima è sempre stata ritenuta centrale
24,99

EGITTO E VICINO ORIENTE XL 2017

Autori vari

editore: Pisa University Press

pagine: 226

In questo numero:   Gianluca Miniaci - Zawyet Sultan au Louvre: écrire l’histoire d’une site archéologique du Moyen Egypte par la collection du musée parisien  Emanuele Casini - La Valle delle Regine durante l’epoca dei Thutmosidi: alcune osservazioni sull’identità sociale dei suoi ‘ospiti’  Flora Silvano - A proposito di naoi portatili e colonnine di vetro  Rositani - Work and Wages in The Code of Hammurabi  Veronica Ariel Valenti - Potenzialità della ‘parola’ sumerica I Divenire del cosmo e divenire dell’uomo  Veronica Ariel Valenti - Potenzialità della ‘parola’ sumerica II Per un’interpretazione del Lugal-an-ki  Massimo Bernabò  - Images of Women in an Arabic Apocryphal Gospel of the year 1299  Pier Giorgio Borbone - Marāgha Mdittā Arškitā: Sysiac Christians in Marāgha under Mongol Rule  
25,00

Il figlio del cardinale di Ethel Lilian Voynich

Un romanzo sul risorgimento tra storia e mito

editore: Pisa University Press

pagine: 192

Il volume raccoglie gli atti della Giornata di studio, tenuta a Pisa il 28 maggio 2015 e dedicata a un romanzo inglese di fine Ottocento sul Risorgimento, divenuto popolarissimo in Unione Sovietica e in tutto il mondo comunista, ma ancora oggi sostanzialmente ignoto nel paese in cui la vicenda è ambientata. Pisa, Livorno, Firenze, Brisighella sono i luoghi principali di una storia che, al di là dei valori artistici, è stata e continua ad essere un vero e proprio fenomeno culturale di portata planetaria: da strumento di lotta di sinistra contro governi liberticidi si trasforma poi in arma ideologica del nuovo governo comunista dittatoriale, che perpetua il mito della rivoluzione nell’immagine dell’eroe eponimo, The Gadfly [Il Tafano] e dell’autrice Ethel Lilian Voynich (1864-1960); ciò è testimoniato soprattutto in URSS dalle innumerevoli trasposizioni di questa opera in varie forme d’arte (cinema, teatro, balletto, musical). La Giornata di studio è stata la prima occasione in ambito accademico per ragionare sulla ricezione di questo romanzo, sul suo ruolo nella formazione dell’immagine dell’Italia all’estero, nonché sulle diverse dinamiche culturali che entrano in gioco a seconda dei contesti in cui esso viene a trovarsi. Con una nota introduttiva di Stefano Garzonio.
15,00

Leopoldo Galeotti. Un notabile dell'Italia Unita

editore: Pisa University Press

pagine: 279

Leopoldo Galeotti (Pescia 1813-Firenze 1884), avvocato, pubblicista e uomo politico è stato uno dei principali rappresentanti della ‘consorteria’ toscana nell’Italia unita, una classe che portò notevoli contributi ai temi dello sviluppo economico in agricoltura, finanza, educazione e nelle istituzioni benefiche. Approdato nel primo Parlamento unito, dopo aver partecipato alle principali tappe del risorgimento politico – dalla promulgazione dello Statuto, ai Consigli generali e alla Costituente fino al moto del 1859, quando diventa segretario dell’Assemblea Toscana – Galeotti ottiene mandato dal Collegio di Pescia durante il Regno di Sardegna e quello d’Italia. Ricostruire la sua attività pubblica ha significato, in sintesi, confrontarsi con due fasi cruciali che hanno caratterizzato l’evoluzione politica e istituzionale della Toscana: quella che ha riguardato il difficile inserimento del Granducato nel processo unitario, e quella della trasformazione dell’ex capitale, Firenze, in capitale del nuovo Stato italiano. Gli interventi di storici, politologi e letterati, qui pubblicati non restituiscono solo il personaggio pubblico nelle sue alterne fortune, quelle di segretario della Camera dal 1860 al ’65 o quelle di politico non rieletto nel proprio Collegio, ma rispecchiano anche l’acquisizione di fonti d’archivio finora inaccessibili. Tali acquisizioni hanno prodotto ricerche innovative su temi da sempre ignorati, come la sua formazione intellettuale, il ruolo professionale di avvocato, la struttura patrimoniale fino al lascito a favore dell’istruzione pubblica donato alla città d’origine. Con i contributi di: Silvio Caldani, Cosimo Ceccuti, Salvatore Cingari, Liana E. Funaro, Galileo Magnani, Claudia Massi, Carla Papini, Vincenza Papini, Letizia Pagliai, Marco Pignotti, Manuel Rossi, Amleto Spicciani, Paolo Vitali, Carlo Vivoli.  
16,00

Plotino, L'immortalità dell'anima

editore: Pisa University Press

pagine: 704

Fra le dottrine di Platone, l’immortalità dell’anima è sempre stata ritenuta centrale. Ma quale parte dell’anima è immortale, solo quella razionale? E se lo è in quanto affine alla realtà intelligibile, che come è eterna e immateriale, perché si trova qui, nel mondo sensibile? Platone non sembra avere una posizione univoca. Questi problemi, cruciali nella storia del platonismo antico, vengono affrontati in modo nuovo da Plotino, nel III secolo della nostra era. Convinto che la corretta definizione di “anima” sia il punto di partenza per la loro soluzione, egli dedica un’ampia parte confutatoria all’emergentismo stoico e all’epifenomenismo, incarnato per lui dalla dottrina “Pitagorica” dell’anima-armonia e dalla dottrina aristotelica dell’anima atto del corpo. Utilizzando tutta la letteratura di controversia della sua epoca – soprattutto Alessandro di Afrodisia e Plutarco -, egli affronta le concezioni dell’anima diverse da quella platonica sul loro stesso terreno, mirando a dimostrare che nessuna soddisfa le istanze per le quali era stata formulata. Solo il platonismo, inteso in un senso profondamente riformato, dà conto della vera natura dell’anima, compresa la quale si comprenderà che l’anima è immortale. Questo scritto fu tradotto in arabo nel IX secolo e fu incluso quasi per intero in un’opera, detta Teologia di Aristotele, destinata ad esercitare una grande influenza sulla filosofia arabo-musulmana. Attribuita così ad Aristotele, la dottrina dell’immortalità dell’anima divenne uno dei temi principali del pensiero filosofico in lingua araba, fino ad Avicenna ed oltre. In questo volume il trattato di Plotino, con testo greco, traduzione e commento, è seguito dall’edizione con traduzione e commento della sua versione araba.  
35,00

Edito, inedito, riedito

editore: Pisa University Press

pagine: 368

Il volume raccoglie una selezione di saggi di italianistica frutto dei lavori dell’XI Congresso degli Italianisti Scandinavi (Università del Dalarna –Svezia, 9-11 giugno 2016). Il congresso rappresenta, con cadenza triennale, il principale luogo di confronto degli italianisti di Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda. In questa occasione si è voluto, inoltre, ampliare e arricchire il dibattito scientifico aprendo la partecipazione a studiosi di altri paesi europei. Tema dell’incontro è stato l’edizione di testi inediti o editi e le loro riedizioni, anche attraverso i moderni metodi digitali o grazie alla traduzione in altre lin­gue. Testimonianza dell’ampia e vitale attività di ricercatori in Italianistica in Scandinavia e delle vivaci collaborazioni degli italianisti in Europa, i ventisette contributi qui raccolti spaziano dalla linguistica alla letteratura, dalla storia e cultura italiana alla traduttologia e didattica dell’italiano, coprendo un ampio spazio cronologico da Dante ai giorni nostri
24,00

M. Ju. Lermontov e la nostalgia libertina

di Alessandra Carbone

editore: Pisa University Press

pagine: 172

Il volume presenta uno studio dell’opera e della vita del celebre scrittore russo M. Ju. Lermontov (1814 - 1841) in relazione ad alcuni motivi correlati alla prosa libertina francese della fine del XVIII sec. e, in particolare, al romanzo di P.A.F. Choderlos de Laclos “Les liaisons dangereuses”. Inserite in un contesto storico e culturale naturalmente ben diverso rispetto a quello della Francia pre-rivoluzionaria, alcune opere di Lermontov infatti, - dal romanzo “Un eroe del nostro tempo”, al dramma “Maskarad” (Un ballo in maschera) sin’anche ad alcuni esperimenti letterari degli anni 1835-1836 - presentano analogie e riprese stilistiche di motivi della prosa libertina francese, nonché vere e proprie citazioni “laclosiane”. Interrogandosi su tali aspetti intertestuali e interculturali l’autrice estende la sua ricerca anche ad uno primo studio della ricezione delle “Liaisons dangereuses” in Russia, e della prima traduzione russa del celebre “romanzo libertino per eccellenza”, realizzata a San Pietroburgo nel 1804-1805.
17,00

Storie arabe di Greci e di Romani

La Grecia e Roma nella storiografia arabo-islamica medievale

di Marco Di Branco

editore: Pisa University Press

pagine: 320

Al tema affascinante dell’eredità greca nella cultura araba medievale sono stati dedicati negli ultimi decenni molti importanti contributi. Tuttavia queste opere sono quasi unicamente incentrate sulla sopravvivenza e sull’influenza del pensiero filosofico e scientifico all’interno della civiltà arabo-islamica e si interessano solo marginalmente a materie quali arte, letteratura e storiografia . Ciò ha, almeno in parte, un fondamento nella realtà dei fatti, giacché i testi letterari greci non furono tradotti in arabo; al tempo stesso, costituisce un limite alla più completa comprensione dell’atteggiamento islamico nei confronti della cultura antica. Storie arabe di Greci e di Romani colma una lacuna degli studi sulle forme di conservazione della tradizione classica nell’Islam: esplora infatti la storia greca e romana per come essa è percepita, narrata e rappresentata nella storiografia arabo-islamica medievale fra l’VIII e il XIV secolo dell’era cristiana, cioè a partire dalle prime opere storiche arabe preservate per giungere alla più celebre cronaca universale musulmana, il Kitab al-‘Ibar di Ibn Haldun (m. 808/1406). Dalla leggenda di Alessandro Magno alla conversione di Costantino, dalla corte di Bagdad al celebre castello del deserto di Qu_ayr ‘Amrah, un viaggio attraverso i documenti alla ricerca della storia della Grecia e di Roma vista con occhi arabi.
18,00

Aspettando America

Storia di una migrazione

di Maxim D. Shrayer

editore: Pisa University Press

pagine: 256

Aspettando America di Maxim D. Shrayer, scritto memorialistico ambientato nel 1987, in un tempo, quello della perestrojka, oramai vicino al crollo dell’Unione Sovietica e quando l’autore era poco meno che ventenne, ripercorre tutte le fasi legate all’abbandono della terra natia, del proprio mondo e del proprio passato. Allo stesso tempo, esso registra le forti emozioni della scoperta di nuovi mondi e persone in un’età che è quella della formazione culturale e della maturazione sentimentale. Giunta a Vienna, la famiglia di Shrayer sarà presto trasferita a Ladispoli e qui Shrayer trascorrerà due mesi in attesa del visto statunitense. Due mesi densi di passione, vitalità e letture in un complesso coacervo di riferimenti culturali, quello russo esemplificato nella lettura di Nabokov, quello ebraico della quotidianità dei rapporti tra esuli con personaggi e situazioni che ricordano la migliore tradizione umoristica ebraica, quello italiano nella scoperta di un mondo inatteso e imprevisto, quello d’oltre oceano nell’attesa e nella progressiva scelta delle prospettive di vita e di studio. I tanti riferimenti alla letteratura russa costituiscono l’esigenza di vegliare sul proprio passato e di mantenerlo vivo e pulsante accanto alle esperienze, i desideri, le scoperte di un presente comunque contingente e destinato a svanire nell’attesa dell’eterno Godot. Traduzione di Rita Filanti A cura di Stefano Garzonio
18,00

Nuove Musiche n. 2/2017

Autori vari

editore: Pisa University Press

pagine: 192

In questo numero:   Stefano Lombardi Vallauri, Editoriale – Editorial. Stefano Lombardi Vallauri, Introduzione. Helmut Lachenmann, Roger Reynolds, Questionario per i compositori. Marco Stroppa, Quoi de neuf? Pierluigi Basso Fossali, Dissuasori d’invenzione: i clichés musicali fra l’attrattore-tradizione e il vettore-creazione. Leonardo V. Distaso, Il miracolo del nuovo e l’enigma del diverso, ovvero come evitare il successo artistico ed essere felici: Boris Groys e John Cage. Rosario Mirigliano, “Suona Mozart, va bene lo stesso”. Annotazioni in controcanto su tratti ricorrenti e clichés stilistici in musica. Paolo Emilio Carapezza, Le farfalle di Inger Christensen, 1991, e di Francesco Pennisi, 2000: su fi ori di parole, su fi ori di colori; a Brajcino nell’aria meridiana, a Fleri prima dell’eclisse. Marilena Laterza, Alio modo: sulle trascrizioni bachiane di György Kurtág. Marco Spagnolo, Ars nova. Ventuno compositori italiani di oggi raccontano la musica, a cura di Sara Zurletti. Invito alla lettura. Marco Angius, La partitura non è l’opera. Elena Abbado (a cura di), “Come dovrebbe essere una rivista di musica contemporanea oggi” Sondaggio n. 1: opinioni e proposte dei compositori italiani.
30,00

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