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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche

Fuori da scuola

1938 - Studenti e docenti ebrei espulsi dalle aule pisane

di Alessandra Peretti, Stefano Sodi

editore: Pisa University Press

pagine: 88

A ottant’anni dalla sigla dei decreti fascisti del settembre 1938 che cacciarono dalle università e scuole italiane studenti e docenti ebrei italiani e stranieri, viene qui offerto un bell’esempio di metodologia della didattica della storia, di divulgazione e di educazione morale, prova concreta dell’alta qualità dei docenti italiani. Nel volume confluiscono infatti due testi editi in precedenza, ora rivisti, aggiornati, integrati da nuovi documenti e nuove riflessioni critiche. Il primo è la trasformazione di un quaderno del Centro per la Didattica della Storia, Mio padre ci disse che non saremmo più tornate al Galilei, che Stefano Sodi aveva curato con i propri allievi nel 2008. Rivisto e integrato da nuove informazioni, narra la storia dell’espulsione dal Liceo Ginnasio pisano del professor Lamberto Borghi, che sarebbe poi divenuto uno dei più insigni pedagogisti italiani del dopoguerra, e di numerosi allievi, la maggior parte dei quali eredi delle famiglie della borghesia ebraica della città. Il secondo è il catalogo della mostra Shoah e cultura della pace, presentata dall’Ateneo di Pisa nel gennaio 2002, curato dagli storici Tommaso Fanfani e Michele Luzzati, dalla giovane studiosa Francesca Pelini, dalle archiviste Giovanna Tanti e Rosa Lucia Romano. Esso viene ora sviluppato da Alessandra Peretti in una più ampia riflessione sulle vicende dei circa 290 studenti ebrei stranieri e dell’imprecisato numero degli italiani espulsi, e integrato dai documenti ufficiali dei Ministeri e del Rettorato e dalle lettere e fotografie dei perseguitati stessi. Due testi preziosi, non solo per interpretare il passato. I persecutori, talvolta, ritornano.    
10,00

Diario di un'infamia

Le leggi, le vite violate, il ricordo

editore: Pisa University Press

pagine: 208

Il libro, curato da Bruno Manfellotto e Fabio Demi, raccoglie, con molte fonti documentarie (alcune inedite) e immagini d’epoca, l’excursus delle Leggi razziali italiane, emanate nel 1938 da re Vittorio Emanuele III che le firmò nella reale tenuta di San Rossore a Pisa. Dopo la descrizione del contesto storico e della genesi della legislazione razzista italiana, se ne raccontano le conseguenze attraverso le storie di “vite violate”. Quella di Guido Cava che, bambino, fu escluso da scuola in quanto ebreo Quella di Maria Furst Castro, ebrea polacca, che visse l’orrore di Auschwitz. Quella di Giuseppe Pardo Roques che fu ucciso nella sua abitazione assieme ad altre dodici persone. Quelle di tutti gli studenti e docenti che furono espulsi dall’ università per la loro condizione di ebrei. Il testo è arricchito da schede che raccontano altre personalità: Carlo Cammeo, maestro socialista ucciso nel 1921 dall’insorgente squadrismo fascista; Elio Toaff che diventerà rabbino capo delle comunità ebraiche italiane; Silvano Arieti, che attribuisce al suo incontro con Roques il motivo dei suoi studi che lo portarono a divenire uno dei massimi psichiatri del mondo. A questo si aggiunge un testo che racconta il “bagitto” la lingua segreta degli ebrei italiani. Il libro si conclude con la cronaca delle iniziative, “San Rossore 1938”, che l’università di Pisa, in coincidenza con l’80° dalla firma delle leggi razziste italiane, ha voluto dedicare a questo anniversario culminate con “La cerimonia del ricordo e delle scuse” che, il 20 settembre scorso, ha visto riuniti tutti i rettori delle università italiane per offrire un riconoscimento morale ai rappresentanti di tutte le comunità ebraiche lì presenti. Un fatto storico in senso proprio.   L’evento - come tutti gli altri racconti, del resto – ha come cornice Pisa, là dove tutto iniziò.     
26,00

Making history in ninth-century northen and southern Italy

di Luigi Andrea Berto

editore: Pisa University Press

pagine: 180

The ninth century represents a pivotal period for early medieval narrative sources. Despite the absence of great authors comparable to Gregory of Tours, Bede, and Paul the Deacon, who had been capable of developing far-reaching works, historical writing in this period fl ourished remarkably. The renewed attraction to this genre, only partially explained by the so-called “Carolingian Renaissance”, marked an important step towards the cultural expansion of the following centuries and was a signifi cant indication of a world that was redeveloping and pondering over its own experience with growing self-awareness. Italy too, though different from the rest of Europe in many ways, followed this trend. In the case of the Italian peninsula, its political fragmentation—created by Charlemagne’s conquest of a part of the Lombard kingdom and the weakening of the Byzantine Empire—also favored the production of historical writing focused on local events. This volume presents a detailed introduction to all the historical texts composed in Northern and Southern Italy during this century, thus shedding some light on little-known texts and offering an important contribution for a better understanding of ninth-century Italian history.
18,00

Thietmar di Merseburg - Cronaca

editore: Pisa University Press

pagine: 368

Nel Chronicon scritto all’inizio del secolo XI da Titmaro, vescovo di Merseburg, in Sassonia, è possibile leggere le gestadei sovrani della dinastia ottoniana, nonché quelle dei loro vescovi e della grande aristocrazia sassone: una testimonianza fondamentale per comprendere il mondo del X secolo nella porzione dell’impero posta a nord delle Alpi. Nonostante il latino usato da Titmaro non risulti sempre di facile comprensione, attraverso la sua vivace narrazione è possibile conoscere, in modo approfondito e non sempre retorico, la complessa personalità di un uomo sinceramente devoto al suo Dio e al suo imperatore. I diversi livelli di lettura presenti nell’opera permettono di apprezzare appieno la varietà degli argomenti trattati, che spaziano dalla storia istituzionale del regno dei Franchi orientali e dei suoi ducati, ai mirabilia, eventi straordinari di cui gli uomini all’epoca non sapevano spiegare le cause, ai rapporti con il mondo degli Slavi. Per il lettore italiano, è un’ottima occasione per dare uno sguardo alle vicende delle regioni d’origine degli Ottoni, quelle conquistate a suo tempo da Carlo Magno.
20,00

Storia dei vescovi napoletani (i secolo-876)

di Luigi Andrea Berto

editore: Pisa University Press

pagine: 128

Nell’alto Medioevo Napoli subì drastiche modificazioni. Da zona di frontiera dell’impero bizantino diventò una delle più rilevanti potenze nel Meridione. Nell’ottavo e nono secolo i Napoletani avevano inoltre ottenuto la piena indipendenza da Costantinopoli, evitato di essere assorbiti dai Franchi e dai Longobardi di Benevento e di subire disastrose distruzioni ad opera dei musulmani. I testi riuniti in questo volume (le uniche opere cronachistiche scritte a Napoli prima del XIV secolo) ripercorrono le vite di tutti i vescovi di Napoli, dal semileggendario Aspreno (I secolo) ad Atanasio II (fine secolo) che furono messe per iscritto in questo periodo di fondamentale importanza per la città. La disponibilità di pochissime informazioni sui prelati partenopei fino all’ottavo secolo fece sì che la prima parte di questo testo sia poco più che una lista. Molto più dettagliata e ricca di informazioni, non soltanto sui vescovi, è invece la sezione successiva, particolarità che la rende una fonte estremamente preziosa per ricostruire la storia della Napoli altomedievale.  
18,00

Pragmatismo e filosofia della scienza

editore: Pisa University Press

pagine: 288

Nelle intenzioni del suo fondatore, Charles S. Peirce, il pragmatismo doveva servire come orizzonte teorico per elaborare una filosofia della scienza che facesse risaltare la dimensione creativa e inventiva dell'attività scientifica. Lontanissimo da chi aspirava a ridurre l'indagine all'applicazione di precetti metodologici prefissati, Peirce individuava nell'abduzione, ovvero nel tirare a indovinare, il cuore pulsante della scienza, dando così vita a una concezione estremamente originale della natura della scienza. Eppure la storia successiva del pragmatismo non ha proseguito sulla strada indicata dal suo fondatore: ne è prova il fatto che oggi quella tradizione di pensiero è spesso associata a una forma di antiscientismo del tipo 'se qualcosa funziona, allora va bene'. I saggi raccolti in questo libro si propongono di riportare il pragmatismo più vicino alle sue origini, mostrando come quell'approccio ai problemi della filosofia della scienza possa essere ancora di grande utilità nei dibattiti contemporanei. Il volume testimonia dunque l'attualità del pragmatismo, sia come quadro filosofico generale sia come corpo di tesi concettuali che consentono di impostare in modo nuovo e diverso problemi specifici all’interno delle singole discipline scientifiche.
22,00

Asceti armati

Spirito Marziale, Animo Cavalleresco ed ordini equestri e premiali, archetipi eterni e storia

di Riccardo Scarpa

editore: Pisa University Press

pagine: 664

Quello che in genere si definisce «spirito cavalleresco» non nasce col medioevo europeo e tampoco col  cristianesimo e gli ordini cavallereschi monastici, dinastici o di Stato. Esso è una condizione dello spirito che nacque quando il primo sciamano iniziò il primo  guerriero e persisté e resta presso tutte le nazioni ed in ogni periodo storico. Se la caccia è, infatti, un conflitto tra specie animali diverse, per esigenze alimentari, la guerra è un conflitto all’interno della specie umana, per motivi di controllo del territorio e o di potere tra od all’interno di comunità umane. Coll’evolvere degli esseri umani verso più alte consapevolezze sociali e spirituali, i sentimenti dell’anima lo possono sopportare solo con l’intuizione dell’impermanenza dei corpi fisici, uccisi nello spazio e nel tempo, a fronte dell’eternità dei principî spirituali in essi transitoriamente animati ed incarnati. Una consapevolezza che richiede un iniziazione ad un diverso stato di coscienza. L’opera, che nasce da un  insegnamento pluriennale di storia degli ordini cavallereschi seguito ad insegnamenti di storia delle dottrine politiche e sociologia dei fenomeni politici in università degli studî differenti, e da una riflessione sulla tradizione familiare, segue il manifestarsi di questo aspetto della tradizione perenne nella storia di varî popoli nel continente antico e «nuovo», e come da questo spirito marziale sia nata l’etica civile. Argomento di stretta attualità, in un epoca nella quale macchine da guerra sempre più sofisticate sembrano togliere ai combattenti la consapevolezza d’una loro responsabilità per l’impatto dei comportamenti su nemici e popolazioni civili, e negli ordinamenti di Stati, federazioni ed alleanze l’interpretazione elettoralistica della democrazia fa degli esseri umani individui senza qualità specifiche, quindi meramente sommabili come numeri. In questo quadro, sistemi premiali pubblici ed associazioni private ispirati da emblemi, decorazioni e rituali dell’antica milizia equestre da cui discendono, od alla quale si riagganciano, rispondono ad esigenze antropologiche profonde, che gli ordinamenti non possono misconoscere o banalizzare.
30,00

Argomenti di logica- nuova edizione

di Carlo Marletti, Enrico Moriconi

editore: Pisa University Press

pagine: 532

Fin dalla sua nascita con Aristotele la logica si è occupata di “linguaggi”, delle “argomentazioni” costruiti entro tali linguaggi, e delle “strutture” che questi linguaggi sono intesi a descrivere e nelle quali premesse e conclusioni delle argomentazioni possono risultare vere o false. Successivamente, già con Leibniz, ma poi definitivamente con Frege, si fece strada l’idea che i linguaggi in questione debbano essere linguaggi formalmente definiti attraverso esplicite regole di formazione e trasformazione. E’ a questo punto che il problema delle interrelazioni fra linguaggio e “realtà” potè essere studiato matematicamente, mettendo a fuoco le due questioni di base: quella delle asserzioni vere “struttura per struttura” e quella delle asserzioni vere “in tutte le strutture. Muovendosi fra le sollecitazioni e le metodologie fornite via via da filosofia, matematica e informatica, la logica ha sempre mantenuto omogenea la sua natura, qualificandosi come una teoria, cioè come un corpo ben caratterizzato e organico di conoscenze, capace però di significativi contatti e applicazioni nei vari ambiti dell’indagine scientifica. Ed è della logica così intesa che questo volume intende fornire una esauriente e originale presentazione, prestando particolare attenzione a varie tecniche dimostrative e di costruzione di modelli e proponendosi come un testo utilizzabile in corsi di varia natura su questi argomenti.  
28,00

Il Tempio crematorio di Pisa

Associazionismo igienista nell'Italia dell'Ottocento

di Adolfo Braccini, Sergio Castelli

editore: Pisa University Press

pagine: 208

La cremazione, antico rito pagano di sepoltura dei cadaveri, già in uso presso la civiltà dei Greci, degli Etruschi, degli Italici e dei Romani, poi rivalorizzato dalla rivoluzione francese, nel tempo è stato sempre contrastato dalla Chiesa cattolica fino al Concilio Vaticano II. In Italia lo sviluppo della cremazione si è realizzato nella seconda metà dell’Ottocento quando il diritto d’incenerimento fu negato a Giuseppe Garibaldi, eroe del Risorgimento. Le proteste popolari seguite alla mancata cremazione favorirono la costituzione delle società per la cremazione e di altre forme associative fra i lavoratori, gruppi di coesione rivolti essenzialmente alla formazione ed emancipazione del popolo. Tali aggregazioni furono subito bandite dalla Chiesa cattolica che in queste ravvisava nuclei di persone ribelli alla fede perché aderenti alla Massoneria e al nascente socialismo. Lo scontro tra cremazionisti e clero fu aspro e finì nel 1963, dopo settantasette anni di rifiuto dei sacramenti per chi aderiva alle società di cremazione. Frattanto le associazioni cremazioniste realizzavano il loro progetto edificando Templi crematori e pubblicizzando l’intervento “igienista” che il rito di cremazione ottimizzava. Per molti anni l’Italia è stata il paradigma europeo della scelta cremazionista. Oggi la composizione delle società di cremazione è fatta prevalentemente da donne a conferma dell’universalismo che caratterizza queste organizzazioni, dopo che le stesse sono state spesso maschili. Nel volume il caso di Pisa è analizzato sotto vari punti di vista: la morte di Giuseppe Mazzini, nonostante il Patriota genovese fosse contrario alla cremazione, rinsaldò l’associazionismo laico e democratico di Pisa, sul nerbo del quale nacque nel 1882, dopo la morte di Garibaldi, la Società pisana per la cremazione.  
15,00

La resilienza delle piccole città

Riflessioni teoriche e casi di studio

di Michela Lazzeroni

editore: Pisa University Press

pagine: 192

Quale ruolo possono avere le piccole città in un’economia che diventa sempre più globale e che si basa sulla conoscenza, sulla tecnologia, sulla cultura e sulla creatività con dinamiche di sviluppo nelle quali le grandi città appaiono favorite? A quali opportunità di sviluppo possono fare ricorso e a quale futuro possono aspirare le piccole città che sono state investite da processi di declino economico, di marginalizzazione e di contrazione demografica? Il volume cerca di dare risposte a questi interrogativi, adottando come chiave interpretativa il concetto di resilienza, intesa come capacità dinamica di un sistema territoriale di reagire agli eventi e ai cambiamenti, di enfatizzare le proprie caratteristiche distintive e di promuovere nuove traiettorie di sviluppo. L’attenzione si focalizza in particolare sulla resilienza delle piccole città con un passato industriale significativo, che si trovano negli anni più recenti ad affrontare crisi produttive e identitarie e a ripensare al proprio modello di sviluppo. Oltre a riflessioni di natura teorica e metodologica, il testo prende in esame tre casi di studio di piccole città a vocazione industriale: Sochaux-Montbéliard, situata nella Francia orientale, sede storica della Peugeot; Ivrea, localizzata in Piemonte, cresciuta intorno alla Olivetti; Pontedera, in Toscana, la città della Piaggio e della famosa Vespa. Da tali casi di studio emergono diversi percorsi soluzioni e strategie che costituiscono  materiale utile al dibattito scientifico e politico sul tema.  
19,00

La città delle nazioni

Livorno e i limiti del cosmopolitismo

editore: Pisa University Press

pagine: 400

Per effetto del portofranco e di un sistema istituzionale basato su un regime giuridico eccezionale, Livorno fu la città che, negli anni qui presi in considerazione, seppe trasformare, forse più di ogni altra al mondo, i conflitti e le differenze sociali, religiose, etniche e culturali in un modello di mediazione. Non senza pagare un caro prezzo, né commettere errori.Questo libro racconta, con la voce di quindici studiosi provenienti da cinque paesi diversi, le storie mai raccontate della città che scoprì, con tutte le sue luci e le molte ombre, il segreto della convivenza in una complessa società multiculturale.  
22,00

Ranieri, Benincasa e il Barbarossa

Peripezie di un culto nella Pisa dei secoli XII-XIV

di Mauro Ronzani

editore: Pisa University Press

pagine: 96

Ranieri, un laico pisano, visse a lungo come eremita e penitente in Terrasanta. Tornato a Pisa verso il 1153/54, vi acquistò fama di predicatore e guaritore, e morì il 17 giugno 1160. La sua vita, e i miracoli da lui compiuti prima e dopo la morte, furono messi per scritto nell’estate del 1161 dai canonici del Duomo di Pisa, dove egli era stato tumulato. Poco dopo, la città e la Chiesa di Pisa si trovarono di fronte ad una grave decisione: mantenere la stretta e vantaggiosa alleanza con l’imperatore Federico I Barbarossa significava togliere l’obbedienza a papa Alessandro III, e concederla al papa “scismatico” riconosciuto dal Barbarossa. Benincasa, canonico della cattedrale e vecchio “allievo” di Ranieri, fu il più deciso sostenitore di questa decisione e, per convincere i Pisani, nel 1165 riplasmò profondamente la biografia di Ranieri, facendone una sorta di “nuovo Gesù Cristo”, dotato dal Padre del potere di scacciare i demoni. La vita di Ranieri così rielaborata rimase l’unica fonte di informazione sulle azioni compiute da questo “santo”, che non fu mai “canonizzato” dalla Sede Apostolica, ma dalla seconda metà del secolo XIII tornò ad essere intensamente venerato dai Pisani. Le “peripezie” del suo culto si sarebbero concluse solo nel secolo XVII, quando Ranieri fu proclamato “patrono celeste” della città e della Chiesa di Pisa
10,00

Italian Carolingian Historical Texts

di Luigi Andrea Berto

editore: Pisa University Press

pagine: 144

When Charlemagne conquered the Lombard kingdom in 774, Italy became part of a vast dominion that encompassed most of Western Europe. For the first time since the disintegration of the Roman Empire, this part of the European continent was united again and a renewed sense of unity found expression in various realms of life, from economy to culture. Italy wasno longer the center of political power, as it had been during the Roman Empire. But the fact that the pope, the head of all western Christendom, resided in Rome, and that the Italian peninsula was still one of the richest areas in Europe ensured that Italy was not considered a region of secondary importance in the context of the new empire. The four texts that are brought together in this volume—the only two chronicles written in Carolingian Italy and two short historical works in verse—give us a glimpse of Carolingian rule in Italy. The different contexts and dates in which these works were producedallow us to focus on various aspects of this period and to highlight the various ways Carolingianrule was remembered
18,00

La guerra, la violenza, Gli altri e la frontiera nella "Venetia" altomedievale

di Luigi Andrea Berto

editore: Pisa University Press

pagine: 176

Tra la fine del sesto secolo e gli inizi dell’undicesimo la Venezia delle lagune subì delle drastiche modificazioni. Da una periferia poco rilevante dell’impero bizantino diventò la massima potenza adriatica. In tale periodo i Venetici avevano inoltre ottenuto la piena indipendenza da Costantinopoli, evitato di essere assorbiti dai poteri della vicina terraferma e di subire disastrose distruzioni ad opera di incursori ed invasori, guadagnato sempre più ampie zone di mercato nell’Italia settentrionale e nel Mediterraneo orientale e raggiunto un assetto politico-istituzionale stabile. Questo non fu un processo lineare, ma i Venetici conseguirono e difesero questi risultati con grande tenacità, creando così le basi per il notevole sviluppo dei secoli successivi. Questo volume esamina alcune tra le più rilevanti tematiche che contraddistinsero Venezia nel corso di quest’epoca: la guerra, la violenza, la maniera in cui gli “altri” erano percepiti che cosa si conosceva su di loro e la frontiera.  
16,00

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